La Stampa Torino: storia, sedi, evoluzione e direttori del quotidiano piemontese

Da Alessandro Maldera
Agosto 03, 2025

La Stampa Torino è uno dei quotidiani più antichi e autorevoli d’Italia. Fondato a Torino nel 1867 come Gazzetta Piemontese, ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia nazionale, diventando un simbolo dell’informazione italiana. Dalla monarchia al digitale, La Stampa ha saputo rinnovarsi mantenendo il legame con la città di Torino e con la sua vocazione alla libertà di stampa.
In breve
Nome originario: Gazzetta Piemontese
Nome attuale: La Stampa (dal 1895)
Sede attuale: Via Lugaro 15, Torino
Editore: GEDI Gruppo Editoriale
Diffusione media (2024): 74.647 copie
Archivio storico: Digitale e gratuito dal 1867 al 2005
Le origini torinesi: la Gazzetta Piemontese
La Stampa nasce ufficialmente a Torino il 9 febbraio 1867, fondata da Vittorio Bersezio, scrittore e drammaturgo, e Casimiro Favale, politico liberale. Il giornale si chiamava Gazzetta Piemontese, costava 5 centesimi di lira ed era stampato in via Dora Grossa (oggi via Garibaldi), nel pieno centro storico.
Il motto era forte e inequivocabile: “Frangar non flectar”, ovvero “Mi spezzerò ma non mi piegherò”. Un ideale che segnò per sempre l’identità del quotidiano torinese.
Il rilancio con Alfredo Frassati e la nascita de “La Stampa”
Nel 1894 entrò nella proprietà Alfredo Frassati, che lanciò una grande operazione di rilancio. Il 1º gennaio 1895 nacque ufficialmente La Stampa – Gazzetta Piemontese, poi abbreviata nel 1908 in La Stampa, diventando il titolo definitivo.
Frassati modernizzò l’intera struttura: introdusse le prime linotype italiane, aumentò la qualità editoriale, e si circondò di nomi di spicco come Luigi Einaudi, Francesco Saverio Nitti, Gaetano Mosca.
Sotto la sua guida, la tiratura crebbe rapidamente fino a 100.000 copie nel 1910, rendendo La Stampa il quotidiano più letto del Piemonte e tra i più diffusi del Nord Italia.
I direttori che hanno fatto la storia de La Stampa
Giulio De Benedetti (1948–1968): rilancio postbellico e nuova identità democratica
Arrigo Levi (1973–1978): giornalismo d’inchiesta e indipendenza
Paolo Mieli (1990–1992): apertura televisiva e sperimentazione narrativa
Andrea Malaguti (dal 2023): attuale direttore e volto della nuova era digitale
Il periodo fascista: la crisi della libertà di stampa
Con l’avvento del regime fascista, La Stampa entrò in una fase complessa. Dopo il delitto Matteotti (1924), Frassati assunse una posizione apertamente critica verso Mussolini. Questo portò alla sua estromissione nel 1925. Il giornale fu sospeso per un mese e al suo ritorno, nel novembre 1925, iniziò la transizione verso il controllo della FIAT e quindi della famiglia Agnelli, con il beneplacito del regime.
Da allora, e fino al 1943, La Stampa fu allineata alle direttive fasciste, perdendo parte della sua indipendenza ma mantenendo, almeno in parte, una qualità redazionale superiore rispetto ad altri organi di propaganda.
Nel 1934 il quotidiano fu trasferito in un grande palazzo su via Roma, con accesso dalla Galleria San Federico, oggi considerata una delle location simbolo dell’informazione torinese.
Dal dopoguerra alla rinascita democratica
Dopo la Liberazione del 1945, La Stampa venne sospesa temporaneamente per presunta collaborazione con la RSI. Tornò in edicola come La Nuova Stampa il 18 luglio 1945, sotto la direzione di Filippo Burzio. Dal 1946, tornò alla denominazione originaria.
Con l’arrivo nel 1948 di Giulio De Benedetti alla direzione, il giornale recuperò prestigio e diffusione. Nacquero nuove rubriche, tra cui la storica “Specchio dei tempi”, e fu avviata una politica di apertura al pubblico operaio, fino ad allora legato a l’Unità.
Le sedi storiche de La Stampa a Torino
1895: Piazza Solferino, nel cuore ottocentesco di Torino
1934: Via Roma – Galleria San Federico (oggi sede storica)
1968–2012: Via Marenco 32 (progetto Fiat)
Dal 2012: Via Lugaro 15, vicino al Parco del Valentino
La Stampa negli anni della Repubblica: tra autonomia e modernizzazione
Dal dopoguerra agli anni Ottanta, La Stampa si confermò come quotidiano nazionale di riferimento con radici torinesi. Durante la direzione Ronchey-Levi-Fattori, il giornale sperimentò nuovi linguaggi, rubrica culturali e un’espansione tematica.
Negli anni Settanta, superò le 500.000 copie quotidiane, confermandosi il secondo giornale più venduto d’Italia. Tuttolibri, Tuttoscienze e la cronaca d’inchiesta divennero tratti distintivi.
L’attentato a Carlo Casalegno, vicedirettore, nel 1977 da parte delle Brigate Rosse, segnò un momento tragico ma simbolico della lotta per la libertà d’informazione.
Dal formato lenzuolo all’era digitale
Nel 2006, sotto la direzione di Giulio Anselmi, La Stampa abbandonò lo storico formato “lenzuolo” per adottare il formato berlinese, più maneggevole e moderno. Nel 2009, fu tra i primi quotidiani italiani ad essere disponibile in formato digitale.
Invece, nel 2010 venne inaugurato l’archivio storico digitale, gratuito e consultabile online, contenente tutte le edizioni dal 1867 al 2005: un patrimonio straordinario con oltre 1,7 milioni di pagine digitalizzate.
Archivio storico La Stampa: un tesoro digitale
Contenuto: Edizioni mattutine, serali, supplementi
Totale pagine: 1.750.000
Funzione: Consultazione gratuita online con motore di ricerca interno
URL: archivio.lastampa.it
La Stampa oggi: GEDI, digital first e nuove sfide
Dal 2016, La Stampa fa parte del gruppo GEDI Gruppo Editoriale, che possiede anche la Repubblica, l’Espresso e numerose testate locali. Con l’introduzione del modello digital first nel 2020, gli articoli sono pubblicati online in tempo reale e successivamente inseriti nell’edizione cartacea.
L’attuale direttore è Andrea Malaguti, in carica dal 7 ottobre 2023, succeduto a Massimo Giannini. Il giornale continua ad affermarsi come uno dei più autorevoli d’Italia, mantenendo il forte legame con la città di Torino e con la sua vocazione storica all’autonomia culturale.
FAQ – Domande frequenti su La Stampa
1. Quando è stato fondato il quotidiano La Stampa?
La Stampa è stata fondata a Torino il 9 febbraio 1867, con il nome originario di Gazzetta Piemontese.
2. Dove si trova la sede attuale de La Stampa a Torino?
La sede del quotidiano La Stampa si trova in via Lugaro 15, nel quartiere Nizza Millefonti di Torino, vicino al Parco del Valentino.
3. Chi dirige oggi La Stampa?
Il direttore de La Stampa è Andrea Malaguti, in carica dal 7 ottobre 2023. Ha preso il posto di Massimo Giannini.
4. Dove si può leggere l’archivio storico de La Stampa?
L’intero archivio storico de La Stampa, dal 1867 al 2005, è consultabile gratuitamente online sul sito archivio.lastampa.it.
5. Quali sono le rubriche più famose de La Stampa?
Le rubriche storiche più note sono:
- Specchio dei tempi, attiva dal 1955
- Tuttolibri, supplemento culturale del sabato
- Tuttoscienze, pagina settimanale dedicata alla scienza
- Origami, settimanale sperimentale allegato dal 2015

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



