Economia

Torino, oltre 400 negozi spariti negli ultimi dieci anni

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A Torino, nell’ultimo decennio, hanno abbassato la serranda per sempre ben 409 negozi di vendita al dettaglio.

Una notizia fortemente vincolata dalle recenti chiusure legate alla pandemia, ma che in realtà mostra come la crisi sia cominciata ben prima.

Le chiusure hanno le origini più disparate, come la scelta di Disney, che ha scelto di chiudere ogni punto vendita in Italia.

Molti, invece, non hanno retto il confronto con il mercato digitale, che ha unito prezzi bassi e spedizioni rapide, mettendo in fuorigioco i negozi fisici.

Inoltre, la pandemia ha costretto molti locali alla chiusura per via dei costi che non si sono fermati a differenza dei guadagni. Questa situazione si è ripetuta spesso nel corso degli ultimi due anni, con i torinesi che hanno detto addio a diverse insegne storiche, come Semeraro e il negozio Mondo, sito invia Roma.

La pandemia e non solo: 409 negozi chiusi a Torino negli ultimi dieci anni

409 attività di vendita al dettaglio in meno rispetto alle rilevazioni di due lustri fa. La Camera di Commercio di Torino ha stilato un resoconto della situazione economica della città della Mole dal 2012 ad oggi.

Nel capoluogo piemontese, a inizio 2012, si contavano 1645 negozi, mentre agli albori del 2022 se ne contano 1236, 409 in meno.

I negozi più colpiti sono quelli di abbigliamento, seguiti da quelli di mobili, articoli per la casa, librerie, ferramenta e negozi di giocattoli.

La pandemia, tuttavia, ha colpito 50 negozi, mentre 362 avevano alzato bandiera bianca prima del 2020.

Dato diverso per quanto concerne la ristorazione, non calcolata in queste attività, che ha fatto registrare una crescita in questo decennio. Rispetto a dieci anno fa si contano infatti 474 nuovi ristoranti. Una crescita fermata solo dal Covid, che nel 2020 è stato responsabile direttamente della chiusura di 549 attività ristorative.

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