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Nuovo hotspot per i vaccini all’aeroporto di Caselle

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La Regione prepara la campagna con Sagat per il nuovo centro allo scalo di Caselle, nel mentre partono le somministrazioni dei vaccini agli Over 80

Con le prime dosi di vaccini somministrate agli Over 80, la Regione Piemonte punta a concludere la campagna entro un mese, e nel mentre valuta un nuovo hotspot all’aeroporto di Caselle.

La scelta coincide con le intenzioni del governo riguardo le vaccinazioni di massa, che in tempi brevi dovranno mettere in sicurezza il maggior numero di persone in tutta i Italia.

Adesso si attende l’arrivo delle forniture per i prossimi mesi, sperando che i numeri coincidano con l’ordine.

Così come le questioni cominciano a spostarsi anche verso il personale, ma soprattutto verso i punti di somministrazione regionali.

La Regione e la provincia di Torino possono contare su due hotspot principali: il primo è quello presso l’Allianz Stadium, mentre il secondo si trova all’ospedale da campo del Valentino.

Ma l’ultima novità riguarda la creazione di un terzo centro vaccinale sul quale sta lavorando il presidente Alberto Cirio insieme all’ad di Sagat, Andrea Andorno.

La società che si occupa della gestione dello scalo torinese infatti, ha messo a disposizione due blocchi di parcheggi dello scalo per ospitare un hotspot provinciale.

Una possibilità di impiego che accelererà la campagna dei vaccini, ma possibile grazie all’attività limitata dell’aeroporto di Caselle.

Aeroporto Caselle

Sono 3.296 le dosi somministrate del primo giorno agli Over 80, ma non mancano i problemi

Con la partenza della campagna vaccinale per gli Over 80, i risultati iniziali fanno ben sperare, ma si cominciano a intravedere le prime fragilità.

In particolar modo a Torino, sono stati molti gli anziani che non si sono presentati alla convocazione.

Alcuni perché indisposti a causa di allergie o situazioni cliniche proibitive, mentre altri invece semplicemente per qualche incomprensione informatica.

L’Asl Torino registra 278 vaccinati in via Gorizia (83 dei quali non pervenuti) e 258 in via Schio (100 non sopraggiunti), con solo un medico di famiglia vaccinatore.

Per l’Asl Torino 3 invece le vaccinazioni sono state 306 su 255 prenotazioni. 253 sono le persone che si sono presentate e i numeri in più sono dovuti all’anticipazione di 13 somministrazioni previste per i prossimi giorni.

L’Asl Torino 4 ne conta 297 eseguite su 300 persone prenotate, con 11 medici di base presenti.

La tendenza rimane la stessa anche per l’Asl Torino 5 dove su 150 vaccinati, 3 non sono arrivati e un solo medico di famiglia era presente.

Il discorso cambia invece se usciamo dalla provincia.

All’Asl di Vercelli tutti i 194 anziani previsti si sono presentati insieme a 7 medici di famiglia.

Mentre anche all’Asl di Alessandria non ci sono state assenze.

Continuano però le discussioni sul ruolo dei medici di famiglia nelle operazioni

La Regione e l’Asl hanno bisogno di liberare il maggior numero di personale sanitario e per questa ragione si è presa la decisione di coinvolgere direttamente i medici di base nella campagna vaccinale.

Il tutto facendo riferimento all’accordo con la categoria di 6,16 euro a dose e 12,312 con il richiamo.

Ma diversa è l’opinione di Fimmg Piemonte.

Il sindacato di categoria non esclude il loro impiego in caso di necessità, ma ritiene che l’attività dei medici debba concentrarsi sulla sorveglianza medica e sul consenso informato.

Insomma: la vaccinazione vera e propria spetterebbe solo agli infermieri.

Ma ciò nonostante, nel primo giorno sono stati molti i medici di famiglia che hanno dato una mano alle Asl in prima persona.

E per quanto riguarda coloro che lavorano in forma associata, sarà possibile recarsi negli hotspot nel weekend o farsi sostituire da un collega quando necessario.

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