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Torino, si studia il drone postino: potrà caricare pacchi fino a 100 chili

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Torino è sempre più il centro dell’innovazione italiano e grazie all’azienda Leonardo il drone postino potrebbe vedere la luce sotto la Mole.

Un progetto, quello di usare i piccoli robot volanti, che ha sempre più preso piede nei piani di sviluppo delle grandi aziende. La stessa Leonardo, un anno fa, aveva avviato proprio a Torino i primi esperimenti sui droni corrieri. Infatti i mini elicotteri teleguidati volavano sul lungo fiume e depositavano i pacchi in armadietti che si aprivano mediante un codice identificativo.

Tuttavia la tecnologia robotica sta sempre più prendendo piede nei piani di sviluppo. Ad esempio nel campo dell’agricoltura, dove alcuni robot hanno iniziato a raccogliere mele, sostituendo di fatto i braccianti.

Tuttavia gli sviluppi più interessanti arrivano dal campo medico: infatti si stanno studiando droni ambulanza in grado di trasportare organi in rapidissimo tempo evitando il traffico urbano.

A Torino gli studi sul drone postino: i dettagli

Forse non nell’immediato, ma il postino come lo conosciamo noi potrebbe scomparire per sempre, lasciando il posto a degli asettici droni.

Leonardo ha avviato la seconda fase di sperimentale dei droni corrieri, capaci di trasportare fino a 100 chili di carico. Questa seconda fase di test è denominata “Sumeri Moderni” ed è partita in questi giorni.

Queste sperimentazioni per la prima volta vedranno sorvolare i mezzi telecomandati su aree urbane, dando il via a una diagnostica più precisa sulla fattibilità del progetto.

Sperimentazione in linea con il piano nazionale di sviluppo di ENAC. La stessa ENAC ha autorizzato lo sviluppo del progetto di Leonardo, che ha trovato in Pose Italiane un collaboratore interessato, oltre che di Flying Basket.

I mezzi utilizzati per i test sono dei Droni Cargo FB3 Vtol (Vertical take-off and Landing) a propulsione elettrica. Questi mezzi hanno capacità di carico di circa 100 chili, toccando i 170 chili di peso massimo al decollo.

Le prove si sono svolte partendo dal centro smistamento di via Reiss Romoli e dirigendosi verso l’impianto interrato di Basse di Stura (concesso da Amiat). Il mezzo ha percorso tutti i sette chilometri del viaggio

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