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Cappella dei Santi Quirico e Giuditta di Nichelino: un oratorio seicentesco tra fede popolare e memoria rurale

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 13, 2025

Nel cuore di Nichelino sopravvive uno dei suoi luoghi sacri più antichi: la Cappella dei Santi Quirico e Giuditta, un piccolo edificio che racconta secoli di fede, trasformazioni architettoniche e tradizioni popolari. Nonostante il quartiere sia oggi completamente urbanizzato, la cappella conserva l’atmosfera rurale delle sue origini e custodisce testimonianze artistiche e liturgiche di grande valore. L’articolo ricostruisce la sua storia, ne descrive la struttura e ne approfondisce il ruolo nella vita religiosa locale.

Focus sulla piccola Cappella

Origini: documentata nel 1638, probabilmente più antica
Impianto: navata rettangolare, quattro finestre arcuate, piccola aula raccolta
Campanile: struttura attuale del 1821
Interni: statue votive, pitture murali, altare in marmi policromi
Funzioni: messa e rosario nei mesi di maggio e giugno

Origini della cappella e contesto storico

La Cappella dei Santi Quirico e Giuditta è una delle testimonianze più antiche della devozione presente sul territorio nichelinese. Le prime menzioni risalgono al XVII secolo, quando viene citata come edificio bisognoso di restauri già nel 1627. Nel 1638 appare la dedica ufficiale ai due martiri, riportata sulla facciata, segno di un culto consolidato nella comunità rurale che abitava l’area tra campi, cascine e strade sterrate.

Nel corso dei secoli, la cappella ha conosciuto periodi di abbandono, interventi di recupero e nuove destinazioni liturgiche. Fino al 1961 era indipendente; da allora è sussidiaria della parrocchia di Regina Mundi, mantenendo però la sua identità di piccolo santuario di quartiere.

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Struttura architettonica: un edificio semplice ma ricco di dettagli

L’edificio, a pianta rettangolare, misura circa 8×4 metri e si sviluppa con un impianto essenziale di navata unica. La facciata a capanna conserva l’impostazione originaria: al centro si trova la porta in legno, affiancata da due finestre rettangolari. Sopra l’ingresso un’apertura semicircolare illumina l’interno e, poco più in alto, compare la data 1638, che ricorda la dedicazione della cappella.

Il campanile, oggi elemento caratterizzante, non è originale: l’attuale struttura, con cella campanaria e copertura in lose, è stata realizzata nel 1821, probabilmente sopra una precedente vela campanaria.

Le pareti laterali, intonacate in tonalità beige, presentano finestre arcuate che permettono alla luce di filtrare in modo morbido, creando un’atmosfera raccolta.

Interno e decorazioni

L’interno è intimo e ben conservato. La navata è coperta dall’intersezione di tre volte a botte, sostenute da sei paraste che definiscono le due campate. Il pavimento, rinnovato nel Novecento, è in marmette di graniglia, mentre la parte inferiore delle pareti presenta un rivestimento in legno.

La zona presbiteriale è arredata da un altare in marmi policromi, non originario ma comunque coerente con l’insieme. Sopra di esso si trova il dipinto dei Santi Quirico e Giuditta, mentre nella nicchia posta al centro della parete è collocata una statua dedicata ai due martiri. L’apparato visivo è completato da tele votive e da un piccolo tabernacolo.

Sul soffitto del presbiterio è presente una delicata raffigurazione della colomba dello Spirito Santo, mentre lungo la navata emergono cornici dipinte e aperture che riprendono forme semicircolari tipiche dell’architettura sacra alpina.

Restauri e stato di conservazione

La cappella è stata restaurata più volte nel corso della sua storia. Un intervento fondamentale avvenne tra il 1769 e il 1770, quando fu salvata dalla demolizione dopo una visita pastorale che ne evidenziava il pessimo stato. Ulteriori restauri significativi risalgono al 1960, con il rifacimento delle pavimentazioni, e al 1996, con il recupero delle superfici esterne.

Oggi l’edificio si presenta in ottime condizioni, grazie a manutenzioni regolari e a un’attenta cura da parte della comunità.

Il ruolo liturgico e le celebrazioni

Nonostante le dimensioni ridotte, la Cappella dei Santi Quirico e Giuditta è ancora utilizzata per celebrazioni periodiche. Nei mesi di maggio e giugno viene aperta per la messa serale e per il rosario, soprattutto durante i tradizionali sette giovedì consecutivi dedicati ai due martiri. È così che la cappella continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale per gli abitanti della zona.

FAQ – Risposte rapide sulla storia dell’edificio Sacro

Quando è stata costruita la cappella?

È attestata nel 1638, ma la sua origine come luogo di culto è probabilmente precedente.

La cappella è sempre aperta?

No. Viene aperta soprattutto in primavera per rosari e celebrazioni dedicate ai santi titolari.

Si può visitare internamente?

Sì, ma solo durante le funzioni o su accordo con la parrocchia di Regina Mundi.

Il campanile è originale?

L’attuale struttura risale al 1821, costruita sopra una precedente vela campanaria.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende