Storia

Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

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Nessuno saprà mai se verità o leggenda.

Le origini di Torino sono ad opera dei Romani?

La storia di per sé si perde nei meandri del tempo.

Ma qualcuno, anche se per una volta, cavalcò la  nostra città Torino prima che questa venisse fondata dagli antichi romani: l’Augusta Taurinorum dei libri di storia.

Romani o non Romani i veri fondatori di Torino

La leggenda di Fetonte

Narra, infatti, un’antica leggenda ripresa anche da Ovidio, poeta latino del 30 A.C. , nel Libro Metamorfosi che ha per protagonista Fetonte.

Quest’ultimo per dimostrare a Epafo, figlio di Zeus, di essere discendente di Apollo, gli  chiese di lasciargli guidare il proprio cocchio da alati cavalli.

Apollo provò a farlo desistere, sapendo che nemmeno il padre degli Dei, Zeus, fosse in grado di compiere tale imprese.

Fetonte, però, non volle sentir ragione.

Così, appresi i rudimenti dal padre, sferzò i nobili destrieri e partì per la volta celeste.

Appena preso il via, però, i cavalli iniziarono a sbandare, ondeggiando pericolosamente tra cielo e terra finché non finirono contro alcune stelle prendendo fuoco.

I quadrupedi, come torce viventi, galopparono per l’universo bruciando tutto quello che incontravano. tra cui anche quello spazio di cielo che oggi chiamiamo Via Lattea.

Solo dopo molta strada i cavalli tornarono dallo spazio sulla Terra, non risparmiando purtroppo, a quest’ultima, lo stesso trattamento.

E così, dilaniata dal fuoco,  la Terra cominciò  piangere.

Pianse a gran voce finché Zeus, mosso a compassione, per mettere fine al disastro colpì con un fulmine il cocchio infuocato.

Ed è proprio qui che Torino entra in scena.

Si dice infatti che quando Fetonte rovinò al suolo, finì nel fiume Eridano, conosciuto a poi come Po.

Per l’esattezza  nella confluenza tra quest’ultimo e la Dora, fondando quindi per primo con le sue ceneri i pilastri della nostra città.

Romani o non Romani i veri fondatori di Torino

La realtà supera l’immaginazione

Anche se difficile da credere, il mito della caduta di Fetonte mostra degli aspetti tutt’altro che fantasiosi.

Nel 1908 in Russia a seguito dell’esplosione di un meteorite tra i 6 ed i 10 km d’altezza si verificò quello oggi noto come evento di Tunguska.

Il meteorite, detonato nell’atmosfera grazie all’attrito con l’aria, rase al suolo un’area di circa 2.000 km quadrati, qualcosa come 300 campi da calcio.

L’unico testimone, un certo Semen Semenov, intervistato dai giornali locali, disse di aver visto una grande luce, un grande boato e poi un terremoto fortissimo.

Che la leggenda si ispiri ad un evento astronomico simile realmente accaduto?

Questo non lo sapremo mai.

Ma certamente Torino nasconde più di quanto si possa vedere a occhio nudo.

Damiano Grilli

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