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Piemonte, si registra una diminuzione della popolazione: effetto Covid

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Il Piemonte vede una ennesima diminuzione della popolazione, come accade ormai da otto anni di fila, anche per via del Covid.

Negli anni precedenti alla pandemia, per circa tutto il decennio tra il 2010 e il 2020, si è registrata una notevole contrazione dei nuovi nati. Un numero che non aumenta neanche in virtù dell’immigrazione. Infatti è in discesa anche il numero degli stranieri presenti sul territorio piemontese, anche se aumentano badanti e colf.

Una tendenza già avviati a metà degli anni ’90, e aumentata dopo la grande crisi economica del 2008, fino agli effetti devastanti del Covid.

In Piemonte si registra una diminuzione della popolazione: i dettagli

IRES ha condotto una analisi sulla popolazione piemontese a partire dal marzo 2020, ossia dallo scoppio della pandemia legata al Covid 19.

I numeri, com’è facile prevedere, raccontano di una popolazione in costante decrescita, con dati raddoppiati rispetto a dodici mesi prima. Infatti nel 2020 la flessione di abitanti è stata di 38 mila unità, portando il numero dei residenti in Piemonte a 4 milioni e 273 mila residenti. In termini percentuali il calo è stato dell’8.8%, dato raddoppiato rispetto al meno 4% del 2019.

L’ISTAT ha sottolineato come il calo tocchi anche la sola città di Torino, che al primo gennaio 2021 contava 848196 residenti, ben 24 mila in meno rispetto al 2019. Infatti nell’era pre Covid sotto la Mole si contavano 872316 residenti.

La pandemia ha accelerato un processo di riduzione della popolazione che è in costante aumento dal 2014 in tutte le province piemontesi.

Le province di Biella, Alessandria e Vercelli hanno fatto registrare un calo di oltre 13 punti percentuali.

Tra le cause maggiori del calo ci sono le morti, accelerate dalla pandemia: 66056. Un numero che nei cinque anni precedenti contava una media di 12900 unità in meno. Il Covid ha contribuito direttamente a quasi 8 mila decessi in tutto il territorio regionale. In calo anche le nascite, solo 27 mila nel 2020.

Oltre a questi fattori si registra anche un’emigrazione verso le regioni di origine di lavoratori e studenti fuori sede.

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