meteo Torino

Inverno 2022 a Torino: uno dei più caldi e secchi di sempre

1314
Tempo di lettura: 2 minuti

Con l’arrivo di marzo termina anche l’inverno 2022: a Torino è stato uno dei più segnati dall’aumento delle temperature e dalla siccità negli ultimi 270 anni.

Finisce l’inverno 2022: uno dei più caldi e secchi per Torino negli ultimi 270 anni

Per i climatologhi, nonostante le temperature fredde e la neve degli ultimi giorni, è arrivata la primavera. A dispetto delle stagioni astronomiche, legate al concetto di solstizi ed equinozi, le stagioni metereologiche vengono calcolate in maniera diversa. L‘inverno, infatti, parte dal primo di dicembre e finisce con febbraio, mentre la primavera inizierebbe da marzo.

Questo tipo di misurazione consente ai climatologi di ottenere bilanci e stime precise per ogni stagione, in modo da confrontarli meglio con i dati ottenuti negli anni passati. A Torino, ad occuparsi di queste attività sono la Società Metereologica Italiana e l’Arpa Piemonte.

Ora che l’inverno è finito, perciò, si possono tirare le somme di quello che è successo durante gli ultimi tre mesi. Com’era già successo l’anno scorso, anche questo inverno è stato decisamente troppo secco e caldo rispetto alla media. La temperatura media di quest’inverno, infatti, è stata di 6.2 °C, un valore che supera di 1.2 °C la norma. Grazie a questo dato, quello del 2022/2023 si colloca tra gli inverni più caldi di Torino dal 1753, parimerito con il 2016. Più caldi sono stati solamente gli inversi del 2020, del 2007 e del 2022.

La classifica rende subito evidente un aumento delle temperature a partire dagli anni Duemila: si tratta di una dimostrazione evidente degli impatti del cambiamento climatico sul nostro territorio. Gli inverni che siamo ormai abituati a vivere, purtroppo, sono irriconoscibili se paragonati a quelli di 30 o 40 anni fa.

Un altro inverno anomalo per la città: troppo caldo e troppa poca pioggia

Eppure, la stagione sembrava partita con il piede giusto. A dicembre, infatti, c’erano state diverse precipitazioni, senza contare il fatto che le temperature erano nella norma degli ultimi trent’anni. Il freddo era stato talmente tanto che su Torino era addirittura scesa la neve. Con i suoi 7 cm non solo aveva imbiancato la città e la provincia, ma anche le Alpi. Verso la fine dell’anno, però, un anticiclone subtropicale ha riportato l’alta pressione sulla regione. Questo che ha fatto immediatamente salire le temperature di 2 gradi sopra la media, riportando un clima mite che è durato fino a febbraio.

Anche le precipitazioni sono diminuite: durante tutta la stagione, infatti, a Torino si sono registrati solo 56 mm di pioggia. Il valore è molto preoccupante, dal momento che è a malapena la metà del livello normale di precipitazioni che dovrebbero cadere sulla città.

Il freddo non è certo mancato, soprattutto grazie ad alcuni abbassamenti delle temperature a inizio dicembre e metà febbraio. Sono però episodi isolati, eccezioni in un panorama dove ormai è sempre più frequente assistere ad inverni miti. Il caldo, tra le altre cose, ha vanificato gli effetti delle rare spruzzate di neve che hanno imbiancato le Alpi durante questi ultimi tre mesi. Le temperature elevate, infatti, hanno fatto fondere la neve, facendo abbassare drasticamente il livello del manto bianco sulle nostre montagne. La situazione è rimasta critica fino a domenica scorsa, quando alcune lievi nevicate hanno tamponato la situazione.

Per risollevarsi dalla siccità, però, non bastano queste sporadiche precipitazioni. Se durante la primavera le piogge non saranno abbondanti, infatti, si rischierà di ritrovarci in una situazione di siccità peggiore perfino di quella dell’anno scorso. Al momento, infatti, il Piemonte è secco da circa 13 mesi, i più asciutti da oltre 2 secoli.

Asja D’Arcangelo

1314

Related Articles

1314
Back to top button
Close
Close