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Calano nascite e popolazione a Torino, la città si scopre più piccola

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Le nascite e la popolazione di Torino continuano a calare.

Dai dati relativi al numero dei cittadini residenti tra città e provincia emerge che il capoluogo piemontese sta attraversando un periodo di continuo ridimensionamento. Non si tratta soltanto di una contrazione dei nuovi nati. Questi ultimi comunque continuano a scendere di quota da un decennio abbondante e nel 2020 hanno toccato il minimo storico.

L’immigrazione sia italiana che straniera non contribuisce più a far aumentare il numero degli abitanti della città metropolitana. Nonostante il calo della popolazione sia un fenomeno già avviato dagli anni Novanta, negli ultimi anni questo problema si è ulteriormente accentuato.

Già, perché se prima era solo la città a perdere residenti, ora anche la provincia accusa una diminuzione piuttosto evidente e costante. In totale, negli ultimi anni le perdite sono state stimate nel 10% della popolazione residente in tutta l’area metropolitana.

Se a livello nazionale gli stranieri continuano ad aumentare per numero di arrivi (+0,03%), a Torino non si può dire lo stesso (-10%). Ci sono meno residenti di cittadinanza non italiana e sono sempre meno coloro che si trasferiscono all’ombra della Mole da un’altra parte d’Italia.

Calano nascite e popolazione a Torino, la città si scopre più piccola

Gli effetti del calo della popolazione a Torino

Le conseguenze sul contesto urbano del calo della popolazione a Torino sono abbastanza evidenti.

Basti pensare ai tre milioni di metri quadri lasciati liberi da questo continuo spopolamento. Case, negozi ed enormi complessi rimangono inutilizzati a causa  della mancanza di risorse umane e di cittadini interessati a occupare questi ambienti.

Chiaramente il problema di case e locali sfitti è da attribuire in gran parte alla crisi economica. Una crisi che ha colpito duramente già dieci anni fa e che si è rafforzata con l’esplosione dell’emergenza Coronavirus. Di certo non migliora la situazione questa riduzione della popolazione, che rende ancora più drammatica la situazione.

Insomma, un contesto particolare, quello torinese, che non sembra destinato a mutare nel breve tempo, visto lo scenario economico e sociale attuale e dell’immediato futuro.

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