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In via Sacchi invasione di monopattini e bici: i mezzi sfrecciano sotto i portici

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In via Sacchi monopattini e le bici sono ormai padroni del lato del marciapiede porticato.

I portici della via di Torino nelle immediate vicinanze di Porta Nuova sono state letteralmente invase dai mezzi ecologici, che si sono diffusi in maniera piuttisto radicata nel corso degli ultimi mesi.

Una moda, quella dei mezzi a due ruote, che ha affascinato giovani e meno giovani, che utilizzano questi esempi di mobilità alternativa non soltanto per il loro nullo impatto ambientale. Ma anche e soprattutto per la comodità con cui si può usare e parcheggiare.

Insomma, una vera e propria manna dal cielo per chi si vuole muovere in città senza salire sui mezzi pubblici o senza andare a piedi. Un’agevolazione che, però, rappresenta un disagio per altri cittadini, tra chi non ricorre al loro uso e chi si trova a schivare gli imprudenti, che si sono moltiplicati a dismisura.

I disagi in via Sacchi portati da monopattini e bici

Via Sacchi è l’esempio lampante di questo problema, con i conducenti di biciclette e monopattini che sfrecciano incontrollati sotto i portici, senza utilizzare la pista ciclabile sulla parte opposta della carreggiata.

Una pista che presenta numerosi problemi, come buche, foglie e altri elementi, causa di inconvenienti, ma il passaggio sotto i portici non può essere giustificato dall’ombra o dalla ricerca di un riparo dalla pioggia.

I commercianti e residenti della zona sono stanchi di vedere monopattini e bici mentre fanno lo slalom tra tavoli, dehors e clienti, risultando anche pericolosi. Sono all’ordine del giorno gli incidenti, che provocano traumi di diversa entità, soprattutto agli anziani di passaggio o a chi cade dai mezzi.

Vigili Urbani sono stati più volte allertati, ma non sono ancora intervenuti in maniera convinta ed efficace per arginare la situazione. Si attendono provvedimenti per rendere più vivibile la via, dopo l’appello dei titolari di attività e residenti della zona, ormai stufi di fare controlli autonomi e di spostare mezzi abbandonati a loro stessi in pubblico.

Basterebbe far rispettare alla lettera il codice della strada, in quanto il buonsenso pare non essere di moda tra i fruitori dei servizi in sharing e i possessori delle biciclette e dei monopattini.

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