Castello dei Conti Romagnano di Virlè: storia, famiglie nobili e architettura della residenza

Da Alessandro Maldera
Dicembre 20, 2025

Il Castello dei Conti Romagnano di Virlè è una delle dimore storiche più affascinanti del territorio torinese. La sua storia attraversa il Medioevo, le guerre franco-imperiali, le ricostruzioni settecentesche e il passaggio tra importanti famiglie nobili. Oggi conserva ancora l’eleganza originaria, con torri, parco cintato e ambienti che tradiscono la sua antica funzione residenziale. Un luogo che racconta secoli di storia locale e che completa il patrimonio culturale di Virlè Piemonte.
Elementi storici essenziali
- Investitura dei marchesi Romagnano da Federico Barbarossa nel 1163
- Ricostruzione settecentesca dopo le devastazioni delle truppe francesi
- Planimetria a ferro di cavallo con torri angolari e giardino trapezoidale
- Soggiorni documentati di Massimo d’Azeglio nella residenza
- Passaggi di proprietà: Vercellone → Monasterolo, con conservazione dell’identità storica
Origini medievali e investitura dei Romagnano
La presenza documentata dei marchesi Romagnano a Virlè risale al 1163, quando Oliviero, Guidone e Ardissone ricevettero l’investitura feudale direttamente da Federico Barbarossa. Il borgo medievale, allora collocato più a sud rispetto all’abitato attuale, era difeso da mura, torri e un sistema di accessi oggi quasi del tutto scomparso.
Dell’antica fortificazione sopravvive la Porta Boni Loci, nota come Portassa, dotata di beccatelli e caditoie, probabilmente parte di un antico barbacane costruito per proteggere l’ingresso del borgo e il ponte levatoio.
Accanto alla porta si trova la chiesa di San Bernardino, ricostruita nel Settecento e affidata alla Confraternita dei Battuti Bianchi.
Tappe principali, luoghi del paese e spunti per una passeggiata tranquilla: tutto in una pagina, per scegliere cosa vedere con calma. Cosa vedere a Virle Piemonte.
Il borgo fortificato e le due famiglie nobili
Virlè presenta un caso raro nel panorama piemontese: due castelli nello stesso feudo, dovuti alla coabitazione dei marchesi Romagnano e degli Asinari, poi divenuti conti Asinari Piossasco di None.
La convivenza, spesso competitiva, si rifletteva nelle opere di rappresentanza, nelle ricostruzioni e nella vita sociale del borgo, che nel tempo si spostò su un terreno più rialzato per ragioni difensive e sanitarie.
Le devastazioni francesi e la rinascita del borgo
Durante le guerre tra Francia e Impero nel XVI secolo e, soprattutto, dopo la battaglia della Marsaglia del 1693, l’esercito francese incendiò Virlè e fece demolire entrambi i castelli mediante minamento.
La ricostruzione coinvolse le famiglie feudali e portò alla nascita di un abitato più moderno, con nuovi edifici religiosi come la parrocchiale di San Siro, progettata da Antonio Maria Lampo e fornita di cappelle gentilizie dedicate ai Romagnano e agli Asinari.
La residenza settecentesca
L’attuale Castello Romagnano fu ricostruito agli inizi del XVIII secolo sui resti dell’antica fortezza. Il progetto, avviato dal marchese Francesco Romagnano, trasformò la struttura in una elegante residenza nobiliare, perdendo gli elementi difensivi ma mantenendo:
- Torri angolari
- Corte interna
- Conformazione a ferro di cavallo rovesciato
- Giardino trapezoidale con imponente cancellata
Molti ambienti interni conservano ancora l’impianto originario, incluso il collegamento – oggi scomparso – che permetteva ai marchesi di raggiungere la cappella di famiglia nella parrocchiale.
Una dimora frequentata da Massimo d’Azeglio
Il castello divenne una vera residenza di villeggiatura. Massimo d’Azeglio, ospite abituale della famiglia Romagnano, lasciò varie testimonianze epistolari che descrivono una vita ritirata, dedicata allo studio e alla scrittura.
Passaggi di proprietà e conservazione
Con l’estinzione dei Romagnano, il castello passò ai conti Vercellone di Sordevolo e poi ai Monasterolo, che lo mantennero con attenzione, preservandone le caratteristiche settecentesche sia all’interno sia all’esterno.
Oggi è considerato uno degli edifici più pregevoli dell’area, grazie anche alla conservazione di elementi:
- Mattoni a vista nelle ali laterali
- Finestre dipinte a trompe-l’œil
- Rudere di una piccola cappella votiva in stile gotico
FAQ – Curiosità sulla dimora dei marchesi di Virlè
La prima attestazione risale al 1163, quando Oliviero, Guidone e Ardissone Romagnano ricevettero l’investitura del feudo da Federico Barbarossa. Da quel momento la famiglia legò il proprio nome alla storia del borgo per diversi secoli.
La fortificazione medievale fu minata e incendiata dai francesi nel 1693, dopo la battaglia della Marsaglia. L’intero abitato di Virlè subì devastazioni, costringendo le famiglie nobili a una ricostruzione completa nel Settecento.
No: l’edificio visibile oggi è il risultato della ricostruzione settecentesca. Tuttavia, mantiene la memoria planimetrica dell’antica struttura e conserva elementi storici come le torri angolari e la conformazione a ferro di cavallo rovesciato.
Alla fine della dinastia dei Romagnano, la residenza passò ai conti Vercellone di Sordevolo e successivamente ai Monasterolo, che ne hanno preservato l’aspetto originario trasformandolo in residenza privata.
Il castello è privato e non aperto alle visite regolari. In alcune occasioni speciali può essere coinvolto in eventi culturali locali, ma l’accesso ordinario non è consentito. Rimane comunque visibile dall’esterno, insieme al parco e alla cancellata settecentesca.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



