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Territorio, i bar e le caffetterie di Torino sono in crisi: clientela dimezzata

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La crisi economica legata alla pandemia ha messo in difficoltà molti settori del commercio, e a Torino bar e caffetterie lamentano una profonda crisi.

Un dato che se allargato all’intero mondo della ristorazione vede una crisi ancor più ampia. rispetto al 2020, dove solo a Torino si sono contati 549 ristoranti chiusi, i numeri sono in lieve risalita, ma non abbastanza per rasserenare i proprietari di bar e ristoranti.

Un dato che tiene conto di un mondo stravolto dalla pandemia, con un turismo in calo e un mondo del lavoro sempre più distante dagli uffici. Il Comune di Torino, in tal senso, ha annunciato che dopo la pandemia lo smart working proseguirà al 50% per i dipendenti comunali.

Bar e caffetterie sono in crisi a Torino: i dettagli

I titolari di bar e caffetterie torinesi sono in crisi, con un introito dimezzato rispetto all’era antecedente al Covid 19.

I baristi puntano il dito sullo smart working, che ha svuotato uffici, producendo un buco della clientela importante. Infatti gli impiegati riempivano le caffetterie per le colazioni mattutine e per la pausa pranzo, senza disdegnare una bevuta post lavoro.

Il weekend non sorride agli esercenti: infatti in città mancano i turisti dall’estero e i piemontesi vogliosi di una gita fuori porta sotto la Mole.

Inoltre i commercianti hanno chiesto al Comune di Torino una riduzione degli oneri e delle tasse, ma al momento nulla si muove in questa direzione.

L’unica via di sopravvivenza è l’asporto, ma al momento non riesce a colmare la differenza con il periodo pre pandemico.

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