Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Storia » Battaglia della Marsaglia: cause, svolgimento ed eredità (1693)

Battaglia della Marsaglia: cause, svolgimento ed eredità (1693)

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Settembre 04, 2025

Battaglia della Marsaglia 1693 tra esercito francese di Catinat e truppe alleate di Vittorio Amedeo II ed Eugenio di Savoia nella piana di Orbassano

La Battaglia della Marsaglia fu uno degli scontri più sanguinosi della Guerra della Lega di Augusta (1688–1697), conosciuta anche come “Guerra dei Nove Anni”. Il 4 ottobre 1693, nelle campagne tra Piossasco, Orbassano, Volvera e la piana del torrente Chisola, l’esercito francese comandato dal maresciallo Nicolas Catinat inflisse una dura sconfitta alle truppe alleate guidate da Vittorio Amedeo II di Savoia e sostenute dal principe Eugenio di Savoia.

L’esito fu una vittoria francese, ma non determinante per la storia del Piemonte: gli alleati riuscirono a salvare parte dell’armata, mentre la popolazione piemontese pagò il prezzo più alto, tra devastazioni, carestie e migliaia di caduti insepolti.

Dati rapidi della Battaglia

  • Data: 4 ottobre 1693
  • Luogo: piana tra Piossasco, Orbassano e Volvera (TO)
  • Contesto: Guerra della Lega di Augusta (1688–1697)
  • Forze francesi: ~35–40.000 uomini guidati da Nicolas Catinat
  • Forze alleate: sabaudi, imperiali, spagnoli, tedeschi, svizzeri, ugonotti e valdesi (~35.000 uomini)
  • Artiglierie: circa 31 pezzi nelle file alleate
  • Esito: vittoria francese, ritirata ordinata degli alleati
  • Perdite: alleati 8–10.000 caduti e ~2.000 prigionieri; francesi 1.800–7.000
  • Nome: “Marsaglia” da marcita; in realtà lo scontro avvenne in territorio di Orbassano

Le origini del conflitto: la Lega di Augusta

Alla fine del XVII secolo la Francia di Luigi XIV ambiva a un’egemonia europea. Per contrastarla, nel 1686 nacque la Lega di Augusta, con la partecipazione di diversi Stati tedeschi, Olanda, Svezia, Danimarca, Spagna e Stato Pontificio. Nel 1689 aderì anche l’Inghilterra di Guglielmo III d’Orange.

La posizione della Savoia era delicata: Vittorio Amedeo II, duca dal 1675, inizialmente legato a Parigi anche per il matrimonio con Anna d’Orléans, cominciò a trattare in segreto con gli Asburgo e la Spagna. La sua ambizione era chiara: liberarsi dal controllo francese e riconquistare piazzeforti strategiche come Pinerolo, caduta in mani francesi dal 1630.

Dalla Staffarda al logoramento del Piemonte (1690–1692)

Il passaggio della Savoia nel fronte alleato scatenò la reazione francese. Il 24 maggio 1690 Catinat vinse alla Balziglia contro i valdesi, e il 18 agosto 1690 riportò una grande vittoria a Staffarda contro le forze sabaudo-imperiali.

Per due anni il Piemonte subì saccheggi e incendi: Luserna, Orbassano, Rivalta, Grugliasco, Rivoli e altri centri furono devastati. Le campagne piemontesi, già provate da carestie, furono ridotte allo stremo.

Nel 1692 la situazione parve ribaltarsi: Vittorio Amedeo II condusse un’incursione nel Delfinato, infliggendo danni al nemico e alimentando la speranza di una riscossa.

L’assedio di Pinerolo (estate 1693)

Nel luglio 1693 il duca di Savoia, affiancato da contingenti spagnoli e imperiali, pose l’assedio a Pinerolo, trasformata dai francesi in una delle più solide fortezze alpine, rinforzata con bastioni e terrazzamenti in stile Vauban.

Il 14 agosto gli alleati conquistarono il forte di Santa Brigida, dopo duri bombardamenti costati migliaia di perdite. Ma la cittadella resisteva, e l’assedio consumava uomini e risorse.

La discesa di Catinat in Piemonte

Per salvare Pinerolo, la Francia inviò nuove truppe. Catinat, appena nominato maresciallo, concentrò l’armata tra Fenestrelle e il Prà Catinat, quindi scese rapidamente in Val di Susa.

Il 30 settembre 1693 raggiunse Avigliana. I francesi incendiarono la Reggia di Venaria, simbolo sabaudo, e il Castello di Rivoli, devastandone anche le collezioni d’arte. La mossa colse di sorpresa gli alleati, che il 2 ottobre abbandonarono l’assedio di Pinerolo per evitare di essere tagliati fuori.

La sera del 3 ottobre, sotto una fitta nebbia, i due eserciti si trovarono di fronte tra Piossasco e Orbassano.

Battaglia della Marsaglia 1693 raffigurata in stile pittorico barocco, scontro tra cavalleria francese e truppe sabaude nella piana di Orbassano

Battaglia della Marsaglia: schieramenti

All’alba del 4 ottobre 1693, su un fronte di circa 4 km, gli schieramenti erano così disposti:

  • Alleati:
    • Ala destra (Volvera): cavalleria sabauda e reparti imperiali, sotto Eugenio di Savoia
    • Centro: fanteria germanica, reparti valdesi e luterani, artiglieria con 31 pezzi
    • Ala sinistra (Piossasco): cavalleria dello Stato di Milano e squadroni tedeschi, guidati dal marchese di Leganés
  • Francesi:
    • Fanteria al centro, con generali La Hoguette e D’Husson
    • Cavalleria sui fianchi: a destra il Gran Vendôme, a sinistra Filippo di Borbone-Vendôme e il marchese de Vins
    • Gendarmerie rinforzata sul lato sinistro, individuato da Catinat come punto debole del nemico

Lo scontro: artiglieria, baionette e cavalleria

Verso le ore 9 della mattina le artiglierie aprirono il fuoco, causando perdite pesanti su entrambi i fronti. Subito dopo, la fanteria francese avanzò e ordinò l’assalto alla baionetta, tecnica allora innovativa.

  • A destra gli alleati resistettero a tre assalti e contrattaccarono.
  • A sinistra la cavalleria francese sfondò le linee spagnole e milanesi. Il Tercio Lisbona resistette eroicamente fino all’annientamento.

Con il centro minacciato d’accerchiamento, Vittorio Amedeo II ordinò la ritirata, coperta dai Dragoni sabaudi. Eugenio riuscì a portare in salvo parte delle truppe verso Torino e Moncalieri.

I francesi, logorati, non inseguirono oltre.

Perdite e valutazioni

Le perdite furono altissime:

  • Alleati: tra 8.000 e 10.000 caduti, più di 2.000 prigionieri e la perdita di tutta l’artiglieria.
  • Francesi: cifre variabili tra 1.800 e 7.000 uomini.

Il nome della battaglia deriva dalla Marsaglia, da marcita, prato irrigato; Catinat redasse la relazione al Castelletto della Marsaglia, fissando così la denominazione, anche se lo scontro avvenne in territorio di Orbassano.

Conseguenze politiche e militari

Nonostante la sconfitta, la guerra non si concluse in Piemonte. L’inverno e le difficoltà francesi su altri fronti spinsero Luigi XIV a cercare un accordo.

Nel 1696 il Trattato di Torino sancì la neutralità sabauda e la restituzione di Pinerolo, Nizza e Savoia, con il passaggio di Casale al Duca di Mantova. L’anno successivo il Trattato di Rijswijk chiuse la guerra in Europa.

Il conflitto, però, riprese nel 1703 con la Guerra di Successione spagnola, culminata nella vittoria sabauda del 1706 a Torino.

Conseguenze sul territorio piemontese

La popolazione fu la vera vittima del conflitto. I paesi della zona vennero saccheggiati e incendiati, le campagne devastate, le vigne e i raccolti distrutti.

Gli oltre 10.000 caduti rimasero insepolti per mesi, contaminando aria e acqua. Solo nel gennaio 1694 il magistrato di sanità ordinò le sepolture, con l’intervento di reparti di fanteria e volontari.

Per convincere le truppe tedesche a lasciare l’Italia si dovettero pagare più di 300.000 dobloni, con contributi anche dello Stato Pontificio.

Ancora oggi, la Croce Barone nella campagna di Orbassano ricorda i caduti e la tragedia di quella giornata.


Cronologia essenziale

  • 1686 – Nascita della Lega di Augusta
  • 1690 – La Savoia aderisce agli alleati; sconfitta a Staffarda
  • 14 agosto 1693 – Caduta del Forte di Santa Brigida (Pinerolo)
  • 30 settembre 1693Catinat ad Avigliana
  • 4 ottobre 1693Battaglia della Marsaglia: vittoria francese
  • 1696Trattato di Torino; neutralità sabauda
  • 1697Rijswijk chiude la guerra

FAQ

Perché la Battaglia della Marsaglia fu combattuta?

Per interrompere l’assedio di Pinerolo e fermare l’avanzata sabaudo-imperiale nella pianura piemontese.

Chi comandava le truppe?

I francesi erano guidati dal maresciallo Nicolas Catinat; gli alleati da Vittorio Amedeo II e dal principe Eugenio di Savoia.

Dove avvenne esattamente lo scontro?

Nella piana di Orbassano, tra Piossasco e Volvera, non nella Marsaglia vera e propria.

Quanti furono i caduti?

Si stimano tra 8.000 e 10.000 alleati e 1.800–7.000 francesi.

Quali furono le conseguenze politiche?

La sconfitta spinse la Savoia a firmare il Trattato di Torino (1696), con la restituzione di piazzeforti strategiche.

La Battaglia della Marsaglia fu l’ultima tra Savoia e Francia?

No. Dopo il 1693 ci furono altri conflitti, culminati nella Guerra di Successione Spagnola e nella battaglia di Torino del 1706.

Perché fu importante per Vittorio Amedeo II?

Perché, pur sconfitto, imparò a gestire le alleanze e a ottenere vantaggi diplomatici, come dimostrò con il Trattato di Torino del 1696.

Che ruolo ebbero i Valdesi nello scontro?

Combatterono tra le file alleate, dopo aver ottenuto da Vittorio Amedeo II il riconoscimento della libertà religiosa in cambio del sostegno militare.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende