Ambiente

Allarme siccità: il Piemonte ha dichiarato stato di emergenza

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Il report redatto da Arpa Piemonte con riferimento al mese di giugno parla chiaro: l’unico dato in aumento nella nostra regione è quello delle temperature.

Piogge, neve, invasi, portate e deflussi, invece, sono da tutto il mese in calo, e non accennano ad aumentare.

È l’ennesima prova dell’arrivo di una crisi climatica che sta mettendo a dura prova il Piemonte.

Da ieri sera, la nostra è una delle regioni, assieme a Lombardia, Emilia, Friuli e Veneto, per le quali il governo ha dichiarato lo stato di emergenza.

A questa lista potrebbero presto aggiungersi altre regioni, tra le quali Lazio, Umbria e Toscana.

Una dichiarazione, quella dello stato di emergenza, che il Piemonte attendeva, anche se bisognerà ancora aspettare per il vero e proprio decreto.

Quando l’esecutivo avrà trovato i fondi necessari verrà eletto un commissario straordinario e ci sarà l’avvio delle prime procedure per contrastare la siccità.

Stato di emergenza in Piemonte: 250 le opere per uscire dall’emergenza siccità

7,6 sono i milioni di euro che il Piemonte ha già ottenuto dallo stato per le “somme urgenze”, ma a breve ne arriveranno altri.

Con questa prima trance di fondi, alla Regione sperano che si riesca a dare un respiro alla rete idrica.

Per gli interventi strutturali, però, bisognerà aspettare l’arrivo di altre risorse, dato che le spese previste dal Piemonte superano i 100 milioni.

Secondo le prime ricognizioni effettuate dalle autorità competenti, le opere necessarie alla rete idropotabile sarebbero più di 250 e prevedrebbero una spesa di 121 milioni.

In questo elenco figurano anche gli interventi necessari a potenziare l’approvvigionamento dell’esistente invaso di Pianfei nel Comune di Chiusa di Pesio.

Sono previsti inoltre la realizzazione di una condotta di adduzione, il progetto dell’acquedotto nella Valle dell’Orco ed il potenziamento della diga di La Spina nel Comune di Pralormo.

Saranno rilasciati gli invasi Enel della Valle Gesso nel Cuneese e sarà migliorato il Canale De Ferrari nell’Alessandrino.

Inoltre, saranno riordinati e potenziati i sistemi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel Novarese e Vco.

Quello su cui si sta lavorando in questi giorni è la semplificazione delle procedure per permettere ai lavori di partire il prima possibile.

Piemonte: i dati Arpa sull’acqua sono sempre più preoccupanti

In tutto questo, l’emergenza idrica si aggrava ogni giorno di più.

Mentre a Roma il governo è impegnato a trovare i fondi per lo stato di emergenza, in Piemonte la situazione si fa sempre più critica.

Se si osserva il bollettino rilasciato da Arpa Piemonte, infatti, si possono apprendere dati preoccupanti.

I primi valori che saltano all’occhio sono quelli relativi alla capacità di invaso della regione, relativa a 31 bacini idrici.

Nel mese di maggio, infatti, il volume di acqua che è stato invasato complessivamente si stima essere stato circa di 165 milioni di metri cubi, ovvero il 42% della capacità massima totale.

Analizzando i dati relativi alla portata del Po, a giugno si è registrato un calo del 77% a Torino, del 90,7% a San Sebastiano e dell’84% a Isola Sant’Antonio.

Quello che emerge è che dopo i due eventi alluvionali avvenuti nel 2020 e nel 2021 ad inizio ottobre, in Piemonte non ci sono stati adeguati apporti pluviometrici, che potessero servire ad uso potabile ed irriguo.

Asja D’Arcangelo

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