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Palazzo Madama pronto per il grande restauro

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Alla fine dei lavori i visitatori potranno salire sul tetto e un ascensore porterà alla balconata con vista su Torino

Palazzo Madama è pronto a rinascere in grande stile.

Prende il via quindi il nuovo progetto di restauro e consolidamento della facciata della Cassaforte degli Acaja.

Dopo anni di ponteggi e cantieri di studio portati avanti dal Centro restauro della Venaria Reale, i lavori sono finalmente pronti a partire.

L’intervento consisterà in una delicata operazione di consolidamento del capolavoro settecentesco di Filippo Juvarra.

Il tutto attraverso metodi artigianali e tecniche moderne che vedranno l’impiego di materiali all’avanguardia per il recupero dei 3.730 blocchi di marmo originali.

Il progetto, promosso dalla Fondazione Torino Musei che da sempre si impegna nella tutela del patrimonio museale della città, verrà finanziato con un primo lotto di 2,4 milioni di euro dalla Fondazione Crt.

Una somma decisamente ingente che al momento sarebbe soltanto un ottavo dei milioni stanziati complessivamente.

Scalone Juvarra Palazzo Madama Torino

Ma non ci sarà solo la facciata al centro dei lavori

Con la fine del restauro, il pubblico potrà salire sul tetto di Palazzo Madama per ammirare un panorama esclusivo, che solo poche persone hanno avuto il piacere di guardare fino a questo momento.

Concretamente, ci sarà un’ascensore che porterà i visitatori sulla balconata a 26 metri di altezza con vista su piazza Castello e via Garibaldi.

Un progetto decisamente intrigante che porta la firma di Gianfranco Gritella.

Artefice del restauro del Museo del Cinema della Mole Antonelliana, l’architetto torinese ha elaborato le complicate operazioni di ripristino.

Interventi che andranno a rafforzare il rapporto tra la Città di Torino e la Fondazione Musei ma riguardo al quale non si conoscono ancora i dettagli.

L’altra novità sarà il padiglione davanti all’ingresso di Palazzo Madama

Al suo interno si troveranno le quattro statue che da tre secoli a questa parte abbelliscono la facciata della Residenza reale.

Parliamo di opere che hanno resistito alle guerre del Regno di Sardegna e ai bombardamenti su Torino.

E che adesso saranno esposte in vetrina davanti ai passanti di piazza Castello, in modo che tutti possano guardarle da vicino durante le operazioni di restauro.

Gran parte dei lavori andranno a interessare invece il cornicione dove appoggiano le statue, dietro al quale sono presenti tre camere composte da nove lastroni di pietra di Vaie di 7 metri ciascuna.

Un problema che Alfredo d’Andrade aveva provato a risolvere a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che adesso è nelle mani dell’architetto Gianfranco Gritella.

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