Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Chiesa di San Bernardino di Macello: la chiesa confraternale nel centro storico tra peste, confraternite e arte sacra

Chiesa di San Bernardino di Macello: la chiesa confraternale nel centro storico tra peste, confraternite e arte sacra

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 20, 2026

La Chiesa di San Bernardino di Macello non è una semplice “seconda chiesa”: nasce come edificio confraternale e, ancora oggi, si riconosce subito nel tessuto del paese. È centrale, è leggibile dall’esterno e, soprattutto, conserva una storia concreta fatta di peste, ricostruzioni e devozione organizzata. Inoltre, dentro trovi un altare ricco di simboli, dove il segno più forte è il cristogramma IHS.

San Bernardino a colpo d’occhio

Dove: centro storico di Macello, edificio libero su 4 lati, facciata verso una piccola piazza
Parole chiave: chiesa confraternale, confraternita degli Umiliati, simbolo IHS
Date da ricordare: 1620 (confraternita), 1647 (benedizione dopo ricostruzione), 1763 (statuto), 1980/81 (ristrutturazione)
Cosa non perdere: facciata a due ingressi, affresco di San Bernardino, altare in marmi policromi e tabernacolo con calice raggiante

Dove si trova e come si presenta nello spazio urbano

La chiesa, già confraternale, è nel centro storico di Macello. L’edificio è libero su quattro lati e, quindi, lo puoi osservare senza “tagli” visivi. Il fronte sud è lambito dall’omonima via; la facciata, rivolta a est, invece, si affaccia su una piccola piazza attraversata dalla strada comunale. Perciò la chiesa funziona anche come punto di orientamento nel paese.

Macello: tappe da segnare Se vuoi muoverti con criterio, qui trovi un quadro essenziale per scegliere le soste e collegarle bene, con tempi compatibili e spostamenti lineari. Cosa vedere a Macello

La facciata: due ingressi, un frontone e il campanile in mezzeria

Il prospetto principale è rifinito ad arriccio e tinteggiato giallo paglierino. La facciata, inoltre, è divisa in due porzioni, ciascuna con il proprio ingresso, ma unite da un frontone triangolare unico. Proprio al centro, in mezzeria, si imposta il campanile: una soluzione insolita, che rende il prospetto immediatamente riconoscibile.

Lato destro: lesene “doriche”, portale bianco e finestra centinata

La parte destra mostra due coppie di lesene su zoccolatura continua; in alto compaiono capitelli che richiamano l’ordine dorico. L’ingresso è un portone con motivi geometrici scolpiti, incorniciato da un portale bianco e, quindi, evidenziato da un architrave sporgente in stucco. Sopra si leggono scritte di dedicazione e, subito dopo, una finestra centinata con davanzale aggettante. Tra le lesene, inoltre, ci sono nicchie dipinte con figure sacre.

Lato sinistro: timpano centinato e affresco nel frontone

La seconda metà presenta un altro accesso, simile per impostazione, incorniciato di bianco e sormontato da un timpano centinato. Più in alto compare una finestra rettangolare bordata di bianco; nel triangolo del timpano, invece, domina l’affresco di San Bernardino. Così la facciata “raddoppia”, ma resta coerente.

Storia: confraternita, peste e una citazione ottocentesca

Le tracce storiche non sono tutte “perfette” e puntuali; tuttavia alcuni passaggi sono chiari e solidi.

  • La confraternita di San Bernardino, detta anche degli Umiliati, aveva sede in questa chiesa e per lungo tempo ebbe un cappellano. Fu eretta nel 1620 e, inoltre, venne riconosciuta canonicamente con statuto nel 1763
  • Dopo la peste del 1630 la chiesa risulta ricostruita dal conte Gerolamo Solaro, signore di Macello; quindi fu benedetta il 31 gennaio 1647 dal prevosto Molineri, per delega di mons. Bergera, arcivescovo di Torino
  • Nel 1842 Goffredo Casalis, nel suo Dizionario geografico storico-statistico-commerciale, cita a Macello una chiesa “per uso di confraternita” dedicata a San Bernardo: un riferimento che, di conseguenza, richiama l’identità confraternale dell’edificio

Un dettaglio importante: parte dell’arredo “di lunga durata” è l’apparato di dipinti su tela all’altare maggiore, collocabile tra XVI e XVII secolo. Quindi, anche se l’edificio cambia, alcune opere continuano a parlare da sole.

Cosa vedere all’interno: altare, simboli e statue

L’interno non vive solo di architettura: qui contano i simboli, e contano gli arredi.

Presbiterio e altare: marmi policromi e cristogramma IHS

La parete absidale ospita un trittico dedicato a San Bernardino, inserito in un dossale ligneo pittato a marmi policromi. Ai lati compaiono colonne scanalate che sorreggono un frontone triangolare spezzato al centro da raggi che si aprono dalla medaglia con il cristogramma IHS.

L’altare è rivestito da marmi policromi marezzati con inserti in pietra grigia venata; al centro dell’antipendio compare un quadrilobo con il trigramma di San Bernardino. Il tabernacolo, inoltre, ha un’antina finemente ornata con il calice raggiante dell’Eucaristia e, sopra, il crocifisso; sulle mensole spiccano candelabri dorati. Davanti è presente l’attuale mensa in legno, con paramento bianco ricamato.

Navate e dettagli: immagini, teca e statue

Sul fianco sud della navata secondaria si notano raffigurazioni sacre. Sulla parete confinante con la sacrestia, invece, è collocata una teca lignea che ospita la statua del Cristo deposto. Completano l’insieme una statua lignea della Madonna col Bambino e una statua di Cristo, oltre a banchi, ambone e seggio.

Pavimenti e luce: bargioline e finestre

La pavimentazione dell’aula è realizzata con bargioline quadrate. Nel corridoio centrale sono posate in diagonale; ai lati, invece, seguono un’orditura longitudinale. Il presbiterio è sopraelevato di un gradino e, quindi, mantiene lo stesso disegno della navata.

All’esterno i fronti secondari sono a rinzaffo rustico a base calce. Sul prospetto sud compaiono quattro finestre centinate e una quadrata (con grata più in basso per la sacrestia). Il fronte ovest ha un’altra finestra per la sacrestia, mentre sul lato nord ci sono due finestre lunettate. Così la luce entra, ma resta controllata.

Il campanile: piccolo, quadrato, con copertura in rame

Il campanile è a base quadrata e parte da un basamento; poi le lesene angolari inquadrano le monofore della campana. In alto la struttura culmina con uno sporto in stucco modellato e una copertura rivestita in rame, completata da una cupolina e dalla croce in ferro. È modesto, però è un segno forte perché sta in facciata e, quindi, “firma” l’edificio.

Interventi recenti: la ristrutturazione degli anni 1980/81

Negli anni 1980/81 la chiesa è stata ristrutturata completamente, internamente ed esternamente. Inoltre sono stati installati nuovi impianti elettrici e un impianto di riscaldamento ad aria. Questo passaggio spiega perché oggi l’edificio risulti ordinato e funzionale, anche se nasce come spazio confraternale.

FAQ – Curiosità utili su storia, confraternita e altare

Dove si trova la Chiesa di San Bernardino di Macello?

È nel centro storico di Macello e l’edificio è libero su tutti e quattro i lati; la facciata guarda una piccola piazza attraversata dalla strada comunale

Perché viene definita “confraternale”?

Perché fu sede della confraternita di San Bernardino, detta anche degli Umiliati, eretta nel 1620 e riconosciuta con statuto nel 1763

Qual è la data più importante legata alla ricostruzione?

Il 31 gennaio 1647, quando la chiesa, ricostruita dopo la peste, viene benedetta dal prevosto Molineri per delega dell’arcivescovo di Torino

Qual è il simbolo che spicca nell’altare?

Il cristogramma IHS, al centro della composizione del dossale, insieme al trigramma di San Bernardino richiamato anche nella decorazione dell’antipendio

Che tipo di pavimento ha la chiesa?

La navata è pavimentata con bargioline quadrate, con posa diagonale nel corridoio centrale e longitudinale ai lati; il presbiterio è rialzato di un gradino e mantiene lo stesso disegno

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende