Cappella della Madonna del Boschetto a Frossasco: affreschi quattrocenteschi, storia e dettagli imperdibili

Da Alessandro Maldera
Gennaio 16, 2026

La Cappella della Madonna del Boschetto di Frossasco è piccola, ma racconta tantissimo. Nasce nel XV secolo, cambia nome con il paesaggio e conserva un ciclo di affreschi raro, databile 1495–1500. Inoltre, dopo problemi d’acqua, un restauro tra 2003 e 2004 ha riportato alla luce il Quattrocento nascosto sotto pitture più tarde. Se cerchi una sosta “vera”, qui la trovi.
Madonna del Boschetto: perché vale la deviazione
Dove si trova e perché si chiama “del Boschetto”
La cappella si trova in Via del Boschetto 3, a Frossasco. In origine era dedicata a Maria Santissima della Mercede; poi, con il tempo, viene chiamata Madonna del Boschetto perché un bosco, un tempo, caratterizzava l’area. Quindi il nome non è “poetico” a caso: è una traccia di territorio.
Una cappella che cambia proprietari, senza perdere identità
Per secoli il luogo è legato a famiglie del posto. Prima risulta dei Frossasco-Provana; successivamente passa alla famiglia Grosso-Campana fino a metà Novecento. In seguito viene acquistata dal professor Comba, che la dona alla signora Pensa. Infine, la cappella arriva alla Società di Mutuo Soccorso tra Operai e Agricoltori di Frossasco, che ne diventa riferimento.
Com’è fatta: struttura semplice, dettagli che spuntano fuori
L’edificio ha un’unica aula rettangolare. Tuttavia la facciata, un tempo aperta, risulta oggi tamponata, e questo ha modificato la percezione dello spazio. Le murature sono in pietre e laterizi, mentre il tetto a due falde è stato rifatto nel 1995.
La facciata è stretta tra due piccole lesene e mostra due finestre più la porta d’ingresso. Sul fianco est, invece, si nota una finestra strombata, frutto di rimaneggiamenti successivi. All’interno c’è anche un paliotto settecentesco con lo stemma dei Frossasco, quindi il Settecento lascia il suo segno.
Il cuore del sito: affreschi 1495–1500 e attribuzione discussa
Il vero motivo per cui vale la visita è il ciclo pittorico tardo quattrocentesco, databile 1495–1500 e dedicato alle Storie della Vergine. L’attribuzione va al cosiddetto “Maestro di Cercenasco”, anche se l’identificazione del pittore resta ancora discussa: perciò, più che un “nome certo”, è una firma critica.
Cosa si vede sulle pareti: scene, santi e simboli insoliti
Sulla parete di fondo compare una Madonna in trono con Bambino. Alla destra si riconoscono san Giovanni Evangelista e sant’Antonio da Padova; alla sinistra san Giovanni Battista e un santo benedettino. Tuttavia l’affresco ha ridipinture barocche, e di conseguenza il recupero della stesura quattrocentesca è stato solo parziale. Inoltre, alcuni medaglioni con sibille decorano le pareti: un dettaglio che alza subito l’asticella del luogo.
Sulla parete sinistra trovi due episodi: la Messa di San Gregorio e, a fianco, la Fuga in Egitto. Qui spunta un particolare narrativo potente: un tronco di palma che si piega verso Maria, richiamando un racconto dei Vangeli apocrifi dello pseudo-Matteo.
Anche la parete destra è divisa in due scene, però la lettura è stata rovinata dall’apertura di una finestra. Si vede la Visita di Maria a Elisabetta, con le piccole immagini di Gesù e san Giovanni nel grembo delle madri. Poi compare un episodio legato a sant’Angelo da Gerusalemme (o da Licata), raffigurato davanti a un pulpito: un santo carmelitano canonizzato nel 1456 e, inoltre, raramente rappresentato in Piemonte. Il fatto che nel 1498 il capitolo generale dei Carmelitani imponesse la commemorazione quotidiana ai conventi può spiegare questa presenza “insolita”.
Nella Messa di San Gregorio compare anche un personaggio in abito cardinalizio: probabilmente Domenico della Rovere di Vinovo, che nel 1493 autorizzò la costruzione del convento del Colletto presso Pinerolo. E non è finita: la raffigurazione del martire ucciso dagli eretici potrebbe avere avuto una funzione anti-valdese; per rafforzare l’ortodossia, sopra compare una Trinità con tre volti identici.
Restauri: prima il 1891, poi il recupero 2003–2004
La volta presenta una decorazione blu e oro, attribuita con buona probabilità al 1891. Tra 2003 e 2004 la cappella viene restaurata per eliminare infiltrazioni d’acqua; inoltre viene rimosso lo strato pittorico ottocentesco, recuperando gli affreschi quattrocenteschi. In altre parole: senza quell’intervento, oggi vedresti molto meno.
FAQ – Madonna del Boschetto: togliamo ogni dubbio
Nel XV secolo. In origine era dedicata a Maria Santissima della Mercede e solo dopo prende il nome “del Boschetto”
Soprattutto il ciclo di affreschi 1495–1500 sulle Storie della Vergine, con scene mariane e dettagli iconografici poco comuni
Perché gli affreschi sono attribuiti a questo autore convenzionale, attivo nel pinerolese. Tuttavia la sua identificazione non è considerata definitiva
Sono stati risolti problemi di infiltrazioni d’acqua e, inoltre, è stato rimosso lo strato pittorico del 1891, recuperando gli affreschi quattrocenteschi
Una Madonna in trono con Bambino, affiancata da san Giovanni Evangelista e sant’Antonio da Padova, e da san Giovanni Battista con un santo benedettino, anche se con ridipinture barocche

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



