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Il Parco dei Laghetti rilancia il quartiere Falchera.

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Rinascono i laghetti di Falchera, il parco torna agibile e sono stati consegnati gli orti ai coltivatori.

Il Parco dei Laghetti, quartiere Falchera, finalmente è tornato agibile. Un progetto che sembrava non finisse mai. E invece i lavori sono terminati, anche se dopo ben 5 anni.

Un’area di circa 50 ettari oggetto di un appalto di riqualificazione da quasi 5 milioni, il Parco dei Laghetti è un progetto tanto voluto dalla Circoscrizione 6 e che finalmente, dopo 30 anni, vede la luce. Almeno ufficialmente perché, in realtà, le persone della zona già frequentano il parco da tempo.

Gli abitanti del quartiere fanno però, molto di più. Si adoperano per tenere il Parco dei Laghetti pulito, le aree sportive, già usate dai ragazzi, vengono sempre pulite e igienizzate. Rimaneva però ancora il cantiere. Ma finalmente le recinzioni del cantiere sono state tolte ed il parco a breve verrà inaugurato.

orti falchera
Il Parco dei Laghetti rilancia il quartiere Falchera.

Gli orti

Dopo anni di attesa, durante i quali è stato necessario passare dall’esproprio dei terreni alle operazioni di riassestamento, è arrivata la fase finale di questo processo. Gli orti del Parco dei Laghetti sono pronti e verranno assegnati a breve. In realtà tramite bandi e procedure burocratiche sono stati assegnati 82 dei 120 spazi verdi coltivabili. Per l’assegnazione dei rimanenti verrà aperto un nuovo bando.

I 120 orti misurano mediamente una superficie di 100 metri quadrati. Tutti gli spazi saranno inoltre provvisti di una casetta in muratura ( fornita di varie attrezzature), servizi igienici e impianti idrici. Una serie di strumenti utili per coloro che porteranno avanti queste attività, e che avranno anche il compito di presidiare la zona. I torinesi impegnati svolgeranno dunque anche una funzione di vigilanza, segnalando eventuali violazioni alle forze dell’ordine.

laghetti falchera uccelli
Il Parco dei Laghetti rilancia il quartiere Falchera.

Il parco

Un parco di oltre 50 ettari, con 800 metri di pista ciclabile che gira intorno al perimetro dell’area verde. Campi coltivati, impianti sportivi e due maxi-aree cani.

Poi ci sono dei piccoli e timidi alberi, 840 per l’esattezza, appena piantati lungo i vialetti. Sono ancora troppo piccoli per fare ombra e dare refrigerio ai residenti, ma cresceranno e saranno bellissimi. E poi ci sono, ovviamente, i due laghetti (in origine ne erano tre) che non sono altro che vecchie cave invase dall’acqua di falda. I laghetti sono abitati da anatre, folaghe, gabbiani. In passato venivano a nidificare anche le cicogne.

Questo è come si presenta il nuovo Parco dei Laghetti alla Falchera. Un tempo posto di degrado, spaccio e malaffare. Ma oggi si guardano con onore i risultati di tante fatiche in questi ultimi anni.

In realtà c’è ancora una parte del parco chiusa. Ma i cittadini lo hanno incominciato a frequentare senza attendere il taglio del nastro ufficiale. Da sistemare ci sono alcuni particolari. La casupola di legno è ancora chiusa. Deve essere assegnata dal Comune, ma nei progetti c’è l’intenzione di trasformarla nella Casa del Parco, come quella di Mirafiori. Diventerà un luogo dove mangiare un gelato, bere una bibita, ma anche seguire un corso di ginnastica dolce e scoprire le bellezze naturali di questa oasi verde in città.

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