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Chiesa di San Diomede Bricherasio: la ex Confraternita di San Bernardino

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 08, 2026

Nel centro storico di Bricherasio, la Chiesa di San Diomede è conosciuta anche come l’antica Confraternita di San Bernardino. È un edificio compatto, ma sorprendente: fuori ha una facciata ordinata e “da confraternita”, mentre dentro apre una cupola scenografica con decorazioni a cielo stellato. Inoltre, tra dettagli barocchi e interventi successivi, racconta un pezzo concreto di storia locale.

San Diomede: cronologia rapida e architettura

Scheda rapida: punti chiave
  • Dove: via Vittorio Emanuele, centro storico di Bricherasio
  • Identità: Chiesa di San Diomede, già Confraternita di San Bernardino
  • Snodo storico: visita del 1584 (chiesa in cattivo stato) e nuova fabbrica appaltata nel 1712
  • Impianto: aula rettangolare con tamburo ottagonale e abside poligonale
  • Interno: cupola con cielo stellato e raggi dorati, cappelle a trompe l’oeil
  • Presbiterio: pala dedicata a San Bernardino + altare tridentino
  • Campanile: data 1906 e cupoletta in rame
Nota: box pensato per lettura veloce e “AI-friendly”

Dove si trova e com’è inserita nel borgo

La chiesa si affaccia su via Vittorio Emanuele, nel cuore di Bricherasio. L’edificio è libero su due lati: a est e a nord, entrambi lambiti dalla strada. Invece, a sud confina con un edificio storico, mentre una parte del prospetto ovest è occupata da una casa di civile abitazione. Quindi, già “a colpo d’occhio”, si capisce che siamo in un tessuto urbano compatto, tipico dei centri storici.

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La facciata: due registri, lesene e segni simbolici

La facciata è intonacata, anche se oggi le finiture risultano degradate. È organizzata in due registri:

  • nel registro inferiore compaiono lesene alle estremità e altre coppie di lesene ai lati dell’ingresso, con alti sfondati rettangolari che separano i decori
  • i capitelli richiamano l’ordine dorico, e sopra corre una trabeazione completa (architrave, fregio e cornice aggettante)

L’ingresso centrale, con portone ligneo a specchiature geometriche, è preceduto da una scalinata. Inoltre, il portale ospita un riquadro con la dicitura D.O.M., un dettaglio che “firma” il carattere religioso dell’edificio.

Sopra, la cimasa si fa più teatrale: compare una croce centrale, una brocca e festoni in stucco con motivi fitomorfi. Nel registro superiore, invece, entrano in gioco i salienti laterali con pinnacoli in pietra e un frontone risaltato. Al centro si apre una finestra con spigoli raccordati e reticolo interno; inoltre sono presenti un oculo e un lieve tondo nel timpano.

Dentro la chiesa: volta d’ingresso, cupola e decorazioni a cielo

Appena entrati, la zona d’ingresso è coperta da una volta a botte. Subito dopo, però, l’aula si allarga: la cupola si imposta su un tamburo e mostra larghi archi ribassati con specchiature in grigio e rosso chiaro. Al centro, il tondo decorato diventa il punto focale: un cielo stellato da cui partono raggi dorati.

Le cappelle laterali sono coperte da volte a botte corte, ornate da specchiature elaborate “dove si apre il cielo”, e valorizzate da cornici dipinte a trompe l’oeil e composizioni vegetali. Di conseguenza, lo spazio non è enorme, ma è costruito per “alzare lo sguardo” e tenerti dentro la scena.

Presbiterio e altare: tele, gradinata e coro ligneo

Il presbiterio è coperto da due volte a botte bianche, mentre l’abside è sormontato da una volta emiciclica con spicchi grigio/rosso chiaro e archi bianchi ribassati. Nella lunetta compare la colomba dello Spirito Santo, e l’insieme chiude la prospettiva in modo molto netto.

Sulla parete absidale spicca la pala d’altare dedicata a San Bernardino, affiancata da altre due tele incorniciate da importanti cornici dorate. L’altare tridentino (dipinto a marmi marezzati) è in muratura stuccata, con mensa abbellita da dorature, tabernacolo e piccolo ciborio con crocifisso. Inoltre, le mensole ospitano numerosi candelabri dorati.

Una breve gradinata in pietra consente l’accesso al presbiterio. Ai lati dell’altare, poi, due porte con cimase elaborate conducono all’esteso coro ligneo addossato alla parete absidale. Completano l’arredo liturgico seggio, crocefisso laterale e quadri sacri alle pareti.

Cappelle laterali: due temi iconografici principali

Le cappelle laterali hanno due presenze chiare:

  • nella cappella di sinistra, un grande quadro sacro con San Bernardino (attribuzione “probabile” nel testo di partenza)
  • nella cappella di destra, una tela dedicata alla Passione di Cristo

Quindi, anche senza “fare gli storici dell’arte”, il percorso visivo è semplice: confraternita e devozione da un lato, tema cristologico dall’altro.

Pavimenti, impianto e coperture: com’è costruita davvero

La pavimentazione dell’intera chiesa è in lastre quadrate di pietra di Luserna, posate ortogonalmente. Il presbiterio è sopraelevato di un gradino ed è separato dall’aula da una balaustra in marmo.

Dal punto di vista strutturale, l’edificio è un corpo unico a pianta rettangolare, ma si allarga al centro grazie a un tamburo impostato su un poligono a otto lati. L’aula termina con un’abside poligonale. Le murature sono presumibilmente in laterizio con pietre, legate da malta di calce; non risultano catene metalliche di rinforzo. La copertura è in coppi, sorretta da travature lignee.

Il campanile: quattro livelli, data 1906 e cupoletta in rame

Il campanile è collocato sul lato nord. Ha pianta quadrata e sezione rastremata, ed è composto da quattro livelli intonacati. Alla base si nota uno zoccolo in lastre di pietra grigia; sopra compare una porzione a bugnato liscio con la data 1906, più uno sfondato rettangolare con feritoia. Nei livelli successivi compaiono bugnati angolari, un oculo (sullo sfondato nord) e cornici aggettanti e sagomate.

La torre culmina con un tamburo ottagonale rifinito da lesene e cornici, e infine con una cupoletta rivestita in rame che regge la croce metallica. Insomma: un finale leggero e “lucente”, che si vede bene anche da fuori.

Dal Cinquecento alla nuova chiesa: la traccia della confraternita

Sulla fondazione dell’edificio più antico non ci sono certezze assolute, però la chiesa della Confraternita di San Bernardino risulta già esistente nel corso del ’500. Inoltre, nel Cinquecento avrebbe servito anche come chiesa parrocchiale prima della costruzione dell’attuale parrocchiale, ospitando cimitero e casa del parroco in un appezzamento retrostante.

Una visita pastorale del 1584 parla di una “ecclesiam simplicem” in cattivo stato: muri scrostati, chiesa non pavimentata e non voltata se non nella zona del coro, con un solo altare in laterizi e una tela giudicata modesta. Di conseguenza, viene richiesto di rinzaffare e imbiancare le pareti.

Poi, tra fine Seicento e inizio Settecento, la confraternita si rafforza: nel 1699 si registra un incremento di beni e rendite (anche da legati testamentari) e quindi si arriva al passaggio decisivo. Nel maggio 1712 vengono appaltati i lavori per demolire l’edificio vecchio e costruirne uno nuovo, con una vera e propria asta pubblica. L’appalto viene vinto da mastro Andrea Rossi di Bioggio in Val Lugano (con mastro Bernardino Verduno citato nelle trattative), mentre il progetto è attribuito a mastro Giuseppe Galetto (di Mongrande, residente a Bricherasio). La chiesa è citata anche nella visita pastorale del 1749.

In seguito, però, la confraternita entra in decadenza tra XIX e XX secolo e l’edificio resta più esposto ai problemi di manutenzione. Tuttavia, in epoca più recente si registrano riparazioni urgenti, tra cui il tetto, per risolvere infiltrazioni.

FAQ – Le 5 cose che chiedono tutti sulla Chiesa di Bricherasio

Perché si parla di San Bernardino se la chiesa è intitolata a San Diomede?

erché l’edificio è legato storicamente alla Confraternita di San Bernardino: infatti nel presbiterio è ricordata una pala d’altare dedicata proprio a San Bernardino, e la tradizione locale conserva questa doppia identità.

Qual è l’elemento interno più riconoscibile?

La cupola: presenta un tondo centrale con cielo stellato e raggi dorati. Inoltre le cappelle laterali hanno decorazioni a trompe l’oeil che rendono l’insieme molto scenografico.

Che materiali si notano subito nella chiesa?

Il pavimento è in pietra di Luserna a lastre quadrate. In più, nel presbiterio compare una balaustra in marmo che separa lo spazio liturgico dall’aula.

Cosa significa la sigla D.O.M. sul portale?

È una dicitura tradizionale (presente su molte chiese) che indica la dedicazione religiosa dell’edificio; qui è riportata nel riquadro del portale d’ingresso.

Il campanile è antico?

La torre campanaria riporta chiaramente la data 1906 su una porzione a bugnato liscio. Inoltre termina con un tamburo ottagonale e una cupoletta rivestita in rame, con croce metallica.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende