Enogastronomia

Torino: Lavazza registra 2,7 miliardi di euro di ricavi nel 2022

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Il gruppo Lavazza, con sede a Torino, chiude il bilancio del 2022 con 2,7 miliardi di euro di ricavi: un grande traguardo, che fa ben sperare anche per il 2023. L’azienda ha registrato anche un altro importante risultato: un aumento del 17,6% rispetto all’anno precedente.

Un traguardo storico per Lavazza: grande traguardo per i ricavi 2022

Lavazza è uno dei grandi nomi di Torino quando non solo quando si parla di caffè ma anche in termini di grosse aziende presenti sul territorio torinese. Con il suo polo, situato nel quartiere Aurora, rappresenta un punto di riferimento sotto diversi aspetti.

Da oggi, però, Lavazza sarà certamente un esempio in termini di gestione e capacità di generare grandi quantità di utili: l’azienda di Torino, infatti, ha registrato 2,7 miliardi di euro di ricavi nel solo anno 2022. Un risultato eccezionale, che rispecchia l’impegno aziendale nel perseguire una strategia internazionale, contenendone i costi in un contesto tutt’altro che semplice.

L’EBITDA, in italiano margine operativo lordo, serve a indicare la redditività aziendale e, nel caso in questione, è stato di 309 milioni di euro. L’utile netto, invece, si attesta sui 95 milioni, in calo del 9,5 % ma, nonostante tutto, si è contenuto nei margini previsti. Inoltre, i risultati sono anche frutto di una gestione delle comunità coinvolte nei loro programmi al fine di creare valore condiviso, migliorando l’impatto sociale, economico ed ambientale.

Uno sguardo al futuro di Lavazza: l’azienda di Torino punta alla sostenibilità

In seguito ai buoni traguardi del 2022, Lavazza quest’anno punta a poter replicare (e magari migliorare) i risultati ottenuti lo scorso anno. Le difficoltà che si presentano sono certamente maggiori, complici i costi in aumento che risentono della crisi e dello scenario politico internazionale.

In aggiunta, c’è la sfida al cambiamento climatico, in cui l’azienda si lancia attivamente con il programma chiamato “Roadmap to Zero”. Come suggerisce il nome, l’intento è quello di diminuire le emissioni lungo tutta la catena di produzione entro il 2030, come da dettami europei. Le parole d’ordine sono consapevolezza, riduzione, monitoraggio e compensazione.

Il programma prevede che già entro il 2025 venga migliorato il packaging e l’efficienza energetica delle nuove macchine da caffè, oltre all’utilizzo di fonti rinnovabili.

Filippo Pio Monteverdi

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