Chiesa di San Pietro e Paolo di Leinì: storia millenaria, architettura e guida alla visita

Da Alessandro Maldera
Dicembre 27, 2025

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Leinì, nel cuore del centro storico, è uno degli edifici religiosi più complessi e stratificati del territorio torinese. La sua storia attraversa quasi un millennio e, nonostante le numerose trasformazioni, conserva ancora oggi un impianto monumentale, un apparato decorativo ricchissimo e un campanile che domina l’abitato. Poiché l’edificio è stato più volte ampliato e restaurato, visitarlo significa attraversare secoli di architettura, dall’originaria pieve medievale fino al grande rifacimento neogotico del Novecento
Caratteristiche chiave in modo schematico
Origini: XI secolo, prima citazione nel 1047
Stile prevalente: neogotico (facciata 1907–1913), con tracce medievali e ampliamenti successivi
Punti notevoli: rosone monumentale, tre portali, cappelle laterali, pianta a croce latina
Elementi distintivi: torre campanaria di sei livelli, apparati decorativi ottocenteschi e neogotici
Origini medievali della pieve
Le prime notizie della chiesa risalgono al 1047, quando l’imperatore Enrico III confermò ai canonici di Torino il possesso della plebem in Ledonico. L’edificio occupava allora l’area dell’antico cimitero fuori porta, con una struttura semplice e basilicale, priva delle cappelle laterali che vediamo oggi.
Nel 1339, la comunità ottenne l’erezione a parrocchia sotto il titolo dei Santi Pietro e Paolo, consolidando così il ruolo religioso che la chiesa avrebbe mantenuto nei secoli successivi.
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Ampliamenti tra Cinquecento e Settecento
Durante il XVI secolo la chiesa venne restaurata e arricchita con affreschi, oggi perduti. L’intervento più significativo fu però l’abbattimento del vecchio campanile romanico nel 1772, sostituito da una nuova torre ricostruita negli anni successivi.
Le visite pastorali del XVII e XVIII secolo documentano come la chiesa fosse dotata di numerosi altari laterali e di una disposizione interna già articolata, segno di un progressivo ampliamento del complesso.
Ottocento: crolli, restauri e trasformazioni
Nell’Ottocento la chiesa attraversò una fase delicata. Nonostante vari lavori affidati agli architetti Panizza e Formica, le strutture voltate risultavano instabili e, nel 1855, una parte della navata centrale crollò.
La ricostruzione, affidata a Candido Borella, portò a diversi cambiamenti strutturali:
- innalzamento della navata principale
- consolidamento con catene in ferro
- ampliamento delle navate laterali
- ridefinizione dell’apparato decorativo interno
L’edificio venne riaperto al culto nel 1860.
La facciata neogotica del primo Novecento
La forma attuale della Chiesa di San Pietro e Paolo è il risultato del grande rifacimento tra 1907 e 1913, progettato da Enrico Ruffoni e completato da Antonio Vandone-De Negri.
La nuova facciata, in stile neogotico, è uno degli elementi più riconoscibili:
- struttura a salienti, divisa da cinque contrafforti
- tre grandi arcate cieche a tutto sesto
- rosone centrale circondato da decorazioni in pietra
- tre portali, con il principale arricchito da colonnine e lunetta affrescata
- cinque pinnacoli con statue che slanciano il prospetto
Il mattone a vista alternato all’intonaco rende l’insieme elegante e molto scenografico.
Interno: tre navate, cappelle e opere d’arte
L’interno è organizzato secondo una pianta a croce latina, con:
- navata centrale di sette campate
- navate laterali con sei cappelle ciascuna
- transetto ampio e luminoso
- abside semicircolare con coro ligneo
La decorazione unisce tonalità chiare, motivi geometrici e inserti marmorei. Le cappelle custodiscono altari policromi, ex voto, tele devozionali e un pulpito ligneo finemente lavorato.
L’opera più celebre
Il capolavoro conservato in chiesa è l’Adorazione dei Magi di Defendente Ferrari (1523), più volte restaurata e rimasta per oltre un secolo a Torino prima del rientro definitivo nel 2009.
Il campanile
La torre campanaria, collocata sul retro, presenta:
- pianta quadrata
- sei livelli scanditi da cornici marcapiano
- feritoie nei piani inferiori
- cella campanaria aperta
- copertura a quattro falde
È uno dei campanili più slanciati e riconoscibili dell’area nord di Torino.
Restauri contemporanei
Tra XX e XXI secolo sono stati eseguiti diversi interventi:
- consolidamento della copertura (1933)
- manutenzioni interne e nuove decorazioni (1953–56)
- adeguamento liturgico post-conciliare (1965)
- restauro integrale degli interni (1991–92)
- rientro della pala del Defendente Ferrari (2009)
Questi restauri hanno permesso di recuperare colori, stucchi e apparati storici.
FAQ – Cosa sapere per scoprire la Chiesa
Gli orari variano in base alle celebrazioni. La chiesa è generalmente aperta durante le funzioni quotidiane e festive, mentre le visite turistiche sono possibili nelle ore diurne.
Sì, la pala dell’Adorazione dei Magi è esposta in chiesa e può essere ammirata senza prenotazione
Sì. Sebbene l’aspetto attuale sia ottocentesco-novecentesco, l’impianto più antico emerge nella documentazione e nei resti murari inglobati nelle navate.
Di norma no, perché non è attrezzato per aperture turistiche. L’accesso è riservato solo al personale autorizzato
Sì, rientra nei percorsi dedicati alla Leinì storica e può essere facilmente inserita in una visita al centro

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



