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Covid Piemonte, con l’aumento dei ricoveri terapie intensive al limite

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I numeri dei ricoveri nelle terapie intensive cresce di giorno in giorno e le Asl del Piemonte si preparano ad affrontare il contraccolpo

Il Dirmei avverte: i letti delle terapie intensive in Piemonte non sono più sufficienti.

Il messaggio arrivato nella giornata di ieri dal braccio operativo della Regine nel contrasto alla Pandemia è chiaro e preciso.

I numeri delle Asl del Piemonte preoccupano l’ente e adesso sarà necessario potenziare sia le terapie intensive che quelle sub-intesive per contrastare l’emergenza sanitaria.

Un’operazione che era stata già disposta venerdì scorso, ma che finora non si è ancora concretizzata se non nel caso dell’Asl di Torino.

Appare evidente quindi come lo stato di sofferenza in cui versano gli ospedali piemontesi sia in progressivo aumento a causa dei ricoveri.

Solo ieri infatti se ne sono aggiunti 10 in più rispetto a sabato e se il totale delle terapie intensive adesso sale a 202, quelle non critiche aumentano di 53, arrivando nel frattempo a 2.316 ricoveri totali.

Come di consueto, la giornata di ieri si è conclusa con l’arrivo della Comunicazione dell’Unità di Crisi sui dati di domenica.

Il Piemonte segna 1.543 nuovi casi di persone positive al Covid, il 10% di 15.543 tamponi effettuati, mentre sono 546 i nuovi asintomatici (35,4%).

Nove invece i decessi.

Covid Piemonte, con l'aumento dei ricoveri terapie intensive al limite

Cambia il discorso nei pronto soccorso di Torino e del Piemonte

Per quanto riguarda la prima linea nella “guerra” al Coronavirus, la situazione varia da ospedale a ospedale, ogni giorno che passa.

Alle Molinette nel tardo pomeriggio risultavano 8 pazienti ricoverati.

Al Mauriziano invece, alla stessa ora, erano 16 i pazienti positivi in ambulatorio e 21 quelli nel reparto di Medicina d’urgenza.

Il virus dilaga in tutta la regione, così come anche nel Nord Italia, e, alimentato dalle varianti, torna ad affannare la rete ospedaliera regionale.

Cominciano a rivedersi i contagi nelle corsie, la pressione sul personale è in crescendo e riprende in parallelo la ricerca dei posti letto per le terapie intensive e sub-intensive in tutto il Piemonte.

Il sistema per adesso non sembra sull’orlo della crisi, ma nonostante un aumento più lieve rispetto alle ondate passate, presto arriveranno nuove strette alla sanità regionale.

Con molto probabilità infatti, oggi il Consiglio comunale si riunirà per fare il punto della situazione e determinare nuove restrizioni alle attività sanitarie non urgenti.

Specialmente negli ospedali che operano in aree con i tassi d’incidenza più alti.

Questa scelta arriva principalmente a fronte della necessità di liberare il personale necessario per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Il blocco parziale delle visite non urgenti sarà utile per evitare l’apertura di nuovi reparti Covid e trasferire i malati positivi tra tra i diversi ospedali delle province, quando necessario.

Attualmente, se i ricoverati causa virus sono 202, il numero dei pazienti No Covid si aggira intorno alla stessa cifra.

Ed è proprio per questa ragione infatti che i posti letto vengono attivati man mano che servono, in attesa delle nuove forniture finanziate dalla Regione e previste dal piano dell’ex-commissario Arcuri.

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