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Vaccinazioni in Piemonte completate solo dall’anno prossimo: slitta al 2022 la fine delle somministrazioni

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Situazione vaccini in Piemonte, bisognerà attendere un anno per completare le operazioni

La situazione vaccini in Piemonte, che rischia concretamente di tornare in zona arancione, non sembra essere troppo positiva.

Le dosi della Pfizer tardano ad arrivare e giungono in quantità non abbastanza soddisfacenti per procedere a velocità spedita con le somministrazioni. Un contesto che era stato denunciato già negli scorsi giorni dai rappresentanti della Regione Piemonte, che avevano anche proposto di muoversi singolarmente come Regione per accelerare l’acquisto dei vaccini e portare avanti il processo più rapidamente.

In realtà, stando alle stime sulle disponibilità attuali e dell’immediato futuro, si ipotizza in maniera molto attendibile che la fine delle vaccinazioni sarà fissata al 2022. Serve almeno un anno per diffondere con successo il numero sufficiente di dosi  per garantire l’immunità di gregge. Il discorso è valido anche a livello nazionale, e non solo piemontese, in quanto la distribuzione avviene in maniera omogenea.

In prima battuta si procederà all’utilizzo dei vaccini su 330mila cittadini piemontesi che hanno superato gli ottant’anni di età. I medici di famiglia, a tal proposito, hanno già ordinato 141mila dosi. Poi altre 44mila Pfizer saranno destinati al personale scolastico, con docenti, assistenti e figure dirigenti che ne potranno beneficiare nel breve termine.

Si tratta di piccoli passi che porteranno alla famosa “immunità di gregge” in Italia non prima del 2022. Un lasso di tempo che, si spera, non sia ulteriormente esteso, viste tutte le variabili in gioco, che potranno determinare un ridimensionamento o un prolungamento delle tempistiche.

I centri di vaccinazione

Torino si muoverà, tra città e provincia, con quasi 30 centri di vaccinazione. Per l’allestimento dei 27 punti si utilizzeranno, oltre alle sedi mediche, anche sale polivalenti ed edifici adibiti occasionalmente allo scopo. Non è da escludere che si possa ricorrere a scuole e altre strutture temporaneamente riconvertite.

In città ci saranno solo due gli ambulatori disponibili:

  • quello di via Gorizia 133 e quello di via Schio 1. Gli altri centri saranno distribuiti in base alle varie ASL in questo modo:
  • Avigliana, Collegno, Grugliasco, Orbassano, Oulx, Pinerolo e Venaria saranno dotate di 8 sedi con l’ASL TO3;
  • Alice Superiore, Borgofranco, Caluso, Castellamonte, Chivasso, Cirié, Crescentino, Cuorgnè, Ivrea, Lanzo, Locana Rivarolo e Settimo disporranno di ben 13 centri dell’ASL TO4;
  • Infine, l’ASL TO5 si adopererà con centri distribuiti tra Candiolo, Carignano, Carmagnola, Chieri, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, Pino, Santena, Trofarello e Vinovo, alcuni dei quali diventeranno operativi a partire dal mese di marzo.

Insomma, tutti questi tasselli dovranno contribuire a rendere vaccinati entro i mesi prestabiliti i piemontesi, per aiutarli a tornare finalmente a una vita normale.

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