Ròch ëd Santa Brìgida di Moncalieri: il masso sacro tra storia, miti e fertilità

Da Alessandro Maldera
Dicembre 22, 2025

Il Ròch ëd Santa Brìgida è uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi della collina di Moncalieri. Si trova nel cuore del borgo collinare, lungo Strada Santa Brigida (10024 Moncalieri), e rappresenta un punto di incontro tra geologia, folklore e antichi culti precristiani. Per secoli le donne del territorio vi si sono recate per chiedere fecondità, protezione e buona salute.
Tradizioni, leggende e identità del Ròch
• Luogo legato ai rituali di fertilità praticati fino al XX secolo
• Documentata la presenza di una cappella dedicata a Santa Brigida
• Piattaforma panoramica naturale sulla collina di Moncalieri
• Recuperato e valorizzato dopo un lungo periodo di degrado
Dove si trova: un luogo simbolo della collina moncalierese
Il masso è collocato in una piccola area verde lungo Strada Santa Brigida, sul versante sud-est della collina torinese.
L’ingresso è libero e il luogo è accessibile in qualunque momento della giornata, diventando spesso tappa per passeggiate, ciclisti ed escursionisti.
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Origine del Ròch: un masso erratico arrivato da molto lontano
Il Ròch ëd Santa Brìgida è un masso di gneiss, originario del massiccio Dora-Maira.
Nel corso di milioni d’anni — tra sollevamenti geologici, erosioni, glaciazioni e trasporti fluviali — il blocco è arrivato fino alla collina di Moncalieri.
Non è chiaro se in epoca preistorica sia stato modellato manualmente o se la sua forma sia del tutto naturale.
Tuttavia, la sua posizione isolata e prominente fa pensare a un uso rituale già in età protostorica.
Un antico luogo sacro: riti precristiani e la leggenda della fertilità
Come molte grandi pietre del Piemonte, il masso è stato considerato per secoli una “pietra della vita”, simile a quella più famosa di Oropa.
La tradizione racconta che le donne del luogo vi si recassero per:
- favorire la gravidanza
- proteggere il bambino
- migliorare la salute riproduttiva
Si sedevano o si sdraiavano sul masso, poggiando il ventre o il grembo sulla superficie levigata.
Fino a pochi decenni fa questa pratica era ancora viva e documentata nelle interviste agli abitanti del borgo.
La cappella e il culto cristiano: Santa Brigida e i Cappuccini
Il luogo mantenne per secoli un valore spirituale anche in epoca cristiana.
- Nel Cinquecento sorgeva già qui una cappella dedicata a Santa Brigida.
- Nel 1540, poco più in basso, fu fondato il primo convento dei Cappuccini di Moncalieri, anch’esso intitolato alla santa.
Il culto si sovrappose così ai riti precristiani, mantenendo il Ròch parte della vita religiosa della collina.
La memoria civile del Ròch
Il Ròch ëd Santa Brigìda è anche un luogo della memoria: qui fu ucciso Antonio Bordone il 4 novembre 1944. Nato a Moncalieri il 1° aprile 1926, figlio di floricoltori della zona di strada Scalette, Antonio viveva una quotidianità segnata dal clima di paura che seguì l’8 settembre 1943. Quel giorno un reparto di militi repubblichini raggiunse la collina in un rastrellamento contro i renitenti alla leva. Quando Antonio udì le voci vicino a casa, scappò lungo strada Scalette, ma venne inseguito e colpito a raffiche. Fu riportato a casa dai vicini e morì poco dopo, a 18 anni. Oggi una lapide presso il Ròch fissa il punto della tragedia e lo restituisce alla comunità.
Declino, vandalismi e rinascita del sito
Tra la fine del Novecento e i primi anni 2000 la pietra era stata abbandonata, ricoperta di scritte e danneggiata da auto e incivili.
Un intervento comunale e l’impegno della comunità hanno permesso di:
- ripulire il masso
- ampliare l’aiuola di protezione
- restituire dignità al sito
Oggi il Ròch è nuovamente riconosciuto come luogo identitario di Moncalieri.
FAQ – Il Ròch spiegato: risposte semplici e chiare
Perché per secoli è stato associato a riti precristiani legati alla fertilità e al benessere femminile, poi inglobati nel culto cristiano di Santa Brigida.
Sì. La pratica è documentata fino alla seconda metà del Novecento negli stessi racconti degli abitanti della collina.
Non è certo. Potrebbe essere naturale o modellata in epoca preistorica a scopo rituale.
Assolutamente sì: è uno spazio aperto, raggiungibile a piedi o in bicicletta.
L’antica cappella cinquecentesca non è più visibile, ma l’area mantiene la sua importanza storica e spirituale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



