Alpino Lorenzo Nicola: vita, servizio militare e memoria del tenente caduto a Nikitovka nel 1943

Da Alessandro Maldera
Dicembre 04, 2025

La storia dell’alpino Lorenzo Nicola è una delle testimonianze più forti della campagna di Russia. Giovane ufficiale del Battaglione “Tirano”, partecipò a tre fronti di guerra prima di cadere durante la ritirata dell’ARMIR. La sua vicenda, riconosciuta con la medaglia d’oro al valor militare, rappresenta un esempio di comando, sacrificio e resistenza.
Alpino Lorenzo Nicola — ritratto essenziale
1940–42 — Grecia, Balcani, poi Russia con la Tridentina
26/01/1943 — Cade guidando i suoi alpini a Nikitovka
Oggi — Ricordato dal rifugio al Colle della Serva
Origini e formazione del giovane Lorenzo Nicola
Lorenzo Nicola nacque a Piossasco nel 1917, in una famiglia radicata nel territorio. Trascorse l’infanzia e la giovinezza nel contesto della provincia torinese, con una formazione improntata allo studio e alla disciplina.
Dopo aver intrapreso gli studi di giurisprudenza all’Università di Torino, nel 1937 decise di arruolarsi volontariamente nel Regio Esercito. L’ingresso nella Scuola allievi ufficiali di Bassano del Grappa segnò l’avvio del suo percorso militare. Qui maturò le basi del comando e della vita operativa, completando il periodo di addestramento con ottimi risultati.
Nel luglio 1938 fu nominato aspirante ufficiale nel 3º Reggimento alpini. Dopo aver conseguito la laurea, nel gennaio 1939 raggiunse il reparto per assumere l’incarico di sottotenente. Il primo periodo di servizio fu breve: nell’ottobre 1939 venne posto in congedo, salvo essere richiamato poco dopo.
Il ritorno alle armi e la partecipazione ai fronti di guerra
Dal richiamo al fronte greco-albanese
Il richiamo arrivò nel dicembre 1940. Nicola venne assegnato alla 49ª Compagnia del Battaglione “Tirano”, corpo alpino che sarebbe diventato parte della Divisione Tridentina.
Con il Tirano partecipò alle operazioni sul fronte greco-albanese, distinguendosi in diverse azioni complesse. Successivamente prese parte anche alle campagne nei Balcani, all’interno dei territori occupati dell’ex Jugoslavia.
Questa fase contribuì a consolidare la sua esperienza operativa. Le testimonianze dell’epoca evidenziano il carattere disciplinato e la capacità di guidare il reparto in situazioni difficili.
Il passaggio al fronte russo
Rientrato in Italia nel giugno 1941, fu promosso tenente. Il 20 luglio 1942 lasciò nuovamente la patria come ufficiale della 2ª Divisione alpina “Tridentina”, destinazione: fronte russo.
L’arrivo nella grande ansa del Don segnò l’inizio della parte più drammatica della sua vita militare. Le condizioni climatiche e logistiche erano proibitive, e tuttavia Nicola continuò a distinguersi per fermezza e responsabilità.
La ritirata dell’ARMIR e gli ultimi giorni
Un inverno estremo: gelo, avanzate nemiche e retroguardia
Tra l’autunno 1942 e gennaio 1943 la situazione dell’ARMIR si aggravò rapidamente. Le divisioni alpine furono coinvolte nella drammatica ritirata dal Don, spesso isolate e costrette a combattere contro forze sovietiche superiori.
Nicola, pur provato da un grave congelamento alle mani, continuò a seguire il suo reparto, assumendo incarichi sempre più rischiosi. Durante la “rottura di contatto”, si offrì volontariamente per comandare la retroguardia, ruolo cruciale per garantire la sopravvivenza della colonna principale.
La battaglia di Arnautowo e la morte a Nikitovka
Il 26 gennaio 1943, durante gli scontri che precedettero la battaglia di Nikolajewka, le forze sovietiche tentarono un accerchiamento nei pressi di Arnautowo (Nikitovka).
Nicola intervenne per contrastare l’avanzata nemica e respingere i reparti avversari che stavano aggirando la colonna. Quando il comandante della compagnia cadde, il tenente — nonostante le mani paralizzate dal gelo — assunse il comando e guidò di persona un assalto frontale, riuscendo a spezzare la manovra nemica.
Durante quell’azione venne colpito alla fronte e morì sul campo. Aveva 25 anni.
La medaglia d’oro al valor militare: significato e memoria
La motivazione ufficiale della medaglia d’oro al valor militare sottolinea:
- la tenacia dimostrata nei combattimenti precedenti
- la capacità di guidare gli uomini anche con condizioni fisiche gravissime
- la scelta volontaria di assumere incarichi rischiosi
- il ruolo decisivo nell’assalto che permise alla colonna di proseguire
- il sacrificio personale compiuto “per il più puro degli ideali”
Il suo gesto è ricordato come una delle pagine più intense della Divisione Tridentina, protagonista della ritirata e della battaglia di Nikolajewka.
Il ricordo di Lorenzo Nicola: dal rifugio alpino alla memoria storica
A lui è dedicato il Rifugio degli Alpini presso il Colle della Serva, vicino al Monte San Giorgio. La struttura, costruita dopo la guerra, è un luogo di incontro per escursionisti, appassionati e associazioni alpine.
Il ricordo del tenente è mantenuto vivo:
- nelle iniziative locali di Piossasco
- nelle celebrazioni della Tridentina
- nelle pubblicazioni storiche sulla campagna di Russia
- nelle testimonianze raccolte da Bedeschi e dagli autori alpini
- nelle associazioni che promuovono la memoria della ritirata
Anche la comunità piemontese lo considera un simbolo di dedizione e sacrificio, legato al territorio ma parte di una storia nazionale più ampia.
FAQ -Lorenzo Nicola spiegato bene
Era un tenente del Battaglione “Tirano”, nato a Piossasco nel 1917. Partecipò a diversi fronti di guerra e cadde durante la ritirata dell’ARMIR in Russia, guidando i suoi uomini nell’assalto sotto il fuoco nemico.
Morì a Nikitovka il 26 gennaio 1943, durante gli scontri di Arnautowo che precedettero di poche ore la battaglia di Nikolajewka, uno dei momenti più drammatici della campagna di Russia.
La decorazione riconosce il suo comportamento nel mantenere compatto il reparto nonostante il grave congelamento alle mani, assumendo il comando e guidando personalmente l’assalto finale
Era ufficiale della 49ª Compagnia del Battaglione alpini “Tirano”, parte della 2ª Divisione alpina “Tridentina”, protagonista della ritirata dal Don.
A lui è dedicato il rifugio degli Alpini presso il Colle della Serva, sul Monte San Giorgio, meta escursionistica e luogo di memoria.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



