Film Nemmeno il destino: trama, riprese nella periferia di Torino e riconoscimenti della pellicola

Da Alessandro Maldera
Gennaio 14, 2026

Nemmeno il destino è un film del 2004 diretto da Daniele Gaglianone. E soprattutto è una storia che respira nella periferia di Torino, tra vuoti, rabbia e amicizie che si spezzano. Inoltre Torino non fa da sfondo neutro: diventa il posto in cui tutto pesa di più.
Riprese a Torino: spazi quotidiani, tensione reale
- Periferia di Torino: è il centro dell’ambientazione e del tono del film
- Luoghi quotidiani: scuola, strade, motorini, palazzi e spazi “inermi”
- Il fiume: è una pausa, però anche un confine
- Palazzo in costruzione: simbolo di un futuro che non parte
Trama: tre amici, un’estate che non salva nessuno (SPOILER)
Alessandro ha quindici anni e vive alla periferia di Torino con una madre che soffre di gravi problemi psichici. Toni e Ferdi sono i suoi compagni di classe e, all’inizio, il loro legame sembra l’unica cosa stabile.
Le giornate, infatti, scorrono lente: fughe dalla scuola, giri in motorino, grandi bevute. Inoltre ci sono i bagni nel fiume, che diventano una specie di tregua.
Poi tutto cambia. Toni decide di partire, come se bastasse spostarsi per trovare una vita migliore, e sparisce nel nulla. Così Ale e Ferdi restano ancora più isolati, respinti anche dai coetanei.
Le famiglie, inoltre, sono un macigno. La madre di Alessandro vive sempre più nei ricordi del passato, mentre il padre di Ferdi è un alcolista all’ultimo stadio. Di conseguenza i due ragazzi cercano appigli fuori casa, anche grazie a chi li guarda con affetto, come il bidello della scuola e sua moglie.
Ma la strada si chiude. Ferdi si suicida lanciandosi con il motorino dal tetto di un palazzo in costruzione. Alessandro, invece, crolla a modo suo: quando una coppia anziana a lui vicina viene sfrattata, incendia la casa che i due hanno dovuto lasciare. Quindi viene mandato in una comunità.
Gli educatori della struttura rieducativa lo portano in gita in montagna insieme agli altri ragazzi. E lì, improvvisamente, ad Alessandro sembra di ritrovare Toni e Ferdi: perciò il film apre uno spazio più ambiguo, dove il reale e l’onirico iniziano a toccarsi.
Riprese e luoghi di Torino: che città si vede in “Nemmeno il destino”
Qui Torino non è “da cartolina”. Anzi, la regia punta su un’immagine concreta e ruvida, perché i personaggi vivono in una zona che non fa sconti.
La periferia come paesaggio emotivo
La periferia di Torino è il perimetro dell’esistenza dei protagonisti. Inoltre è un posto fatto di distanze: tra casa e scuola, tra adulti e ragazzi, tra speranza e rassegnazione.
I luoghi-chiave (quelli che tornano nella storia)
- La scuola: punto di fuga, ma anche luogo di giudizio
- Le strade e i motorini: movimento continuo, però senza direzione
- Il fiume: respiro momentaneo, quindi fragile
- Il palazzo in costruzione: scena di rottura, simbolo brutale del film
- La comunità: tentativo di rieducazione, ma anche nuova separazione
- La gita in montagna: cambio d’aria e, allo stesso tempo, passaggio verso una dimensione più onirica
Il titolo: canzone, libro e senso di una frase
Il titolo Nemmeno il destino è tratto da un verso della canzone Nessuno, scritta da Antonietta De Simone per Betty Curtis e Wilma De Angelis. Inoltre il brano è stato inciso anche da Mina.
Il film, inoltre, si rifà al libro omonimo di Gianfranco Bettin, pubblicato da Feltrinelli. Quindi il titolo porta con sé un doppio richiamo: musicale e letterario.
Accoglienza: cosa ha detto la critica
Una lettura critica (Morandini) sottolinea un registro narrativo cangiante, che passa dal naturalistico all’onirico. Inoltre viene citata come notevole, nel ruolo della madre di Ale, la cantante Lalli, e il giudizio assegnato è tre stelle su cinque.
Un’altra valutazione (Farinotti) evidenzia come Gaglianone sovrapponga piani narrativi e intrecci storie per esprimere il travaglio dei protagonisti. E il giudizio, in questo caso, è due stelle su cinque.
Riconoscimenti
Nel 2005 il film arriva al Festival di Rotterdam. E lì ottiene il Tiger Award, che resta il riconoscimento più citato legato al titolo.
FAQ – Nemmeno il destino: risposte rapide (trama, luoghi, premi)
È ambientato nella periferia di Torino, che resta il centro emotivo della storia.
Contano soprattutto i luoghi quotidiani: scuola, strade percorse in motorino, fiume, e un palazzo in costruzione che segna una svolta tragica.
Dal verso della canzone Nessuno (Antonietta De Simone) e dal libro omonimo di Gianfranco Bettin (Feltrinelli).
Nel 2005 ha vinto il Tiger Award al Festival di Rotterdam.
Secondo la critica citata, alterna un impianto naturalistico a momenti più onirici, soprattutto nel tratto finale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



