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Peggiora la situazione varianti in Piemonte: Torino prepara l’ospedale al Valentino

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La variante inglese porta altri comuni del Piemonte in zona rossa, nel mentre Torino riapre l’ospedale da campo del Valentino

Aumentare i ricoveri e i casi di variante inglese in tutta la Regione, il Piemonte trema e gli ospedali di Torino tornano sotto pressione, con la situazione di adesso bisognerà riaprire l’ospedale del Valentino.

I dati di ieri e la tendenza dell’ultima settimana non danno buoni segnali a un Piemonte che si appresta a dover affrontare una possibile terza ondata.

La variante inglese rilancia la curva epidemica e determina una nuova stretta con contromisure volte ad arginarne la trasmissione.

Come nel caso appunto dei comuni in zona rossa, che rispetto alla Regione si trovano a dover affrontare misure più restrittive.

Oggi arriverà l’aggiornamento dei comuni interessati, ma si può già immaginare che molti si troveranno nell’area di Cavour, che già ospita un focolaio.

Via Garibaldi folla
Peggiora la situazione varianti in Piemonte Torino prepara l’ospedale al Valentino

Il bollettino di lunedì segna un +1.155 di nuovi contagi in Piemonte

I nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 superano quota mille e su un numero di 13.936 tamponi eseguiti adesso si registra una percentuale di positività a tampone pari a 8,3.

Mentre dei 1.155 casi, sono 413 gli asintomatici al 35,7%.

Aumentano allo stesso modo i ricoveri ai ritmi delle ondate precedenti: sono 7 i nuovi pazienti in terapia intensiva, più 28 negli altri reparti.

Chiaro, i numeri del momento non possono dirsi ancora allarmanti, ma se ieri al Mauriziano si contavano 76 ricoverati, venti giorni fa erano 36, dati che comunque evidenziano una tendenza in progressivo aumento.

Numerosi sono invece gli accessi agli ospedali di Over 65 con gravità varie, così come incrementano anche i ventilati.

Mentre altri policlinici registrano una forbice anagrafica tra i 35 e i 55 anni, senza gravi condizioni.

Confermata invece la circolazione della variante inglese in Piemonte dall’Istituto Superiore di Sanità, ma nessuna caso della altre varianti.

Con la situazione che peggiora, si prepara a riaprire l’ospedale da campo del Valentino

L’aumento dei ricoveri mette sotto pressione gli ospedali della Regione e adesso si preparano nuove misure per fronteggiare la diffusione del virus.

Per il momento proseguiranno le attività sanitarie ordinarie, riavviate il 27 gennaio.

Ma questa possibilità sarà proporzionale all’andamento dell’epidemia: una situazione dove gli ospedali si trovano a dover gestire pazienti positivi e negativi, e che ovviamente non è sostenibile in caso di emergenza.

Accantonata invece l’idea di riconvertire il Valentino come centro vaccinale, l’ospedale da campo tornerà alla sua funzione originaria dopo la chiusura per carenza di ricoverati.

Ma non solo, adesso l’Unità di Crisi Regionale disporrà la spedizione di 20 posti letto aggiuntivi per ogni policlinico Covid entro 48 ore.

Un discorso che a Torino riguarderà solo le Molinette, Maria Vittoria, San Giovanni Bosco e Mauriziano.

Mentre in provincia ci saranno gli ospedali di Rivoli, Pinerolo, Chivasso, Ciriè e Ivrea.

In tutto ciò, la campagna vaccinale non si ferma e prosegue di buon passo

Nella giornata di ieri, una riunione del Consiglio Regionale ha deciso che nei comuni in zona rossa sarà data la priorità agli over 80 per le vaccinazioni.

Mentre a partire dal 16 marzo prenderà piede la nuova campagna per i 6mila disabili ospiti nelle strutture residenziali del Piemonte.

Le linea determinata dal governo procede inesorabile e i numeri degli ultimi giorni fanno ben sperare.

Solo lunedì infatti sono state 10.173 le persone che hanno ricevuto il vaccino, tra cui 6.273 ultraottantenni e 607 in seconda dose.

Dall’inizio della campagna quindi si contano 403.553 dosi somministrate (138.729 delle quali come seconda dose) che corrispondono alle 78,7% delle 512.650 persone chiamate.

Sempre ieri tuttavia, è stata preso in considerazione il coinvolgimento dei medici di famiglia nelle vaccinazioni di marzo.

Ma questa volta nei loro studi privati, per somministrare l’antidoto di AstraZeneca ai lavoratori dei servizi pubblici essenziali.

L’ospedale da campo del Valentino aiuterà quindi a controllare la situazione epidemiologica mentre in Piemonte prosegue la campagna vaccinale in attesa della terza tranche che partirà il prossimo mese.

La speranza è quella di non cadere per la terza volta in un lockdown nazionale ma per adesso la Regione sembra sotto controllo.

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