Chiesa della Natività di Maria Vergine di Osasco: storia, facciata barocca e interni decorati

Da Alessandro Maldera
Gennaio 19, 2026

La Chiesa della Natività di Maria Vergine di Osasco, in via Martiri 17, è la parrocchiale del paese e, già da fuori, si capisce che non è un edificio “messo lì a caso”. Infatti è arretrata rispetto al fronte strada e lascia spazio a un sagrato raccolto, delimitato da altri fabbricati. Inoltre la facciata in barocco piemontese a mattoni a vista dà subito un’identità precisa. E poi, dentro, tra cupole ovali e decorazioni, la chiesa racconta la grande ricostruzione ottocentesca nata dopo il terremoto del 1808.
– Ricostruzione: dopo il terremoto del 1808 • nuova chiesa 1817–1824 (consacrata 1822)
– Facciata: barocco piemontese in mattoni • oculo centrale • iscrizione “D.O.M. AC DEIPARAE NATAE SACRUM”
– Interni: sequenza di cupole ovali e volte decorate • fregio con scritte sacre
– Altari: tridentino in marmi policromi + mensa moderna in pietra di Luserna
– Da ricordare: organo Vegezzi Bossi (1939) • tetto rifatto (2001)
Dove si trova e com’è inserita nel centro storico
La parrocchiale si trova nel concentrico storico di Osasco. L’edificio è libero su quasi tutti i lati; tuttavia sul lato ovest è addossato, in parte, un fabbricato di civile abitazione. Proprio per questo l’insieme risulta “incastrato” quel tanto che basta, ma resta leggibile in pianta e in volume.
La cosa pratica, però, è un’altra: la chiesa non è allineata al filo strada. Di conseguenza davanti si apre un sagrato che funziona come piccola piazza e rende la facciata più “respirabile”.
La facciata: barocco piemontese in mattoni e dettagli da leggere
Il prospetto principale è in mattoni a vista e segue un impianto ordinato, tipico del barocco locale.
- Alla base c’è un basamento continuo.
- Sopra poggiano due coppie di lesene con basi, che chiudono con capitelli ionici.
- Segue la trabeazione, e poi il frontone triangolare.
- Le cornici sono sagomate e aggettanti; inoltre sono protette da una copertina in lose.
- Nel punto più alto spicca una croce in ferro inserita su un pinnacolo.
Al centro si apre l’ingresso: il portone è in legno con specchiature, incorniciato da un portale che culmina in un timpano centinato. Subito sopra compare un riquadro con la scritta “D.O.M. AC DEIPARAE NATAE SACRUM”; poco più in alto, invece, si apre il grande oculo che illumina la navata. A completare il fronte ci sono anche due statue in marmo, collocate nelle nicchie tra le lesene.
I prospetti laterali: rinzaffo a calce e muratura “che si intravede”
Sui lati la finitura cambia. I prospetti secondari sono infatti trattati con un rinzaffo a base calce che lascia intravedere una muratura “listata”. È un dettaglio semplice, però utile: ti dice che l’edificio è pensato per essere solido e pratico, non solo scenografico.
Cronologia essenziale: dalle citazioni medievali alla nuova chiesa dell’Ottocento
Qui la storia è stratificata e, quindi, conviene metterla in fila.
- Fino al 1098 Osasco dipendeva dalla canonica di Santa Maria di Chieri; in quell’anno avviene la permuta con quanto possedeva l’abbazia di Santa Maria di Cavour, che esercita giurisdizione spirituale e temporale e diritto di collazione
- 1246: è citata la “ecclesia Oysasci” in un atto con riferimento al plebano e a esponenti locali che si rimettono al giudizio della curia dell’abate
- 1326: privilegi alla comunità confermati da Filippo di Savoia, principe d’Acaia; inoltre tra 1326 e 1335 compaiono le decime di Osasco nei conti della castellania di Bricherasio
- 1386: la plebes de Osascho paga il cattedratico al vescovo di Torino
- 1584: la visita apostolica descrive una chiesa in condizioni molto gravi (quasi scoperta, senza pavimento, con parti pericolanti) e ordina interventi concreti: intonaco, imbiancatura, pavimentazione in laterizi, confessionale adeguato, telai alle finestre, sistemazione degli altari e del fonte battesimale
- 1808: un terremoto impone la ricostruzione; di conseguenza l’attuale parrocchiale viene realizzata lungo l’asse viario principale nel primo quarto dell’800, al posto della precedente chiesa in altra posizione
- 1817: passaggio alla diocesi di Pinerolo e avvio del nuovo cantiere; la costruzione si colloca tra 1817 e 1824, con consacrazione nel 1822 da parte di mons. Bigex
- 1825: partono i lavori per il campanile
- 1888: decorazione di cupola e cappelle dipinte dal pittore Lauro su disegni di Morgari, grazie a finanziatori e alla Compagnia del SS. Sacramento
- 1915: gradini in marmo dell’altare maggiore; inoltre nel 1924 vengono realizzati quelli dei due altari laterali e i presbiteri sono pavimentati con mattonelle “alla veneziana”
- 1939: arriva un organo della ditta Vegezzi Bossi (Centallo)
- 1995: rinnovamento dell’arredo liturgico con rimozione di balaustra lignea e altri elementi, e costruzione di un nuovo altare rivolto al popolo in pietra di Perosa
- 2001: rifacimento del tetto
Dentro la chiesa: cupole ovali, affreschi e segni “da manutenzione”
L’aula è ricca e scandita in modo chiaro. Sopra l’ingresso trovi una corta volta a vela; poi arriva una cupola ovale, seguita da un’altra volta a vela. Anche il presbiterio è definito da una cupola ovale, mentre sull’abside compare una volta emisferica.
I soffitti sono molto decorati con affreschi e figure sacre. Tuttavia sono segnalate anche macchie da infiltrazioni d’acqua, quindi l’occhio non vede solo l’arte: vede anche la necessità di cura.
Gli arconi hanno motivi floreali a trompe-l’oeil e, ritmicamente, compaiono croci rosse entro ottagoni color ocra. Inoltre i bracci laterali presentano volte decorate con specchiature e bordi dorati, intervallate da croci rosse.
Pareti, tele e cantoria: l’effetto “parrocchiale importante”
Le pareti sono scandite da paraste color grigio tortora con capitelli ionici. Sopra corre la trabeazione: il fregio riporta grandi scritte sacre e la cornice in stucco è aggettante e sagomata. In alto, inoltre, i bracci laterali sono rifiniti da frontoni triangolari decorativi.
I riquadri murari sono in tono giallo crema e ospitano tele antiche. Sul fondo, invece, è addossata una bussola lignea sormontata dalla cantoria in legno: il parapetto è ornato con dipinti di strumenti musicali e composizioni floreali. E, sopra, entra in scena l’organo, inserito in una struttura con frontone triangolare.
Presbiterio: quadro della Natività, altare tridentino e mensa moderna
Al centro dell’abside spicca il quadro dedicato alla Natività di Maria Vergine, inserito in una cornice in stucco elaborata e aggettante.
Nell’abside è presente anche il grande altare tridentino in marmi policromi (con prevalenza di bianco marezzato). La mensa è coperta da un mantile bianco ricamato; l’insieme è completato da tabernacolo, crocifisso ligneo e importanti candelabri dorati. Davanti corre una predella in marmo bianco a tre gradini.
Accanto a questo, però, c’è anche la mensa moderna: lastre in pietra di Luserna con mantile bianco ricamato. Tra gli arredi compaiono inoltre seggio, ambone, fonte battesimale in marmo grigio striato (a destra all’inizio del presbiterio), pulpito ligneo intagliato, confessionali, statue lignee e banchi.
Cappelle laterali: Rosario e icona della Madonna
Nella cappella laterale destra si trova l’altare della Madonna del Rosario, realizzato in marmi policromi e completato da candelabri dorati. Sul lato opposto c’è l’altare dedicato all’adorazione dell’icona della Madonna, simile per impostazione e materiali.
Pavimenti: bargioline, graniglia e “stelle” nel presbiterio
L’aula ha una pavimentazione in bargioline quadrate ferruginose e grigie. Le cappelle laterali, invece, hanno mattonelle in graniglia di marmi.
Il presbiterio è sopraelevato di un gradino e usa cementine nelle tinte beige e marrone testa di moro, disposte in un disegno geometrico a stelle. È un dettaglio che, di solito, si nota tardi: però vale la pena guardarlo subito.
Struttura e coperture: croce greca, catene e tetto in coppi
Dal punto di vista planimetrico l’edificio ha una pianta a croce greca con bracci poco profondi. Poi si restringe verso il presbiterio e termina con un’abside emiciclica. La copertura è un unico tetto a padiglione che abbraccia navata e bracci.
Le murature sono in pietre miste a laterizi legati con malta di calce. Inoltre sono presenti tre catene metalliche in corrispondenza degli arconi delle volte, quindi la chiesa porta addosso anche i segni della necessità strutturale.
Il tetto è in coppi, sostenuti da travature in legno.
Il campanile: cinque livelli e un orologio ben leggibile
Il campanile è a destra, poco dietro la facciata. Ha pianta quadrata e sezione rastremata, con cinque livelli. Le superfici sono finite a rinzaffo rustico a calce, lasciando intravedere la tessitura muraria. Nei primi tre livelli gli spigoli sono evidenziati con bugnato in mattone a vista.
A metà altezza si apre un’apertura ovale con cornice in laterizi e timpano centinato; sopra compaiono finestre rettangolari con timpani triangolari. L’orologio è preceduto da una cornice in laterizi, sorretta da mensole in pietra. In sommità ci sono le monofore delle campane tra lesene, e poi il tamburo di chiusura sormontato dalla croce.
FAQ – Cosa non perdersi tra date e dettagli
No. Esistono citazioni antiche della chiesa di Osasco già dal Medioevo, però l’edificio attuale nasce dopo il terremoto del 1808 ed è stato costruito tra 1817 e 1824, con consacrazione nel 1822
Perché adotta un linguaggio di barocco piemontese (lesene, trabeazione, frontone) pur essendo una ricostruzione ottocentesca, quindi unisce gusto “tradizionale” e cantiere moderno per l’epoca
Il grande oculo sopra l’ingresso, insieme all’iscrizione “D.O.M. AC DEIPARAE NATAE SACRUM” e alle due statue in marmo nelle nicchie tra le lesene
La sequenza delle coperture: volta a vela, cupola ovale, e poi di nuovo cupola ovale sul presbiterio, con l’abside chiusa da una volta emisferica, perché ti fa leggere subito la gerarchia delle zone
Sì. È presente un altare tridentino in marmi policromi con predella a tre gradini; inoltre c’è anche una mensa moderna in pietra di Luserna, inserita per l’uso liturgico contemporaneo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



