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Aiuola Balbo: il giardino che racconta la Torino del 1800

Da Alessandro Maldera

Aprile 04, 2024

L’Aiuola Balbo di Torino, situata tra via Dei Mille e via Cavour, di fronte all’ospedale San Giovanni Antica Sede, è un luogo che riporta indietro nel tempo, nell’atmosfera dell’Ottocento. Quest’area verde, nel centro storico è circondata da una maestosa cancellata che raccoglie circa 12 mila metri quadrati del parco. Uno. Lo spazio conserva il fascino dei vecchi “Giardino dei Ripari” di cui l’area faceva parte, insieme ai vicini giardini Cavour ella limitrofa a piazza Maria Teresa.

Storia della zona

L’area verde sorge su un terreno che un tempo era occupato dai bastioni di difesa della città, demoliti durante l’era napoleonica. Questi bastioni, noti come “Remparts“, lasciarono spazio a terrapieni non edificabili, lungo i quali si estendeva un’area verde chiamata “Giardino dei Ripari

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Il giardino dei Ripari e la sua evoluzione

Giardino dei Ripari era enorme, si estendeva da piazza Bodoni a piazza Maria Teresa. Questo spazio verde era caratterizzato da ampi viali alberati e collinette pittoresche, che offrivano un luogo di relax e svago per i torinesi. Al centro del giardino era presente una maestosa fontana, ma l’attrazione principale era il famoso caffè La Rotonda, progettato da Barnaba Panizza. Ma, con il passare del tempo, l’apertura del Parco del Valentino nel 1858 e il trasferimento della Capitale a Firenze nel 1864 portarono al declino del Giardino dei Ripari. Per questo l’area verde venne inglobata nel tessuto urbano, con la costruzione di nuove strade e palazzi, frammentando, così, il parco.

Nascita dell’aiuola Balbo

Nel 1874, l’ingegnere capo della città di Torino, Edoardo Pecco realizzò la nuova Aiuola Balbo. Questo progetto fu una risposta all‘espansione demografica di Torino e all’esigenza di spazi verdi in una città che era rapida crescita. Quindi, l”obiettivo era quello di creare un giardino che non fosse solo esteticamente piacevole, ma soprattutto funzionale per la comunità locale.

Architettura

Il design dell’Aiuola Balbo si ispira al modello delle classiche aree verdi francesi, di Parigi per l’esattezza, con una disposizione geometrica e regolare. Questo prevedeva una forma quadrata leggermente rialzata rispetto al piano della strada, con quattro ingressi protetti da massicci cancelli. Un viale alberato circondava interamente l’aiuola,, mentre al centro dell’aiuola, una maestosa fontana svolgeva il ruolo di elemento armonizzante. Inoltre, l’area circondata dai nuovi sobri palazzi ottocenteschi, si distingue per la il proprio stile sabaudo.

Monumenti della Memoria

Lungo il viale ombreggiato che circonda la grande vasca centrale, arricchita da getti d’acqua, si incontrano i monumenti eretti in onore di importanti personaggi storici. Al centro della vasca si erge l’imponente statua di Daniele Manin, patriota veneziano che ha svolto un ruolo chiave nel Risorgimento italiano. Accanto a lui, si trova la statua del politico e scrittore Cesare Balbo, che dà il nome all’aiuola. Entrambe le opere sono state realizzate dallo scultore Vincenzo Vela. Oltre a queste, troviamo altre statue che commemorano figure storiche come Eusebio Bava, Luigi Kossuth, Gustavo Modena e il senatore Pes di Villamarina.

Il giardino per i più piccoli

L’Aiuola Balbo spazi attrezzati per i bambini lungo via Cavour. Qui, i più piccoli possono divertirsi su una piastra e giochi ben tenuti, mentre l’atmosfera nostalgica è accentuata dalla presenza di una vecchia giostra dei cavallini. Questo rende l’aiuola un luogo piacevole non solo per gli adulti, ma anche per le famiglie che cercano un luogo di svago per i loro bambini.

L’aiuola nel contesto dei Giardini Cavour

L’Aiuola Balbo fa parte di un complesso più ampio chiamato Giardini Cavour, che include anche la piazza Maria Teresa. I Giardini Cavour furono progettati in seguito all’espansione demografica di Torino nel corso degli anni. A differenza dell’Aiuola Balbo si ispirano a un modello naturalistico, caratterizzati da collinette e percorsi tortuosi. All’interno di questo spazio, si trova la statua di Carlo di Robilant, circondata da alberi maestosi come platani, querce, faggi e ginko biloba. Questi giardini offrono un’atmosfera raccolta e rilassante, un angolo di tranquillità per i residenti di Torino e i visitatori desiderosi di fare una pausa dalla frenesia della città.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende