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Piemonte, il carrello della spesa è sempre più caro: “speculazione ingiustificata”

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Guerra e pandemia hanno innalzato il costo di bollette e materie prime, ma per l’ISTAT Piemonte l’aumento del costo del carrello della spesa è ingiustificato.

Dall’inizio del conflitto russo-ucraino il caro bollette è diventato maggiore per quanto concerne il comparto energetica. Un aumento che ha costretto il Comune di Torino a tagliare per alcuni minuti l’illuminazione pubblica per risparmiare.

Il caro prezzi, di conseguenza si è abbattuto sui prodotti finiti, con un costo all’utenza maggiore rispetto alla media di dodici mesi fa. Al mercato al dettaglio di Torino si stima che alcuni prodotti siano cresciuti di prezzo fino al 50%.

Questi aumenti hanno portato a un costo più alto del carrello della spesa ISTAT, che però denuncia speculazioni immotivate.

Il carrello della spesa in Piemonte è sempre più caro: i dettagli

I costi sono cresciuti per tutti, e l’ISTAT stima che in Piemonte le spese siano aumentate del 42% per le bollette e del 5.1% per i prodotti al dettaglio rispetto all’anno scorso.

Una crescita non solo su base annua, ma anche in scala mensile, con i costi di febbraio maggiori di quelli di gennaio dell’1.4%.

L’aumento maggiore si ha sui prodotti alimentari, che a gennaio costavano il 4.9% dello scorso febbraio. Nella Top Ten figurano olio di semi, verdura e pasta.

La componente di crescita maggiore è quella di classe energetica: una crescita di prezzo maggiore del 6.8% rispetto a un mese fa e del 42.9% rispetto a dodici mesi fa.

Intanto le associazioni dei consumatori chiedono attenzione alle speculazioni, soprattutto per quanto concerne i servizi. A Torino sono state registrare spese maggiorate, e immotivate, per riparazioni di auto e biciclette.

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