Storia

Quando Torino vantava il Salone dell’Auto

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Vuoi che il MotorShow di Bologna attirava più gente, vuoi che Ginevra è a due passi dal capoluogo sabaudo, vuoi che partecipare ad ogni salone costava parecchi soldi per le casa automobilistiche.

Ecco spiegato l’annuncio della chiusura del Salone dell’auto di Torino

La notizia che, datata 18 febbraio 2002, decretò la fine del Salone dell’Auto, per la precisione della 69esima edizione, giunse con un comunicato stampa della Promotor International. L’amministratore delegato Giada Michetti, che faceva presente come su 27 case automobilistiche invitate all’evento, solo 8 avessero garantito la presenza.

Salone Auto [fonte http://curiosando708090.altervista.org/]
Salone Auto [fonte http://curiosando708090.altervista.org/]

Appresa la notizia, l’allora sindaco di Torino Sergio Chiamparino indì una conferenza stampa senza andarci troppo per il sottile “fatto preoccupante, soprattutto dal punto di vista simbolico”.

A parlare non fu solo Chiamparino, si aggiunse anche Alfredo Cazzola, creatore della Promotor International e organizzatore del principale contendente all’esposizione torinese, il MotorShow di Bologna. Volle chiarire come il dispiacere era tanto sia per le mancate adesioni sia per il danno finanziario e di immagine subito; tanto da sembrare quindi una perdita per tutti.

L’edizione di aprile-maggio 2002 sarebbe stata la centunesima di una serie di eventi iniziata nel lontano 1900 sotto il nome di Mostra di Automobili allestita a Torino nella Palazzina delle belle Arti del parco del Valentino durante il mese di aprile.

Il Salone aprì i battenti per 3 giorni, fino al 24 aprile, e fu la prima esposizione di automobili mai vista dalle nostre parti. Accorsero, dato non da poco per l’epoca, circa 2000 persone, che poterono ammirare le auto di Italia, Francia e Germania, su 800 mq di area espositiva.

Alcuni espositori (11 per l’Italia): la Carcano, la Ceirano, la Orio-Marchand, la Prinetti & Stucchi e la neonata Fiat.

In realtà sempre sotto la Mole Antonelliana nei due anni precedenti si tennero due esposizioni, che però non possono essere definiti saloni veri e propri, ma semplici raduni quasi autoconvocati, di proprietari di vetture.

Da sottolineare che fu la prima esposizione del settore su territorio nazionale che poté vantare non solo una nutrita folla di curiosi, ammiratori ed esperti che totalizzarono più di 2000 partecipanti, bensì anche un’adesione da parte delle case automobilistiche notevole con 25 espositori da diverse località europee.

Il Salone dell’auto fu oggetto di “culto” negli anni sia per quanto riguarda le novità che periodicamente saltavano fuori, la Fiat 1400, la 126, la Lancia Appia o la Thema, giusto per fare qualche nome, sia per il simbolo che vestì per la città dell’auto.

Si pensi che nel ’59 venne costruito ed interamente dedicato all’evento il Padiglione N°5; da immaginare quindi le dimensioni che la mostra aveva oramai raggiunto.

Damiano Grilli

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