Ambiente

La pulizia del Po fatta a mano da cittadini, volontari e circoli remieri: l’operazione del Comune

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La pulizia del Po viene eseguita a mano da cittadini, volontari e circoli remieri.

È stata questa la grande novità delle operazioni di liberazione dell’acqua del fiume dalle piante, che si formano nei bassifondi torinesi. Nello specifico, tra venerdì 22 luglio e lunedì 25 luglio è stato organizzato questo massiccio intervento nel tratto compreso tra il ponte Vittorio Emanuele I (che collega corso Vittorio Emanuele II e corso Fiume) e la passerella Turin Marathon, che si trova a cavallo tra corso Moncalieri e corso Unità d’Italia, nei pressi della SAA.

In questo caso, il corso d’acqua più importante della nostra città sta affrontando l’Elodea nuttallii. Si tratta di una specie particolare di pianta esotica, di tipo invasivo, che sta attaccando in maniera molto insistente.

La capacità di questa specie è, infatti, quella di essere molto resistente e di essere molto rapida nella riproduzione. Due caratteristiche che hanno spinto gli organizzatori degli interventi ad adottare delle contromisure piuttosto singolari.

Come è stata organizzata la pulizia del Po a mano con i cittadini

Le ragioni che hanno portato il Comune a progettare una pulizia del Po a mano con il coinvolgimento di cittadini sono da ricollegare principalmente all’assenza di precipitazioni. 

La mancanza di fenomeni meteorologici che riempiano il fiume nuovamente di acqua ha costretto le istituzioni e i tecnici a studiare un nuovo piano, per rimettere a nuovo il fiume.

La velocità con cui questo tipo di pianta riesce a riprodursi ha convinto gli esperti che la soluzione migliore fosse quella dello sradicamento a mano. Non sarebbe stato possibile ricorrere a sfalci meccanici. Anzi, questi ultimi si sarebbero rivelati ancora più pericolosi.

Così, in un caldissimo e lungo weekend di fine luglio, tantissimi torinesi hanno dato il loro contributo per liberare il Po dalle alghe. Un’operazione che rende ancora di più l’idea dell’amore che i torinesi provano per la loro città. I cittadini hanno dato prova di impegnarsi in prima linea anche con condizioni ostili, per dare nuova linfa al loro fiume.

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