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Piemonte, il virus blocca la Sanità: nuove strette in arrivo

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Il virus circola in Piemonte anche tra le corsie ospedaliere, adesso la Sanità annuncia lo stop alle visite non urgenti per scongiurare focolai interni

Con il peggioramento dell’epidemia in Piemonte, la Sanità fatica a tenere il passo e adesso sarà necessario tornare all’adozione di misure più drastiche.

Se un anno fa l’Italia cadeva per prima nel turbine della Pandemia, a marzo 2021 la situazione non sembra essere molto diversa.

L’epidemia corre inesorabile e torna a palesarsi anche tra i reparti degli ospedali piemontesi.

L’aumento dei contagi all’interno dei policlinici sta infatti portando all’attivazione di nuovi posti letto di terapia intensiva e sub intensiva.

Operazioni necessarie ma che compromettono per l’ennesima volta il regolare svolgimento delle attività ordinarie.

Come al solito, la causa risiede nei numeri in aumento.

Ieri infatti, l’Unità di Crisi della Sanità ha registrato 1.793 nuovi positivi al Covid-19 in Piemonte, che equivalgono al 6,7% dei 26.879 tamponi eseguiti con 567 persone (il 31,6%) asintomatiche.

Allo stesso tempo, aumentano anche i ricoveri in terapia intensiva: con 7 nuovi pazienti intubati che completano un totale di 192 ricoverati.

Mentre il numero di quelli non in terapia intensiva è decisamente più alto: parliamo infatti di 2.263 ricoverati, con un +40 solo nella giornata di ieri.

I morti invece sono stati 26.

Alle Molinette primo focolaio interno

Nel reparti di Oncologia dell’Ospedale Molinette di Torino sono stati individuati 6 pazienti contagiati.

Si tratta di un primo principio di focolaio, iniziato circa 10 giorni fa e poi ristabilito.

Ma ieri è arrivata la notizia per un’altra allerta dello stesso genere.

Questa volta dall’Unità intensiva coronarica del terzo piano, dove, secondo le fonti ufficiali, un ricoverato è risultato positivo al tampone a seguito di un contatto con un paziente recentemente trasferito.

Episodi già affrontati più volte che adesso però potranno ripetersi, allarmando non solo le Molinette ma anche tutti gli ospedali piemontesi.

In parallelo arriva anche la stretta sulle visite non urgenti

Il pericolo di contagi tra i reparti rende inevitabile il blocco delle visite non urgenti e adesso l’Asl dovrà agire di coneguenza.

La circolare del Dirmei richiama infatti alle Associazioni sanitarie locali, la necessità di riorganizzare e convertire i blocchi operatori e i reparti di degenza chirurgici, così come sarebbero da ripensare anche le attività ambulatoriali.

Sostanzialmente si potranno salvare solo le attività con la lettera U (massimo grado di urgenza, eseguibili entro 72 ore) e quelle con la B (tempo breve non superiore a 10 giorni).

Per le attività prorogabili invece, il discorso vale per quelle contrassegnate dalla lettera D (differibile entro 30 o 60 giorni a seconda del tipo di accertamento) e quelle dalla lettera P (programmabili senza carattere di urgenza).

Lo stesso discorso sarà valido anche per le attività di ricovero.

Proseguiranno infatti quelle d’urgenza, oncologiche e ad alta priorità, mentre tutte le altre andranno in lista d’attesa.

Per quanto riguarda i posti letto invece, è stato richiesto ad ogni Asl di aumentare quelli Covid.

In quest’ottica, la Città della Salute attiverà 7 nuovi letti di terapia intensiva, aggiungendo allo stesso tempo letti ordinari e convertendo quelli “no covid”.

Allo stesso modo invece, si riapre anche il dibatto sull’ospedale da campo del Valentino.

Il sindacato dirigenti medici, ne chiede a gran voce la riapertura, ma la decisione arriverà in settimana, tenendo a mente lo sforzo logistico che potrebbe richiedere.

Il problema principale infatti è proprio quelle di recuperare abbastanza personale sanitario per far correre la struttura.

Nel complesso servono 30-50 posti letto insieme all’attività di circa 10 medici, 20 infermieri e 20 operatori socio-sanitari, molti dei quali impiegati nella campagna vaccinale.

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