Palazzo Schiari a Villarbasse: evoluzione, famiglie, architettura e valore culturale

Da Alessandro Maldera
Novembre 29, 2025

Nel cuore di Villarbasse sorge Palazzo Schiari, una delle dimore storiche più eleganti e affascinanti dell’area ovest torinese. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando l’edificio si presentava come una semplice casaforte; nel corso dei secoli, però, la residenza è stata trasformata da famiglie nobili, architetti, pittori scenografi e attenti restauratori fino ad assumere l’aspetto attuale. Oggi è una proprietà privata perfettamente conservata, riconoscibile per il suo giardino monumentale e per l’iconico passaggio pensile che scavalca via Combabona.
Focus storico-architettonico su Palazzo Schiari
• Linea dinastica: Bonino → Rolando → D’Angennes → Schiari
• Interventi storici: Pregliasco, Sevesi, Morgari
• Architettura: dimora nobiliare con ampliamenti ottocenteschi e ala a “L”
• Punto di pregio: passaggio pensile verso le antiche scuderie
• Stato attuale: proprietà privata, restaurata e in ottime condizioni
Le origini: dalla casaforte dei Bonino al progetto di Rolando
La storia del palazzo inizia nel XVI secolo, quando la struttura era una casaforte appartenente alla famiglia Bonino. L’edificio cambia volto solamente nel tardo Seicento, quando il conte Carlo Bartolomeo Rolando acquista la proprietà per trasformarla in una residenza di rango, collocata in posizione dominante e accanto alla chiesa parrocchiale recentemente restaurata.
Un decennio di lavori ridisegna completamente la vecchia casaforte, ma la calata dei francesi interrompe il cantiere. Alla morte del conte, nel 1700, la proprietà passa alla figlia Angela Vittoria Francesca, giovane e determinata.
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Il Settecento: l’arrivo dei marchesi D’Angennes
Nel 1709 Angela sposa Pietro Eugenio Reminiac d’Angennes, ufficiale bretone al servizio del duca di Savoia e nominato conte per i meriti acquisiti. La vita della coppia, però, è brevissima: Angela muore di parto nel 1710 e il palazzo diventa residenza di campagna dei D’Angennes.
La dimora ha già allora una struttura imponente: tre piani fuori terra e un impianto architettonico che attende solo l’aggiunta dell’ala laterale che, in seguito, conferirà alla pianta la sua caratteristica forma a “L”.
L’Ottocento: il rinnovamento di Carlo Eugenio III
L’erede più attivo della famiglia, Carlo Eugenio III d’Angennes, è il vero protagonista della rinascita architettonica della villa.
Nel 1821 fa ricostruire da Giacomo Pregliasco un teatro neoclassico a Torino; pochi anni dopo, nel 1836, affida al medesimo architetto anche un grande palazzo in città.
In questo contesto culturale e architettonico matura l’idea di riplasmare anche la residenza villarbassese.
L’intervento, probabilmente realizzato negli anni 1825–1835, è elegante ma misurato: la mano di Pregliasco si riconosce soprattutto nella razionalità degli spazi e nelle scelte compositive interne.
Le decorazioni di Sevesi e Morgari
La parte più spettacolare del rinnovamento è affidata agli artisti di famiglia:
- Fabrizio Sevesi, pittore e scenografo, autore dei grandi monocromi dagli sfondi aerei, dai cieli dilatati e dalle atmosfere fredde tipiche dell’epoca
- Giuseppe Morgari, maestro di affreschi esotizzanti, responsabile delle decorazioni di molte stanze, tra cui la celebre sala del biliardo
Il risultato è un palazzo ricco di riferimenti neoclassici, scenografico e raffinato.
Il passaggio pensile e il giardino monumentale
Uno degli elementi più caratteristici dell’intero complesso è il passaggio pensile sopra via Combabona, un collegamento sospeso che univa il giardino alle scuderie.
L’area verde conserva ancora oggi alcune piante monumentali:
- un platano secolare
- un cedro imponente
- un ippocastano storico
- una sequoia altissima, simbolo del giardino
Un insieme che restituisce l’atmosfera delle antiche dimore aristocratiche piemontesi.
L’acquisto degli Schiari e il restauro moderno
Nel 1860, con la scomparsa dell’ultima erede D’Angennes, Enrichetta Clementina vende la proprietà al conte Giovanni Battista Schiari, da cui deriva il nome odierno del palazzo.
Dopo varie vicende proprietarie, la residenza viene acquisita da Vincenzo Capello, che la sottopone a un restauro meticoloso e rispettoso.
Grazie a questi interventi, Palazzo Schiari è oggi uno dei punti di riferimento del centro storico di Villarbasse e un autentico gioiello architettonico affacciato sulla Piazza delle Chiese.
FAQ – Cosa sapere sul complesso storico
No, la dimora è privata. Tuttavia è possibile ammirarla dall’esterno e osservare il passaggio pensile che sovrasta via Combabona.
Il nome deriva dal conte Giovanni Battista Schiari, che acquistò la proprietà nel 1860 dopo la fine della dinastia D’Angennes.
Il primo nucleo è la casaforte del XVI secolo appartenuta ai Bonino, poi ampliata nel Seicento dal conte Rolando.
Le sale più scenografiche furono affrescate da Fabrizio Sevesi e Giuseppe Morgari tra gli anni ’20 e ’30 dell’Ottocento.
Ospita piante monumentali e un passaggio pensile unico nel suo genere, che collegava la villa alle antiche scuderie.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



