Film Le coppie- il frigorifero: episodio torinese tra rate e consumismo

Da Alessandro Maldera
Novembre 19, 2025

Il film Le coppie (1970) è una commedia a episodi diretta da Mario Monicelli, Alberto Sordi e Vittorio De Sica. All’interno di questo trittico, l’episodio Il frigorifero è quello che dialoga più da vicino con Torino, con la sua realtà operaia e le sue periferie. Attraverso la storia di Gavino e Adele Puddu, coppia di immigrati sardi che vive in un seminterrato, Monicelli trasforma un semplice frigorifero da 180 litri in un potente simbolo di status e di falso benessere. L’episodio è centrale per il cluster dei film girati a Torino, perché usa la città come vero personaggio della storia.
Focus film – Il frigorifero
Le coppie: il film a episodi e la struttura complessiva
Prima di entrare nel cuore de Il frigorifero, è utile ricordare la struttura generale di Le coppie. Il film è composto da tre episodi autonomi, legati da un filo comune:
- Il frigorifero – diretto da Mario Monicelli, ambientato a Torino
- La camera – diretto da Alberto Sordi, ambientato in Costa Smeralda
- Il leone – diretto da Vittorio De Sica, ambientato in una villa a Castel Gandolfo
Ciascun episodio racconta una coppia italiana alle prese con desideri, frustrazioni e compromessi. Tuttavia, solo Il frigorifero affonda le radici nella Torino operaia e nel tema del consumo a rate, rendendolo perfetto come articolo satellite del cluster su film girati a Torino.
Trama dell’episodio Il frigorifero (SPOILER)
Un seminterrato a Torino e un elettrodomestico fuori scala
Protagonisti dell’episodio Il frigorifero sono Gavino Puddu e la moglie Adele, due proletari sardi trasferiti a Torino. Vivono in un modestissimo seminterrato, dove ogni lira ha un peso enorme sul bilancio famigliare. Nonostante ciò, la coppia ha deciso di fare un passo “moderno”: acquistare a rate un frigorifero da 180 litri, enorme rispetto alle loro reali necessità.
Per la loro condizione economica il frigorifero non è un oggetto d’uso quotidiano come gli altri. In pratica lo usano soltanto per raffreddare l’acqua del rubinetto e per mostrare ai vicini una facciata di benessere. È un simbolo di status, un oggetto da esibire, più che uno strumento per migliorare davvero la qualità della vita.
L’ultima rata e la perdita dei soldi
Arriva il giorno decisivo: bisogna pagare l’ultima rata del frigorifero. La somma da versare è di 9.100 lire, che non è enorme per chi è benestante, ma risulta comunque proibitiva per il loro fragile equilibrio economico.
Gavino, però, perde i soldi in modo maldestro. L’errore è banale, ma le conseguenze sono pesanti: il negozio di elettrodomestici è inflessibile e non concede dilazioni. O saldano il debito entro il giorno successivo, oppure il frigorifero verrà ritirato.
La coppia tenta qualsiasi strada per recuperare il denaro: piccoli espedienti, richieste di aiuto, calcoli e rinunce. Tuttavia, nessuna soluzione sembra sufficiente.
Il “modello” della vicina e la decisione estrema
In questo contesto di urgenza, Gavino e Adele osservano con attenzione la loro vicina di casa, che esercita la prostituzione mascherata da attività di “massaggiatrice”. La donna ottiene denaro con una facilità che ai Puddu appare quasi irraggiungibile, e questo confronto li spinge a riflettere sulle proprie possibilità reali.
Dopo molte esitazioni, discussioni e sensi di colpa, Gavino e Adele arrivano a una conclusione dolorosa: per non perdere il frigorifero e ciò che rappresenta, Adele si prostituirà una sola volta, giusto il tempo di raccogliere i 9.100 lire mancanti. È un compromesso estremo, vissuto come sacrificio individuale in nome di un presunto “benessere” famigliare.
Il marciapiede, il cliente e il pagamento
Adele scende in strada, raggiunge il marciapiede, incontra un cliente e si concede esattamente per la cifra necessaria, senza accettare nemmeno un centesimo in più. Perfino nel gesto più estremo, resta ancorata all’idea che si tratti di un’eccezione, circoscritta al minimo indispensabile per saldare le rate.
Il giorno seguente, i coniugi Puddu si presentano nel negozio di elettrodomestici, pagano l’ultima rata e diventano proprietari a tutti gli effetti del frigorifero. Il debito è chiuso; l’oggetto è salvo.
La lavatrice: un nuovo oggetto del desiderio
Quando la tensione sembra alle spalle, arriva l’ultimo colpo di coda del consumismo. Nel negozio, Adele rimane affascinata da una nuovissima lavatrice, più moderna e desiderabile. L’elettrodomestico successivo diventa immediatamente il nuovo sogno da inseguire.
Il finale suggerisce, in modo amaro, che il ciclo delle rate e dei sacrifici non si concluderà con il frigorifero: un nuovo bisogno, indotto dall’immaginario del consumo, è già pronto a sostituirlo.
I protagonisti: Gavino e Adele Puddu
Gavino e Adele non sono solo due figure comiche: rappresentano, in forma narrativa, l’esperienza di molti emigrati dal Sud alla Torino industriale.
- Gavino incarna la fragilità del lavoratore povero che, pur volendo fare la cosa “giusta”, finisce ingabbiato da errori banali e da un sistema rigido che non perdona nessuno
- Adele porta sulle spalle il peso del sacrificio finale, mettendo in gioco il proprio corpo e la propria dignità per salvare un oggetto che, a conti fatti, sembra contare più della serenità di coppia
Attraverso di loro, il film Le coppie Il frigorifero mostra una Torino fatta di seminerati, fatiche quotidiane e aspettative sociali, dove il desiderio di apparire “come gli altri” può spingere oltre il limite.
Consumismo, povertà e dignità nella Torino operaia
L’episodio Il frigorifero è un concentrato di critica sociale alla stagione del boom dei consumi.
Il frigorifero:
- è un oggetto-simbolo che vale più per ciò che comunica ai vicini che per il suo uso concreto
- rappresenta la volontà di alzare la testa in un contesto dove l’apparenza pesa tanto quanto il reddito reale
- diventa la misura del riscatto sociale, ma anche della dipendenza dal ciclo del debito
Il messaggio che emerge è chiaro: il consumismo può costruire dinamiche perverse in cui si è disposti a tutto pur di non scendere di livello, perfino a mettere in gioco la propria dignità personale. In questa prospettiva, Torino non è solo la città della fabbrica, ma anche quella dei negozi di elettrodomestici, delle vetrine e dei cataloghi che alimentano nuove necessità.
Gli altri episodi: La camera e Il leone (in breve)
Anche se l’articolo è incentrato su Il frigorifero, per completezza è utile sintetizzare gli altri due episodi di Le coppie.
- La camera (regia di Alberto Sordi) segue Giacinto Colonna, operaio di Terni, che vuole festeggiare l’anniversario con la moglie in un hotel di lusso in Costa Smeralda. Per un equivoco sul cognome, i due vengono prima accettati, poi respinti perché non appartengono all’alta società. Tra rifiuti, ipocrisie e razzismo di classe, finiranno per trascorrere la notte non in una suite, ma in guardina, unica “camera” disposta ad accoglierli.
- Il leone (regia di Vittorio De Sica) racconta gli incontri clandestini di Giulia e Antonio nella villa del principale di lui, a Castel Gandolfo. Un leone fuggito da un circo blocca l’uscita e costringe i due amanti a una lunga convivenza forzata, che fa emergere rancori e fragilità. Quando il pericolo è eliminato, i protagonisti tornano alla propria vita “normale”, come se nulla fosse accaduto.
Questi episodi completano il quadro delle “coppie italiane” dell’epoca, ma è Il frigorifero a incrociare in modo diretto la storia e la geografia di Torino.
Perché Il frigorifero è importante per Torino Torino”
Torino nell’episodio Il frigorifero ha un ruolo strategico:
- utilizza Torino come ambiente credibile per parlare di migrazioni interne, lavoro operaio e case modeste
- mostra una città dove il boom economico non è fatto solo di crescita industriale, ma anche di debito, rate e consumismo
- mette al centro una coppia di immigrati sardi, figura tipica della Torino anni Sessanta-Settanta, riconoscibile da chi conosce la storia cittadina
In più, la regia di Mario Monicelli porta la commedia all’italiana nei cortili e nei seminterrati torinesi, confermando la città come set ideale non solo per drammi storici e noir, ma anche per storie quotidiane fatte di ironia, amarezza e piccole grandi scelte.
FAQ – Il frigorifero in Le coppie: le domande più comuni
L’episodio Il frigorifero racconta la vicenda di Gavino e Adele Puddu, coniugi sardi che vivono in un seminterrato di Torino e che hanno acquistato a rate un grande frigorifero da 180 litri. Quando Gavino perde i soldi dell’ultima rata, i due, pur tra mille esitazioni, decidono che Adele si prostituirà una sola volta per racimolare la somma necessaria e non perdere l’elettrodomestico, simbolo del loro fragile benessere.
Nel film Le coppie Il frigorifero, l’elettrodomestico non è solo un oggetto di uso domestico. Diventa un segno di riscatto sociale, qualcosa da mostrare ai vicini per dimostrare di aver “fatto il salto”. Per questo i Puddu sono disposti a sacrificare la propria serenità pur di non farselo portare via, accettando un compromesso estremo con la propria dignità.
L’episodio è ambientato a Torino, in un seminterrato e in quartieri popolari che richiamano la città operaia degli anni Settanta. L’atmosfera delle case modeste, dei negozi di elettrodomestici e delle strade di periferia è parte integrante del racconto
La camera segue una coppia di operai umbri respinti dagli hotel di lusso in Costa Smeralda, mentre Il leone racconta due amanti bloccati da un leone in una villa a Castel Gandolfo. Insieme a Il frigorifero, i tre episodi offrono un ritratto amaro e ironico di diverse coppie italiane, mostrando come ceto sociale, desiderio di status e ipocrisia attraversino ambienti molto diversi tra loro.
Perché unisce toni comici e situazioni paradossali a una forte critica sociale. L’episodio fa ridere, ma allo stesso tempo mette a nudo le contraddizioni del consumismo, le difficoltà economiche degli immigrati interni e il prezzo umano da pagare per inseguire modelli di benessere irraggiungibili. È la cifra tipica della commedia all’italiana: leggerezza in superficie, amarezza in profondità.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



