Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Santuario di San Pancrazio di Pianezza: dal miracolo del 1450 alla ricostruzione novecentesca

Santuario di San Pancrazio di Pianezza: dal miracolo del 1450 alla ricostruzione novecentesca

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Novembre 23, 2025

Santuario San Pancrazio di pianezza con portico e campanili visto dal piazzale principale

Il Santuario di San Pancrazio di Pianezza è uno dei principali luoghi di culto della cintura torinese. Le sue origini risalgono al miracolo del 12 maggio 1450, evento che diede avvio a una tradizione devozionale ancora viva. Nei secoli il santuario è stato ampliato, ricostruito e arricchito con opere d’arte, diventando un riferimento religioso e culturale per tutto il Piemonte. .

Scheda storica del Santuario di San Pancrazio a Pianezza

  • Località: Pianezza (TO), settore nord dell’abitato
  • Origine del culto: miracolo dei coniugi Casella, 12 maggio 1450
  • Primo complesso: 1647–1657, convento agostiniano, reliquia del 1657
  • Ricostruzione: 1920–1956, quadriportico di Lorenzo Basso e nuova chiesa
  • Architettura: facciata in pietra bianca, rosone a 12 petali, navata unica
  • Luoghi simbolo: cappella dell’Apparizione, cripta, corridoio degli ex voto
  • Devozione: messa alle ore 3 del 12 maggio, culto popolare ancora vivo

Il miracolo del 1450 e il voto dei Casella

Secondo la tradizione, il contadino Andrea Casella e la moglie furono protagonisti di un prodigio. Durante un incidente nei campi, la donna perse una gamba. In quel momento apparve un giovane misterioso che li invitò a fare voto a San Pancrazio, promettendo la guarigione. Il miracolo avvenne, ma il pilone votivo tardò a essere eretto. Un anno dopo, la gamba si staccò nuovamente: solo allora, rinnovato e mantenuto il voto, la donna guarì in modo definitivo. Su quel luogo fu innalzato un pilone, poi trasformato in cappella votiva e meta di pellegrinaggi.

Esplora tutte le attrazioni di Pianezza
Vuoi scoprire altri luoghi significativi di Pianezza? Nell’articolo dedicato trovi una panoramica dettagliata su chiese, parchi, architetture storiche e percorsi naturali, con una guida chiara per organizzare la visita.

Vai alla guida “Cosa vedere a Pianezza”

Dalla cappella al primo santuario seicentesco

Nel XVII secolo il culto attirava numerosi fedeli. Il marchese Giacinto Simiana di Pianezza decise quindi di fondare un convento agostiniano e una vera chiesa, eretta tra il 1647 e il 1657. Il progetto è attribuito a Francesco Lanfranchi, architetto barocco attivo a Torino.
Nel 1657 giunse da Roma una reliquia di San Pancrazio, collocata sotto l’altare maggiore. Un restauro generale del 1771 consolidò la struttura e introdusse la Confraternita della Madonna della Cintura, devozione tipica degli Agostiniani.

Soppressioni napoleoniche e continuità del culto

Con l’arrivo delle soppressioni napoleoniche nel 1801, il convento fu confiscato e affidato a privati. La chiesa rimase officiata, ma in condizioni precarie. Proprio in questi anni si diffuse la tradizione della messa delle tre del mattino del 12 maggio, rito che ricorda il miracolo originario e che ancora oggi richiama centinaia di fedeli.

Il ritorno ai Passionisti e la rinascita ottocentesca

Nel 1886 l’arcidiocesi di Torino restituì il complesso alla vita religiosa, affidandolo ai Padri Passionisti. Questi avviarono nuove attività pastorali e fecero voto di realizzare un santuario più ampio, capace di accogliere i pellegrini provenienti da tutta la regione.

La ricostruzione del Novecento

Dopo la Prima guerra mondiale si scelse di ricostruire completamente il complesso. L’architetto Lorenzo Basso progettò il quadriportico a 44 arcate (1920-1924), che ancora oggi introduce i fedeli alla visita.
Nel 1937 fu realizzata la nuova Cappella dell’Apparizione, ottagonale, con cupola e lanterna; al suo interno si conserva il pilone miracoloso e una ricca collezione di ex voto.
Tra il 1949 e il 1956 fu abbattuta la vecchia chiesa barocca e costruita la nuova fabbrica, attribuita ad Amedeo Bono (alcune fonti citano Amedeo Bordoni). Lo stile è un neogotico toscaneggiante, severo ma elegante.

Architettura e apparati artistici

La facciata in pietra bianca presenta un grande arco a sesto acuto, un rosone a dodici petali e statue che raffigurano i simboli degli Evangelisti. Sulla cuspide domina la statua di San Pancrazio in veste di soldato romano.
All’interno la navata unica ha una volta a botte lunettata, colonne in marmo verde e un presbiterio rialzato. L’altare maggiore in marmo giallo di Siena è arricchito da due angeli dorati dello scultore Remo Riva.
L’affresco absidale del 1957, opera di Nicola Arduino, raffigura il Redentore in gloria con due angeli che reggono i simboli della Passione.
La cripta custodisce il corpo del santo ed è circondata dal corridoio con una delle raccolte di ex voto più ricche del Piemonte.

Devozione e pratiche attuali

Il santuario è ancora oggi al centro della vita religiosa locale. Ogni 12 maggio si celebra la storica messa delle ore 3, che rievoca il miracolo del 1450 e richiama pellegrini da tutto il Piemonte. Durante l’anno il complesso resta aperto per celebrazioni, visite e momenti di preghiera, confermandosi un punto d’incontro tra fede, storia e cultura.

Il miracolo del 1450 e il voto dei Casella

Secondo la tradizione, il contadino Andrea Casella e la moglie furono protagonisti di un prodigio. Durante un incidente nei campi, la donna perse una gamba. In quel momento apparve un giovane misterioso che li invitò a fare voto a San Pancrazio, promettendo la guarigione. Il miracolo avvenne, ma il pilone votivo tardò a essere eretto. Un anno dopo, la gamba si staccò nuovamente: solo allora, rinnovato e mantenuto il voto, la donna guarì in modo definitivo. Su quel luogo fu innalzato un pilone, poi trasformato in cappella votiva e meta di pellegrinaggi.

Dalla cappella al primo santuario seicentesco

Nel XVII secolo il culto attirava numerosi fedeli. Il marchese Giacinto Simiana di Pianezza decise quindi di fondare un convento agostiniano e una vera chiesa, eretta tra il 1647 e il 1657. Il progetto è attribuito a Francesco Lanfranchi, architetto barocco attivo a Torino.
Nel 1657 giunse da Roma una reliquia di San Pancrazio, collocata sotto l’altare maggiore. Un restauro generale del 1771 consolidò la struttura e introdusse la Confraternita della Madonna della Cintura, devozione tipica degli Agostiniani.

Soppressioni napoleoniche e continuità del culto

Con l’arrivo delle soppressioni napoleoniche nel 1801, il convento fu confiscato e affidato a privati. La chiesa rimase officiata, ma in condizioni precarie. Proprio in questi anni si diffuse la tradizione della messa delle tre del mattino del 12 maggio, rito che ricorda il miracolo originario e che ancora oggi richiama centinaia di fedeli.

Il ritorno ai Passionisti e la rinascita ottocentesca

Nel 1886 l’arcidiocesi di Torino restituì il complesso alla vita religiosa, affidandolo ai Padri Passionisti. Questi avviarono nuove attività pastorali e fecero voto di realizzare un santuario più ampio, capace di accogliere i pellegrini provenienti da tutta la regione.

La ricostruzione del Novecento

Dopo la Prima guerra mondiale si scelse di ricostruire completamente il complesso. L’architetto Lorenzo Basso progettò il quadriportico a 44 arcate (1920-1924), che ancora oggi introduce i fedeli alla visita.
Nel 1937 fu realizzata la nuova Cappella dell’Apparizione, ottagonale, con cupola e lanterna; al suo interno si conserva il pilone miracoloso e una ricca collezione di ex voto.
Tra il 1949 e il 1956 fu abbattuta la vecchia chiesa barocca e costruita la nuova fabbrica, attribuita ad Amedeo Bono (alcune fonti citano Amedeo Bordoni). Lo stile è un neogotico toscaneggiante, severo ma elegante.

Architettura e apparati artistici

La facciata in pietra bianca presenta un grande arco a sesto acuto, un rosone a dodici petali e statue che raffigurano i simboli degli Evangelisti. Sulla cuspide domina la statua di San Pancrazio in veste di soldato romano.
All’interno la navata unica ha una volta a botte lunettata, colonne in marmo verde e un presbiterio rialzato. L’altare maggiore in marmo giallo di Siena è arricchito da due angeli dorati dello scultore Remo Riva.
L’affresco absidale del 1957, opera di Nicola Arduino, raffigura il Redentore in gloria con due angeli che reggono i simboli della Passione.
La cripta custodisce il corpo del santo ed è circondata dal corridoio con una delle raccolte di ex voto più ricche del Piemonte.

Devozione e pratiche attuali

Il santuario è ancora oggi al centro della vita religiosa locale. Ogni 12 maggio si celebra la storica messa delle ore 3, che rievoca il miracolo del 1450 e richiama pellegrini da tutto il Piemonte. Durante l’anno il complesso resta aperto per celebrazioni, visite e momenti di preghiera, confermandosi un punto d’incontro tra fede, storia e cultura. Per comprendere meglio il contesto, puoi scoprire anche la storia del comune e delle sue origini.

Dove si trova il Santuario di San Pancrazio?

Il Santuario di San Pancrazio si trova ad Alpignano, in posizione panoramica sulle colline che dominano la Dora Riparia. È un importante luogo di culto e meta di pellegrinaggio, legato alla devozione popolare e alla tradizione religiosa locale.

FAQ -Santuario di San Pancrazio: tradizione, culto e architettura

Qual è l’origine del Santuario di San Pancrazio di Pianezza?

Nasce dal miracolo del 1450 legato al voto dei coniugi Casella.

Chi ha costruito il primo santuario?

Tra il 1647 e il 1657, per iniziativa del marchese Giacinto Simiana e con progetto attribuito a Francesco Lanfranchi.

Quando è stata realizzata la ricostruzione moderna?

La nuova chiesa e il quadriportico furono costruiti tra il 1920 e il 1956.

Cosa custodisce la Cappella dell’Apparizione?

Il pilone miracoloso del 1450, mosaici e una vasta raccolta di ex voto.

Quando si celebra la messa legata al miracolo?

Ogni 12 maggio, alle ore 3 di notte, tradizione ancora seguita dai pellegrini.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende