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Ambiente, il Covid fa calare il livello di smog a Torino

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La città di Torino convive da diversi anni col problema dello smog e dell’inquinamento dell’aria, ma adesso la situazione appare leggermente migliorata.

Come ogni anno la Città Metropolitana di Torino e ARPA Piemonte hanno stilato un rapporto sulla qualità dell’aria torinese. Numeri che, come prevedibile, non possono prescindere l’impatto che la Pandemia ha avuto nel mondo.

Infatti molti dati sono stati condizionati dal lockdown generale tra marzo e maggio e la zona arancione e rossa di fine 2020.

Numeri che già nel 2021, non ancora concluso sono in declino: infatti Torino ha superato il limite degli sforamenti da smog già ad ottobre.

Tuttavia la Città della Mole non è più indicata come la città più inquinata di Italia, ma malgrado ciò la situazione è da considerarsi allarmante.

Il Covid ha ridotto la quantità di smog nell’aria di Torino, ma i numeri impongono prudenza: i dettagli

La relazione annuale “Uno sguardo all’Aria” stilata da Città Metropolitana di Torino ed ARPA Piemonte fa il quadro dell’aria nel capoluogo piemontese.

Nelle oltre 150 vengono tenuti in considerazione diversi agenti inquinanti presenti nell’aria.

Il dato che balza subito all’occhio è quanto il Covid abbia influito sui numeri delle concentrazioni di biossido di azoto, e in linea generale di tutti gli inquinanti derivati dal traffico veicolare.

Tuttavia c’è un altro lato della medaglia: infatti aumentano le concentrazioni di particolato PM10 e PM2,5 e di Benzo(a)pirene. Per questi inquinanti la riduzione del flusso di autovetture non è bastata a compensare le variazioni meteorologiche, soprattutto legate al riscaldamento domestico.

Il rapporto tiene inoltre in considerazione black carbon, diossine, il mercurio e le nano-polveri, che possono risultare tossiche.

Oltre alle emissioni di gas e polveri sottili, il report non trascura l’impatto del meteo sulla qualità dell’aria.

Il rapporto integrale è consultabile e scaricabile in formato PDF cliccando qui.

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