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A Torino fiere, festival ed eventi nel dimenticatoio: non si spera neanche più nell’autunno

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Coronavirus, a Torino continuano a saltare fiere, festival ed eventi. Da Artissima al TFF, sono numerose le manifestazioni che probabilmente non vedranno la luce neanche in autunno

Gli effetti del Coronavirus a Torino si fanno sentire, non solo a livello sanitario, ma anche a livello sociale. L’emergenza ha rimesso in discussione tutti i modelli di vita a cui eravamo abituati. Con la quarantena forzata e la chiusura di tutto ciò che non sia di stretta necessità, molti settori hanno visto sbattersi la porta in faccia.

Tra questi c’è sicuramente l’enorme apparato di fiere, festival ed eventi che animavano la città di Torino durante l’anno.

Le manifestazioni primaverili sono state annullate, quelle estive rimandate, ma ora non si spera neanche più nella ripresa in autunno.

La prima a mettere in discussione il pronto ritorno degli eventi torinesi è Ilaria Bonaccossa, direttrice di Artissima, la più importate fiera d’arte contemporanea d’Italia che lo scorso novembre ha attirato 55mila visitatori a Torino.

Anche con le dovute precauzioni e gli ingressi contingentati, il pubblico potrebbe muoversi con paura o non muoversi affatto. Insomma, il rischio è di andare in perdita.

Della stessa idea è il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco: “Aprire al 50% non ci conviene, – ha detto – se non entrano almeno 1500 visitatori al giorni siamo in perdita”. Poi richiama l’aiuto del governo per non andare in fallimento.

“Come li metto 80 musicisti nella buca dell’orchestra?”, si chiede Sebastian Schwarz, sovrintendente del Teatro Regio di Torino. Se all’inizio si sentiva pronto a riaprire il Regio per gli spettacoli già programmati, ora fa marcia indietro e pensa ad una ripresa posticipata addirittura al 2021.

Il Museo del Cinema, invece, ha deciso di ridurre l’offerta: salteranno Lovers e Cinemambiente, mentre il Tff verrà rimodulato con meno budget e meno ospiti.

Il futuro incerto dei musei di Torino

Per quanto riguarda i musei di Torino si sta pensando ad un processo di sanificazione degli ambienti che non metta a repentaglio le opere esposte.

Dovranno essere riorganizzati anche i percorsi espositivi per consentire il flusso dei visitatori e la distanza di sicurezza. E bisognerebbe includere la tecnologia, che in questo periodo di reclusione è stata di grande aiuto per mantenere “vivi” i musei attraverso i tour virtuali.

Nella cosiddetta fase 2 dell’epidemia, gli spazi museali andranno ripensati, così come gli spazi pubblici.

Sarebbe allora utile unire i due settori, come suggerisce Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. “Serve un’alleanza tra architettura e arte contemporanea “, una soluzione potrebbe essere trasformare la stessa città in museo a cielo aperto.

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