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Scalata Monte Rocciamelone dopo trapianto: Matilde raggiunge la vetta sei mesi dopo l’intervento

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Da Alessandro Maldera

Agosto 06, 2025

Scalata Monte Rocciamelone dopo trapianto: Matilde raggiunge la vetta sei mesi dopo l'intervento

Matilde, giovane residente a Sant’Antonino di Susa, ha affrontato una sfida straordinaria: a soli sei mesi dal trapianto di fegato, ha conquistato la vetta del Monte Rocciamelone. Un gesto di riconoscenza e rinascita compiuto il 5 agosto, giorno della Madonna delle Nevi, a 3538 metri di quota.

La notizia è stata riportata dal portale locale ValsusaOggi, che ha raccolto la testimonianza della ragazza e il racconto della scalata.

Storia in breve

  • Luogo: Monte Rocciamelone, Valle di Susa (3538 m)
  • Protagonista: Matilde, giovane trapiantata di fegato
  • Data della scalata: 5 agosto 2025, festa della Madonna delle Nevi
  • Trapianto: Effettuato l’8 gennaio 2025 alle Molinette di Torino
  • Equipe medica: Centro Trapianti diretto dal prof. Renato Romagnoli
  • Obiettivo: Ringraziare la Madonna e i medici con un gesto simbolico di forza

Una malattia rara e un percorso lungo vent’anni

Matilde è affetta fin da bambina da una patologia epatica rara, per cui l’unica possibilità di sopravvivenza era il trapianto. Per anni è stata seguita dai medici del Regina Margherita di Torino, fino al momento cruciale: l’intervento avvenuto l’8 gennaio 2025 presso il Centro Trapianti dell’Ospedale Molinette, guidato dal professor Renato Romagnoli.

Dopo vent’anni di visite, sacrifici e attese, il dono di un fegato ha permesso a Matilde di iniziare una nuova vita.

L’ascesa simbolica sul Rocciamelone

A distanza di sei mesi dall’intervento, Matilde ha scelto una sfida personale: scalare il Monte Rocciamelone, vetta simbolo della Valle di Susa e della devozione mariana. È salita con lo zio Mauro e il cugino Matteo, portando con sé nel cuore i genitori Nicoletta e Fabio e il fratello Alberto, rimasti a sostenerla “a distanza”.

La salita si è trasformata in un pellegrinaggio di gratitudine, culminato con una preghiera rivolta alla Madonna delle Nevi.

Un messaggio alla Madonna e ai medici che l’hanno salvata

Raggiunta la cima, Matilde ha lasciato una dedica intensa e toccante, esprimendo riconoscenza a tutte le persone che l’hanno accompagnata nel cammino della malattia:

«Cara Madonnina del Rocciamelone, sei mesi dopo il trapianto sono qui per ringraziarti. Affido a te la dottoressa Silvia Martini, il professor Romagnoli, tutto il personale sanitario, gli OSS, l’infermiere Dario e Roberta che mi sono stati vicini».

E infine, il pensiero più profondo:

Una rinascita sulle montagne del cuore

La scalata della montagna rappresenta per Matilde il ritorno alla vita e il desiderio di trasformare la sofferenza in gratitudine attiva. In un luogo tanto caro alla tradizione religiosa della Val di Susa, la sua storia diventa testimonianza concreta della forza della donazione.

FAQ – Domande sulla storia di Matilde e il Monte Rocciamelone

Chi è Matilde?

Una giovane di Sant’Antonino di Susa, trapiantata di fegato nel gennaio 2025.

Dove è avvenuto il trapianto?

All’Ospedale Molinette di Torino, presso il Centro Trapianti diretto dal professor Romagnoli.

Quando ha scalato il Monte Rocciamelone?

Il 5 agosto 2025, giorno della festa della Madonna delle Nevi.

Perché ha scelto proprio il Rocciamelone?

Per ringraziare la Madonna e tutte le persone che l’hanno accompagnata nella guarigione.

Chi l’ha accompagnata in vetta?

Lo zio Mauro e il cugino Matteo.






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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende