Chiesa di San Donato di Frossasco: storia medievale, architettura a tre navate e campanile ottocentesco

Da Alessandro Maldera
Gennaio 12, 2026

La Chiesa di San Donato a Frossasco è uno di quei luoghi che non si limitano a “stare” nel paese: lo raccontano. È una parrocchiale con impianto basilicale a tre navate, nata fuori dalle antiche mura e trasformata più volte tra Medioevo, età moderna e restauri recenti. Inoltre conserva tracce di una cappella precedente, affreschi riemersi e un campanile ricostruito nell’Ottocento.
In sintesi: date, impianto e dettagli da notare a San Donato
Dove si trova
- Indirizzo: Via Famiglia Falconet, 46 – 10060 Frossasco (TO)
La chiesa è collocata subito fuori dall’antico perimetro della “villa” medievale e, in particolare, nell’area nord-ovest dell’abitato.
Frossasco in breve: perché questa chiesa pesa nella storia del paese
Le prime attestazioni di Frossasco risalgono al 1035. In seguito il feudo passò dai Savoia agli abati di Susa e Pinerolo; poi tornò a signori laici (Romagnano e Bigliore) e, quindi, ai Mombello, sotto i quali fu elevato a Contea.
Più tardi, attorno al 1526, subentrò il dominio francese; tuttavia nel 1578 il territorio rientrò ai Savoia e fu affidato ai Provana fino allo smembramento del 1721 nei comuni di Roletto, Frossasco e Cantalupa.
Sul piano religioso, invece, per secoli la comunità dipese dall’Abbazia di Susa; poi nel 1749 passò all’arcidiocesi di Torino e, infine, dal 1817 alla ricostituita diocesi di Pinerolo (dopo la fase napoleonica in cui era stata annessa a Saluzzo).
Origini e prime attestazioni della Chiesa di San Donato
La prima notizia certa della chiesa è del 22 ottobre 1220, citata nel Cartario di Pinerolo. Tuttavia la tradizione locale indica preesistenze ancora più antiche: si parla infatti di una cappella già presente nello stesso punto, con una traccia visibile sotto il pulpito (si nota un angolo della struttura precedente).
Inoltre non si esclude un collegamento con attestazioni altomedievali (si richiama la conferma di beni legata al Monastero di Susa nel 1038), anche se il dato qui va letto come indizio di continuità del culto più che come “certificato” dell’edificio attuale.
Dal XIII al XV secolo: ampliamenti e volto “basilicale”
Dopo l’impianto iniziale, la chiesa fu ampliata nella seconda metà del XIII secolo e assunse l’impostazione attuale: tre navate in sezione basilicale, con navata centrale più alta e laterali più basse.
All’inizio la copertura era a capriate, ma poi, nel XV secolo, venne sostituita da volte a crociera. Nello stesso periodo l’area presbiterale si arricchì: compaiono absidiole poligonali e ampie finestre nel coro. Inoltre sui muri interni erano presenti affreschi, riportati in parte alla luce.
Le trasformazioni del Seicento e l’aggiunta di cappelle e altari
Nel 1648 la volta della navata centrale venne ribassata; quindi furono inserite nuove finestre, mentre alcune aperture più antiche risultavano già tamponate o modificate.
Successivamente le navate laterali furono arricchite da una cappella per lato e da numerosi altari: tuttavia molti di questi apparati vennero rimossi a metà Novecento, quando si scelse di alleggerire le aggiunte barocche e riorganizzare gli spazi.
Settecento e primo Ottocento: sacrestia, battistero e terremoto
Nel 1789 il consiglio comunale approvò la costruzione dell’attuale sacrestia. Poi, nel 1795, fu realizzato il battistero a spese della comunità.
Nel 1808 un terremoto danneggiò la chiesa; di conseguenza seguirono riparazioni nel 1810. Nello stesso anno, inoltre, un canonico della Metropolitana di Torino (già pievano di Frossasco) donò due grandi quadri, uno con il Redentore e uno con la Vergine Assunta.
Sempre in ambito settecentesco si colloca anche l’Altare del Rosario: fu eretto dopo il 1753 ed entro il 1776, con elementi di reimpiego e un paliotto in stucco datato 1711, legato all’altare precedente dedicato a Santa Lucia.
Il campanile: dalla torre di guardia alla ricostruzione del 1830 e al rifacimento del 1878
In origine il campanile fu identificato in una torre di guardia della fortificazione vicina. Tuttavia nell’Ottocento si decise di costruirne uno nuovo.
Nel 1830 iniziarono i lavori su progetto dell’architetto Andrea Cattaneo. La popolazione contribuì fornendo pietre e sabbia e occupandosi di vari trasporti. Poi, nel 1832, Cattaneo morì prima della conclusione e i lavori proseguirono con l’ingegnere Giovanni Davicini.
Il progetto prevedeva una guglia con elementi in pietra (richiamati come Malanaggio/Madanaggio nelle fonti). Per proteggerla si pensava a rame o piombo; invece si scelse la latta, e questo portò a un rapido deperimento.
Perciò nel 1878 la sommità venne abbattuta e l’edificio fu rialzato di un piano per ospitare l’orologio, quindi venne coperto con una cupola e un cupolino. Il campanile si trova sul lato sud-est, in posizione leggermente distaccata ma collegata alla chiesa tramite la manica della sacrestia.
Come appare fuori: laterizio a vista, archetti pensili e portale gotico laterale
All’esterno domina il mattone a vista, soprattutto nel corpo centrale. Le fiancate alternano contrafforti e finestre.
Sul lato sud si nota anche un ingresso secondario, segnato da un arco a sesto acuto e da un profilo a capanna.
La facciata, invece, è scandita da lesene piatte e tre contrafforti; inoltre presenta archetti pensili e conserva lacerti di antichi affreschi. Si vedono anche aperture tamponate in più fasi, quindi il prospetto racconta diverse “stagioni” di cantiere.
Le coperture sono in coppi alla piemontese su travature lignee.
Dentro la chiesa: impianto, volte, rinforzi e pavimento del 1963
La pianta è a tre navate, chiuse da tre absidi poligonali. La navata centrale è larga il doppio delle laterali ed è separata da cinque arconi per lato, impostati su paraste romaniche inserite su pilastri a base quadrata.
Le murature più antiche risultano in pietra e malta di calce, mentre quelle più recenti sono in laterizio; inoltre la struttura è rinforzata da catene metalliche in corrispondenza degli arconi.
La navata centrale è coperta da una volta a botte affrescata interrotta dalle unghie delle finestre; le laterali, invece, hanno volte a crociera con costoloni. L’abside principale presenta una copertura tipo volta a ombrello. Infine, nel 1963 il pavimento venne rifatto abbassandolo di circa 20 cm.
FAQ – Risposte per orientarsi alla visita
È in Via Famiglia Falconet 46 e nasce storicamente subito fuori dalle mura della villa medievale, nell’area nord-ovest dell’abitato
La notizia documentaria più chiara è del 1220 (Cartario di Pinerolo). Tuttavia si ricordano preesistenze nello stesso punto, visibili anche come tracce murarie
Ha impianto basilicale a tre navate e termina con absidi poligonali. Inoltre combina fasi medievali, modifiche moderne e restauri contemporanei
Perché venne costruito ex novo dal 1830 (progetto Andrea Cattaneo, poi completato da Giovanni Davicini) e, quindi, fu trasformato nel 1878 con un piano per l’orologio e copertura a cupola
Cosa succede nel 1963?

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



