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Castelvecchio di Testona: storia, stratificazioni e memorie del castello più antico di Moncalieri

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 20, 2025

Il Castelvecchio di Testona (via Testona, Moncalieri) è uno dei luoghi più antichi e misteriosi della collina moncalierese. La sua posizione dominante, affacciata sul nodo viario tra Testona e la pianura del Po, rivela immediatamente la funzione difensiva che ebbe per secoli. Le sue mura racchiudono resti romani, bizantini e medievali, ma anche testimonianze del Novecento legate alla Resistenza.

Tratti distintivi del complesso monumentale

• Resti romani, bizantini e sculture inserite nelle murature
• Torre rotonda primitiva e posizione difensiva naturale
• Evoluzioni medievali e rinascimentali della famiglia Vagnone
• Ampliamenti neomedievali dei Padri Sacramentini nel XX secolo
• Ruolo cruciale nella Resistenza cattolica durante il 1944

Origini del Castelvecchio: tra preistoria, Roma e Alto Medioevo

Il sito di Testona era abitato già in età neolitica, come suggeriscono alcuni ritrovamenti attribuiti alla zona. Sulle sue mura, inoltre, sono incastonati mattoni romani, sculture, lapidi, frammenti bizantini e palle di pietra, indizio di una frequentazione molto antica.

È probabilmente in epoca romana o preromana che nasce il primo nucleo fortificato. La posizione è perfetta:

  • circondata da burroni su tre lati
  • accessibile solo da nord
  • dominante sul crocevia che collegava Torino, Testona e Moncalieri

Un punto ideale per controllare movimenti, merci e truppe.

Nel 996, il castello risulta già esistente ed entra nelle proprietà dell’arcivescovo di Torino, figura che avrà un ruolo centrale nella storia di Testona.

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Il castello nel Medioevo: potere, guerra e ricostruzioni

Nel Medioevo il Castelvecchio è un avamposto militare decisivo. La torre rotonda a sud è considerata la parte più antica della struttura e probabilmente era il primo propugnacolo difensivo.

I documenti descrivono un complesso composto da:

  • un cortile centrale chiuso da edifici non coevi
  • torri di difesa
  • merlature (oggi sostituite da strutture moderne che le richiamano)
  • un sistema di fossati naturali dovuti ai torrenti Negri e Castelvecchio

Tra XIV e XV secolo il castello passa nelle mani di importanti famiglie feudali. I principali furono i Vagnone, che lo trasformarono profondamente tra Quattrocento e Cinquecento conferendogli l’aspetto che oggi riconosciamo.

Dai Savoia ai Sacramentini: le trasformazioni

Dopo vari passaggi, il castello entra nell’orbita dei Savoia, che lo affidano nel tempo a diversi lignaggi, tra cui i Tana di Chieri, collegati alla famiglia di San Luigi Gonzaga.

Nel 1906 il Castelvecchio viene acquistato dai Padri Sacramentini, che lo trasformano in:

  • casa dell’adorazione perpetua
  • sede del noviziato
  • luogo di preghiera e formazione

L’ingegnere Enrico Mottura progetta una nuova torre neomedievale e una manica aggiuntiva, modificando l’aspetto del complesso.

Il Castelvecchio nella Resistenza: luglio 1944

Il castello è uno dei luoghi più importanti della Resistenza cattolica moncalierese.

Nel luglio 1944:

  • uomini dell’UPI (travestiti da partigiani) entrano nel castello
  • scoprono l’aiuto che i Sacramentini offrivano a ebrei e resistenti
  • scattano arresti e interrogatori
  • il superiore padre Pietro Gaidano finisce a Le Nuove
  • altri religiosi vengono catturati
  • la vicenda coinvolge anche figure di spicco della Chiesa torinese

Il castello diventa così un simbolo della resistenza bianca e del coraggio dei religiosi.

Architettura e ciò che resta oggi

Nonostante le trasformazioni e gli interventi del Novecento, molti elementi storici sono ancora riconoscibili:

  • torre rotonda antica (lato sud)
  • cortile interno chiuso da corpi di fabbrica non coevi
  • murature con elementi romani e preromanici inseriti nelle pareti
  • merli ricostruiti che richiamano le forme medievali
  • barbacani e strutture difensive
  • tracce delle ali edificate dai Sacramentini nel XX secolo

L’edificio, oggi trasformato in condominio, mantiene comunque un impianto scenografico che domina Testona e appare subito riconoscibile salendo da Moncalieri.

Come raggiungere Castelvecchio di Testona

  • Indirizzo: Via Testona, Moncalieri (TO)

Il castello si trova lungo la salita verso Testona, su uno sperone della collina facilmente individuabile grazie alle torri e alle mura massicce.

Si può raggiungere da:

  • Moncalieri centro (5 minuti in auto)
  • Testona (breve camminata)
  • i percorsi collinari che costeggiano il Po

FAQ – Questioni che emergono più di frequente

Quando viene citato per la prima volta il Castelvecchio di Testona?

Nel 1037, in un documento del vescovo Landolfo.

Perché si chiama “Castelvecchio”?

Per distinguerlo dalle nuove strutture fortificate sorte più a valle tra Medioevo e Rinascimento.

È possibile visitarlo internamente?

No, oggi è proprietà privata e adibito a condominio. È comunque ben visibile dall’esterno.

Quali elementi antichi sono ancora riconoscibili?

Le torri, le murature storiche, i frammenti romani incastonati nelle pareti e l’impianto medievale generale.

Cosa accadde qui durante la Seconda Guerra Mondiale?

Nel luglio 1944 il castello fu teatro di arresti e retate contro sacerdoti che stavano aiutando partigiani ed ebrei.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende