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Museo della Sindone di Torino, dove risiedono i segreti del Sacro Lino

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Il Museo della Sindone di Torino è una delle tappe assolutamente da non perdere se sei alla ricerca dell’intensità spirituale della città. Proprio qui infatti, a due passi dal Santuario della Consolata, sono racchiusi i segreti della Sacra Sindone.

La Chiesa del Santo Sudario, custode del Museo della Sindone

È la Chiesa del Santo Sudario ad ospitare il Museo della Sindone di Torino. Situata all’incrocio tra via Piave e via San Domenico, non lontano dai Quartieri Militari, quasi si confonde tra gli edifici circostanti. Ma è il suo interno ad emergere con i suoi imponenti affreschi realizzati in tre dimensioni grazie alla la tecnica del trompe-l’œil.

Si tratta di una delle chiese più antiche di Torino, nata per volontà della Confraternita del Santo Sudario proprio per sostenere il culto della Sindone. A quel tempo i Confratelli si occupavano di assistere i malati psichiatrici che in quell’area trovavano rifugio. E nel 1728 ottennero la concessione dei Savoia a costruire, nello stesso isolato, un luogo per le funzioni religiose dell’ospedale.

Oggi come allora la Chiesa del SS. Sudario celebra regolarmente le sue funzioni. Mentre occorre scendere nella cripta per visitare il Museo della Sindone di Torino. Un luogo intimo ed essenziale che, da quasi un secolo, conserva tutti gli studi e le curiosità rivelate del Santo Lenzuolo.

Sindone sotto la teca antiproiettile

I Confratelli espongono al pubblico i reperti della Sacra Sindone

Mostra documentaria dell’insigne reliquia”. Fu questo il titolo della prima vera esposizione di tutti i cimeli relativi alla Sindone raccolti dalla Confraternita del Santo Sudario.

Era il 1936 ed era giunto il momento di rendere noto al pubblico dell’esistenza di una serie di studi che avevano come oggetto proprio il Santo Lenzuolo. Preziosi reperti furono collocati dietro delle teche allestite in due stanzoni adiacenti alla Chiesa del Santo Sudario.

L’intenzione era quella di creare una mostra permanente, accessibile a tutti. Così, i Confratelli fondarono i Cultores Sanctae Sindonis, un gruppo di adepti che si occupava di coordinare gli studi scientifici sulla Sindone. Ventidue anni sarebbe diventato il Centro Internazionale di Sindologia.

Nel 1959 il Museo della Sindone di Torino venne rinfrescato con un nuovo allestimento. Ma è solo dopo vari restauri alla cripta – il 16 aprile 1998 – che venne inaugurato ufficialmente. Alle celebrazioni partecipò anche il cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo della città.

Sacra Sindone esposta a Torino
Museo della Sindone di Torino, dove risiedono i segreti del Sacro Lino

Il Museo della Sindone oggi

Oggi possiamo cogliere gli aspetti più straordinari della Sindone anche soltanto passeggiando tra le sale del Museo. Lungo il percorso troviamo gli studi effettuati sul Sacro Lino nel corso dei secoli. Dalla prima foto scattata nel lontano 1898 – a pochi decenni dall’invenzione stessa della fotografia – fino alle ricostruzioni 3D dei giorni nostri.

Studiosi ed esperti provenienti da mondi completamente diversi hanno collaborato insieme per analizzare la composizione del Lenzuolo. A partire dal tessuto fino ad arrivare alle particelle in esso rilevate.

Le tracce ematiche rimaste impresse, i pollini e le micro-sostanze millenarie che ha trascinato con sé. Nell’altra ala del Museo possiamo ripercorrere la storia della Sacra Sindone. Tutti gli spostamenti e i trasferimenti subiti fino ad arrivare a Torino nel 1578.

Così come tutti i momenti di esposizione che si sono succeduti nel tempo. fino all’ultima ostensione straordinaria della Sindone avvenuta alla fine del 2020. Tra un’ostensione e l’altra, i fedeli possono comunque ammirare l’immagine di Cristo grazie a una copia a grandezza naturale custodita in una delle sale principali del Museo. Un’immagine che sicuramente riesce a trasmettere un messaggio e un’emozione anche a chi non crede.

Cappella della Sindone e pLzzo del Museo Diocesiano della Sindone
Museo della Sindone di Torino, dove risiedono i segreti del Sacro Lino

Visitare il Museo della Sindone

Prima di accedere al museo, il visitatore può addentrarsi nella storia della Sindone grazie a un video disponibile in 5 lingue.

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