Chiesa di San Biagio di Bibiana: facciata in laterizio, interni decorati e campanile di Famolasco

Da Alessandro Maldera
Gennaio 07, 2026

La Chiesa di San Biagio si trova nella frazione Famolasco, zona collinare di Bibiana al confine tra le province di Torino e Cuneo. È preceduta da un piccolo sagrato terrazzato, creato per colmare il dislivello del terreno. Poco distante, verso sud-est, c’è il Castello di Famolasco, che aiuta a capire perché quest’area sia stata strategica per secoli.
Oggi la chiesa colpisce per la facciata in laterizio, per i pavimenti in pietra e per un interno ricco di decorazioni dai toni pastello.
Punti chiave per orientarti subito
- Dove si trova: frazione Famolasco (Bibiana), area collinare al confine tra province di Torino e Cuneo
- Contesto: sagrato terrazzato; prati a est e sud, parcheggio a nord, via Famolasco a ovest; castello di Famolasco poco lontano
- Pianta: navata unica con due cappelle laterali e abside semicircolare (asse nord–sud)
- Segni distintivi: facciata in laterizio con finestra a cardioide e due nicchie vuote sotto la trabeazione
- Pavimenti: quarzite di Barge giallo/grigia con motivi a stella in navata e presbiterio
- Date chiave: ricostruzione 1836–1839; decorazioni 1865; altare 1897; orologio campanile circa 1905; adeguamento liturgico 2003
Una chiesa “di collina” tra prati, strada e castello
L’edificio è inserito in un contesto molto leggibile:
- a est e a sud è circondato da terreni a prato
- a nord c’è un’area asfaltata usata come parcheggio
- a ovest corre via Famolasco, con abitazioni e pertinenze (orti e giardini) subito oltre
L’asse principale della chiesa è in direzione nord–sud. L’ingresso porta nell’aula che termina nel presbiterio rialzato di un gradino.
Pianta e spazi: navata unica e due cappelle laterali
La chiesa ha uno schema longitudinale:
- un’unica navata rettangolare
- due cappelle laterali (in posizione simmetrica)
- abside semicircolare a chiusura dell’aula
La sagrestia è addossata sul lato ovest, all’altezza del presbiterio, con pianta rettangolare. Dal medesimo lato, in aderenza al volume della sagrestia e verso nord, si eleva la torre campanaria a pianta quadrata.
Facciata principale: laterizio a vista e finestra “a cardioide”
Il prospetto principale è rivolto a sud ed è caratterizzato dal laterizio faccia a vista, con tracce di un vecchio scialbo dai colori tenui ancora visibile in alcuni punti.
La composizione è scandita da quattro lesene che sorreggono trabeazione e frontone. Sotto la trabeazione, tra le lesene d’angolo e quelle centrali, si notano due nicchie oggi vuote.
Oltre alla porta d’ingresso, l’apertura più riconoscibile è una finestra dalla forma cardioide, con cornice modanata in cotto. In sommità c’è una croce metallica con banderuola segnavento.
Volte e coperture: tre campate e una campata ellittica
Gli spazi interni sono coperti da volte in laterizio, organizzate in tre campate:
- una volta a botte con due unghie laterali per le finestre
- una volta ellittica impostata su pennacchi, che scarica su quattro arconi ribassati
- una volta simile alla prima, in corrispondenza del presbiterio
L’abside è coperta da un semicatino con costoloni e unghie che consentono l’apertura di finestre rettangolari. Le cappelle laterali hanno volte a botte ribassate, poco profonde.
All’esterno le coperture sono in lose di pietra su orditura lignea:
- navata e presbiterio con tetto a capanna
- il corpo centrale (in corrispondenza della volta ellittica) risulta rialzato e coperto a padiglione a quattro falde
- cappelle con copertura a tre falde
- sagrestia con copertura a un’unica falda
Gronde e lattonerie sono in rame.
Pavimenti: quarzite di Barge e motivi a stella
Il pavimento della navata e delle cappelle è in quarzite di Barge: elementi quadrati, con superficie a spacco, alternati nei colori giallo e grigio, posati in diagonale.
A metà navata, la disposizione crea un motivo decorativo a stella.
Nel presbiterio lo stesso materiale è utilizzato con mattonelle a forma di parallelogramma, disposte per generare moduli ancora una volta “a stella”.
Presbiterio, abside e altari: marmo policromo e finto marmo
Il presbiterio è rettangolare e rialzato di un gradino rispetto alla navata. È coperto da una volta a botte ribassata con due unghie laterali per le finestre.
L’altare principale è del tipo “alla romana” e separa presbiterio e abside. È in marmo policromo (prevalgono grigio, bianco e rosso-bruno). La mensa, sempre in marmo, è sostenuta davanti da due colonnine. Il tabernacolo è decorato con marmi e chiuso da una porticina in metallo dorato.
Gli altari secondari sono due, nelle cappelle laterali: addossati alla parete, in stucco o in muratura intonacata e dipinta a finto marmo, con predella rivestita in pietra, ma senza tabernacolo.
Nell’abside il coro ligneo occupa tutta la parete semicircolare, con due ordini di posti: il secondo è rialzato e completo di inginocchiatoio e schienale alto, pensato anche per valorizzare la parete di fondo.
Campanile: struttura quadrata, orologio e cuspide metallica
La torre campanaria è a sinistra della chiesa, all’altezza dell’abside, leggermente staccata e collegata tramite un basso fabbricato. Ha pianta quadrata, con lesene angolari in laterizio e cornici marcapiano in cotto.
La cella campanaria presenta monofore a tutto sesto incorniciate da lesene. Sotto il tamburo ci sono i quadranti dell’orologio, delimitati da cornici modanate in laterizio. La cuspide è rivestita da lastre metalliche e termina con globo e croce.
Decorazione interna: colori pastello e cornice continua
L’apparato decorativo interno copre muri e volte, con tonalità pastello. Una cornice modanata corre lungo tutto il perimetro all’altezza d’innesto delle volte, unificando visivamente gli ambienti.
Cenni storici: dalla chiesa primitiva alla ricostruzione ottocentesca
Le fonti locali descrivono una chiesa più antica, tra X e XI secolo, ricordata come lunga, stretta, bassa, poco arieggiata e umida. La tradizione la collega a una costruzione coeva (o di poco successiva) al castello. Per il campanile si ipotizza una prima forma semplice, una torre parallelepipeda alleggerita da bifore in pietra.
Alcune date chiave:
- 1654: prevosto e cura di San Biagio di Famolasco ricordati come dipendenti dall’Abbazia di Pinerolo
- XIX secolo: il campanile assume l’aspetto barocco attuale
- 1836–1839: ricostruzione della chiesa (parroco don Bartolomeo Borgna)
- 1857–1858: costruzione della sagrestia
- 1865: realizzazione della bussola d’ingresso e della tribuna/orchestra; decorazioni pittoriche e affreschi a cura di Pietro Gastaldi (Pinerolo), sotto don Antonio Marconetto
- 1897: costruzione dell’altare attuale, opera del marmista Giuseppe Vananti (Saluzzo), parroco don Antonio Martina
- circa 1905: installazione dell’orologio pubblico sul campanile (ditta P. Gramaglia & C. di Torino)
- 2003: adeguamento liturgico del presbiterio, con nuovo altare rivolto al popolo ottenuto anche con elementi recuperati dalla precedente balaustra in marmo
FAQ – Dubbi pratici sulla Chiesa di San Biagio
Nella frazione Famolasco, su un’area collinare di Bibiana, vicino al Castello di Famolasco
Ha navata unica, due cappelle laterali e abside semicircolare, con asse principale nord–sud e presbiterio rialzato di un gradino.
Il laterizio a vista, le quattro lesene, le due nicchie sotto la trabeazione e la finestra a forma di cardioide.
I pavimenti sono in quarzite di Barge con disegni a stella; le volte sono in laterizio e includono una campata con volta ellittica.
La ricostruzione è datata 1836–1839. Le decorazioni interne principali risalgono al 1865, mentre l’altare attuale è del 1897.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



