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Torino, il Sermig prende la reggenza della Basilica di Superga

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Dopo il rischio chiusura, La Basilica di Superga di Torino ha finalmente un nuovo gestore: il Sermig.

Una vicenda spinosa, che ha visto la possibilità di una chiusura a tempo indeterminato di uno dei luoghi storici della Città della Mole.

In prima istanza i Legionari di Gesù sembravano poter insidiarsi nella basilica, ma la diocesi ha posto il diniego per motivi dottrinali.

Dopo voci, congetture e ipotesi, tra cui una soluzione ponte proposta dalla diocesi, il Sermig ha rotto gli indugi, trovando un accordo per la reggenza.

Dopo la paura, l’accordo ha permesso a Superga di non chiudere, ed oggi è arrivato l’insediamento ufficiale della nuova reggenza.

Il Sermig fa il suo ingresso alla Basilica di Superga di Torino

Il primo punto in agenda riguarda l’aspetto inclusivo verso i disabili. I responsabili dei Giovani Missionari hanno subito comunicato alle autorità la volontà di ridurre le barriere architettoniche per permettere una maggiore fruizione verso i ciechi e chi ha disabilità motorie.

Anche in ambito dottrinale il Sermig ha le idee chiare: mettere al centro la venerazione della Madonna, un modo per celebrarla senza dimenticarla.

Non secondario il ruolo che avrà il polo museale. che stando alla nuova reggenza può e deve convivere con le funzioni religiose.

Durante l’ingresso del Servizio Missionario Giovani, l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha segnato il nuovo corso di una delle basiliche più note di Italia. La scelta, racconta l’arcivescovo, è ricaduta sul Sermig non solo per i valori religiosi umani, ma anche per un senso di continuità e identità cittadina. Infatti il Sermig è un movimento torinese, e come tale ideale per custodire uno dei simboli più noti della Città della Mole.

Dopo mesi lunghi e difficili, la diocesi piemontese è molto soddisfatta della scelta, con il Sermig che avrà l’impegnativo compito di custodire con impegno e dignità uno dei luoghi più sacri di Torino.

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