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La popolazione di Torino scende sempre di più

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Il capoluogo piemontese non attira più stranieri: da 10 anni un crollo demografico irrefrenabile

Torino si allontana sempre di più dal milione di abitanti.

Quello dell’ultimo decennio è stato un declino lento e inesorabile che con la Pandemia da Covid-19 ha ricevuto il suo colpo di grazia.

Di fatto, il capoluogo piemontese nel 2020 perde 6mila abitanti, oltre a 11mila morti e a 3mila arrivi in meno dall’estero.

Appare chiaro come l’emergenza sanitaria dell’ultimo anno abbia inevitabilmente aggravato questa tendenza negativa.

Ma in realtà rappresenta solo la “punta dell’iceberg” di un crollo demografico che si verifica ormai da 10 anni a questa parte.

Con la popolazione che invecchia di anno in anno, Torino si spopola sempre di più e comincia a perdere quell’attrazione per gli stranieri e per gli italiani, che dal Dopoguerra la fece diventare centro di un consistente flusso migratorio.

I dati di oggi parlano infatti di un ventennio dalla doppia faccia:

Se con gli entusiasmi del XXI secolo e dell’Olimpiade del 2006 l’andamento demografico era salito considerevolmente, la discesa della curva è arrivata con la crisi economica del 201010, per poi proseguire fino al 2020 con l’epidemia da Covid-19.

Una statistica negativa, soprattutto se comparata con i dati degli anni Settanta, quando Torino raggiugeva il picco massimo di residenti pari a 1.167.968.

Quindi sembra evidente come negli ultimi anni, siano state molte di più le persone in partenza rispetto a quelle in arrivo.

Infatti nel 2020, l’Ufficio di statistica del Comune di Torino ha censito 866.772 persone residenti nella città, 6 mila in meno rispetto al 2019.

Stiamo parlando infatti di una diminuzione in controtendenza rispetto ai primi anni del nuovo secolo, quando la popolazione cresceva e nel 2000 Torino toccava i 901 mila abitanti, e 7mila in più nei dieci anni che seguirono.

La popolazione di Torino scende sempre di più
La popolazione di Torino scende sempre di più

Tuttavia al centro del negativo andamento demografico ci sono anche le nuove generazioni

Non è casuale il fatto che nelle scuole materne ed elementari del capoluogo si registrino sempre meno iscritti, il saldo naturale (la differenza fra le nascite e i decessi ) evidenzia infatti un distacco sempre più ampio:

Le nascite da due anni a questa parte non superano la soglia delle 6mila annuali, mentre il tasso dei decessi aumenta sempre di più.

Nel 2000 infatti questi ultimi erano 9500, un numero rimasto praticamente invariato fino al 2010, parallelo alla crescita della popolazione.

Tuttavia, a partire dal 2015, si è registrato un netto aumento:

Alla fine del 2019 si contavano 10.350 decessi, mentre alla fine dell’anno appena concluso, Torino ha riportato un totale di 11.240 morti.

Una crescita di 900 in più rispetto all’anno precedente, determinata dall’invecchiamento della popolazione così come dai decessi causati dalla Pandemia.

Ciò nonostante bisogna anche considerare che, a colmare la voragine demografica non ci sono solo le nuove nascite, ma a anche e soprattutto i fenomeni di immigrazione straniera degli ultimi anni.

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