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Legambiente: Torino è la peggior città per lo sforamento sulla qualità dell’aria

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Il report annuale di Legambiente condanna ancora la qualità dell’aria a Torino, la quale era stata contestata anche per le emissioni di Diossido di d’Azoto.

Proprio una settimana fa Il Global Healt Istitute aveva lanciato l’allarme sulle emissioni della città della Mole.

Il report di Legambiente getta ancora più ombre sulla città della Mole che proprio in questi giorni aveva anche incassato un pessimo rapporto ARPA sui consumi delle caldaie.

L’amministrazione comunale, malgrado gli ingenti sforzi per contenere l’inquinamento ancora non riesce a trovare una soluzione per ridurre le emissioni.

I dati forniti da Legambiente sulla qualità dell’aria a Torino

Legambiente ha certificato con il report del 2020 come Torino sia la città italiana con più giorni di sforamento sulla soglia per il particolato.

98 sono i giorni dove le emissioni hanno superato il limite minimo consentito.

Dietro il capoluogo piemontese figurano Venezia con 88 giorni e Padova, con 84 giorni di sforamento.

Purtroppo per Torino, anche la classifica media delle emissioni di particolato, PM10, vede il capoluogo piemontese come capofila.

Seguendo i parametri OMS Torino non rispetta il limite di emissioni medio, il che la rende una città altamente inquinata.

Nel nostro paese le città che hanno un PM10 superiore alla media sono sessanta, le prime dieci sono:

  • Torino
  • Milano
  • Padova
  • Rovigo
  • Venezia
  • Treviso
  • Cremona
  • Lodi
  • Vicenza

Una situazione che da mesi tiene banco nelle mura degli enti regionali e comunali.

Tuttavia, malgrado una viabilità ridefinita a favore di mezzi sostenibili, il noleggio di biciclette, monopattini e auto elettriche, l’impatto ambientale resta sopra i livelli di allerta.

Malgrado queste soluzioni green i numeri dell’aria torinese restano tra i più preoccupanti nel nostro paese e non solo.

Legambiente, sul proprio sito, ha attivato una campagna di reclutamento chiamata “Ci siamo rotti i polmoni! No allo smog!” per coinvolgere più persone possibile in una campagna che chieda al governo misure tempestive per salvare l’aria e l’ambiente.

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