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Sanità, a Torino il primo drone ambulanza europeo: trasporterà reni

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Torino continua a essere la patria dell’innovazione italiana, e ora arriva una primizia europea in ambito sanitario: il drone ambulanza.

Il progetto è approdato per la prima volta nel Vecchio Continente, con solo gli Stati Uniti d’America arrivati prima della Città della Mole.

La tecnologia aiuterà ancora i medici torinesi, così come successi in altri ambiti, come la cura della fibrillazione atriale.

Torino continua così ad essere uno dei maggiori poli innovativi di Italia e d’Europa.

A Torino il nuovo drone ambulanza: i dettagli

L’Ospedale Le molinette di Torino sarà il primo in Europa a servirsi di droni per trasportare gli organi. Infatti nei trapianti la celerità è fondamentale, e questo strumento permetterà di salvare moltissime vite.

Il Centro regionale trapianti del Piemonte ha studiato così il primo trasporto di organi coi droni in Europa.

I droni permettono di trasportare oggetti di non elevato peso in maniera aerea, ma soprattutto possono essere pilotati da remoto. Questo permette di tagliare notevolmente i tempi, permettendo una maggiore celerità nel trasporto e quindi una terapia più rapida.

Antonio Amoroso, coordinatore del Centro regionale trapianti di Torino, ha sostenuto che l’idea gli sia nata guardando suo figlio giocare con un drone in giardino.

Il piano si chiamerà “Indoor” , using drones for organ transplantation, e partirà già dal prossimo autunno.

Le Molinette saranno il primo ospedale a testare la tecnologia, salvo l’approvazione da parte dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

La sperimentazione proseguirà successivamente con l’ospedale San Giovanni Bosco, che dista diciotto chilometri dal Centro Regionale per i Trapianti. In questa struttura i trapianti di organi sono frequenti, con circa 200 operazioni ogni anno, di cui circa 150 tra reni e fegato.

Al momento gli unici organi trasportabili per via aerea sono i reni, gli unici a poter viaggiare senza ausilio umano.

Oltre al tempo questa manovra potrebbe far risparmiare denaro: in Piemonte ogni anno si spendono 500 mila euro per il trasporto di organi da una struttura all’altra.

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