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Monumento di Giuseppe Riccardo Lanza a Piossasco: la scultura di San Valeriano

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 25, 2025

Sulla collina di San Valeriano, affacciata sulla pianura e sul centro storico di Piossasco, svetta una scultura moderna che da oltre trent’anni è diventata un segno visivo del territorio. È il Monumento di Giuseppe Riccardo Lanza, artista piossaschese noto per la sua ricerca tra geometria, metallo e immaginazione. L’opera domina la parete rocciosa dell’ex-cava e rappresenta uno dei luoghi più originali e sorprendenti da vedere a Piossasco.

Monumento di Lanza a Piossasco: dove si trova, storia e sentieri

  • Dove si trova: collina di San Valeriano, sopra l’area dell’ex-cava, con vista su Piossasco
  • Cosa rende unico il monumento: sul margine della rupe, con braccia metalliche che puntano verso il cielo
  • Dimensioni: opera alta 12 metri (modello in legno: 8 metri, 1972)
  • L’artista: Giuseppe Riccardo Lanza (Torino 19331986)
  • Progetto: “montagna di Piossasco” (1969), percorso d’arte sulla rupe
  • Curiosità: nel 1975 avviò una scultura-palcoscenico nell’ex-cava, rimasta incompiuta

Monumento di Lanza: un’opera sospesa tra roccia e cielo

La scultura monumentale progettata da Giuseppe Riccardo Lanza occupa la punta rocciosa della collina di San Valeriano, proprio sul margine verticale della storica ex-cava di ghiaia. La sua posizione, a picco sulla parete, amplifica la percezione di verticalità: le braccia metalliche si innalzano in modo netto verso il cielo e fanno della struttura un landmark visibile da tutta la pianura piossaschese.

L’opera completa raggiunge 12 metri, mentre il primo modello in legno – installato nel 1972 per valutarne l’impatto – misurava 8 metri. La forma steliforme, fatta di vuoti e pieni che si incontrano al centro, richiama un gesto di apertura e unione tra terra e cielo.

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Chi era Giuseppe Riccardo Lanza

Giuseppe Riccardo Lanza nasce a Torino nel 1933 da famiglia piossaschese. La sua formazione artistica è irrequieta e poliedrica: pittura, tecniche miste, scultura. Negli anni Sessanta approda definitivamente alla scultura metallica, dove sviluppa uno stile riconoscibile fatto di:

  • geometrie reinterpretate in chiave fantastica,
  • giochi di equilibrio,
  • tensioni verticali,
  • contrasti tra materia e vuoto.

Il suo lavoro riceve presto riconoscimenti in Italia e all’estero, fino al prestigioso Premio Miró a Barcellona nel 1972.

Un progetto visionario: la “montagna di Piossasco”

Nel 1969 Lanza immagina di trasformare la rupe di San Valeriano in un vero percorso d’arte contemporanea. Nasce così il progetto della “montagna di Piossasco”, pensato come un dialogo continuo tra forme scultoree e morfologia della collina.

Durante la lavorazione del monumento principale, l’artista espone in numerose mostre internazionali, ma continua a dedicare energie al luogo. Nel 1975, nello spazio dell’ex-cava, realizza una scultura-palcoscenico con materiali poveri: l’idea era trasformare la cavità in un anfiteatro naturale, restituendole dignità dopo il degrado delle estrazioni novecentesche.

L’opera resta incompiuta a causa della morte improvvisa dell’artista, avvenuta nel 1986.

Dove si trova e come vederlo

Il monumento si trova sulla sommità della collina di San Valeriano, in una posizione panoramica che sovrasta l’antica area estrattiva. L’opera è visibile anche da lontano, soprattutto arrivando da sud-est o percorrendo il territorio aperto attorno al Monte San Giorgio.

Per avvicinarsi alla zona è necessario seguire i sentieri collinari, con accesso da Piossasco.

FAQ – Dubbi e risposte sul monumento di Piossasco

È possibile raggiungere il monumento a piedi?

Sì, si arriva tramite sentieri collinari. Il percorso richiede attenzione ma non presenta passaggi tecnici.

L’opera è visibile anche da lontano?

Assolutamente sì: la verticalità della scultura e la posizione sulla rupe la rendono riconoscibile dalla pianura e dagli accessi sud-est.

La scultura-palcoscenico è visitabile?

Si trova nella zona dell’ex-cava, ma è un’opera incompiuta e non sempre accessibile in sicurezza.

Perché Lanza scelse proprio la collina di San Valeriano?

Perché era il luogo simbolo della sua infanzia a Piossasco e perché la rupe offriva un palcoscenico naturale ideale per opere monumentali.

L’artista ha realizzato altre opere in zona?

Sì, oltre al monumento principale iniziò a trasformare la cava in un teatro naturale, progetto interrotto dalla sua morte.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende