Cronaca di Torino

Torino: il Borgo Medievale chiude fino al 2026 per lavori di restauro

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Presto il Borgo Medievale di Torino chiuderà a causa di alcuni lavori di restauro che dureranno ben tre anni. Per effettuare le operazioni, saranno sgomberate le due famiglie che attualmente abitavano all’interno della struttura.

Chiude il Borgo Medievale: il Comune ha in programma diversi interventi di manutenzione

Il Borgo Medievale, un polo museale a cielo aperto immerso nel verde del parco del Valentino, rimarrà chiuso per tre anni a causa di alcuni lavori di ristrutturazione. I cancelli del Borgo si chiuderanno verso la fine di quest’anno per riaprirsi sono nelle ultime settimane del 2026.

Il blocco è stato deciso dal Comune, che in 36 mesi ha deciso di realizzare una grande opera di ristrutturazione del complesso. In particolare, le operazioni interesseranno l’ala Sud-Est della struttura. I fondi che serviranno per rimettere a nuovo il Borgo Medievale saranno ben 6 milioni. Le operazioni, che rientreranno nel progetto di riqualificazione dell’intero Valentino, saranno finanziate grazie al Pnrr.

I lavori di restauro ridaranno lustro al Borgo Medievale di Torino

Il piano dei lavori al Borgo Medievale di Torino è stato annunciato qualche giorno fa da Rosanna Purchia, assessora alla Cultura. Alla fine, le operazioni di restauro restituiranno alla città un polo museale in grado di soddisfare sia i turisti che i cittadini. Qui troveranno spazio attività di intrattenimento culturale pensate per le famiglie, oltre a mercatini periodici che si allestiranno negli spazi esterni del Borgo.

In particolare, durante i lavori previsti in questi tre anni, si interverrà su sette spazi della struttura. Si tratta del cortile di Avigliana, la casa di Borgofranco, la casa di Mondovì, la casa d’Ozegna, la casa di Pinerolo, il ristorante San Giorgio e la Torre d’Avigliana.

Le operazioni si svolgeranno contemporaneamente ad altri lavori di restauro, iniziati lo scorso anno. In primo luogo, si sta intervenendo sulla Rocca, che infatti è già chiusa al pubblico. Gli interventi, in questo caso, dureranno fino alla tarda primavera di quest’anno e sono costati 800 mila euro. Il secondo blocco di operazioni, invece, riguarderanno le coperture, i balconi e le aree esterne. I lavori dureranno fino alla fine del 2024 e sono costati al Comune ben 2 milioni di euro.

Per completare i lavori le due famiglie storiche residenti del Borgo verranno sfrattate

Con l’inizio di questo nuovo blocco di lavori di restauro, le famiglie Corradin e Cerrato, rispettivamente titolari della Bottega di ferro e della Stamperia, dovranno abbandonare il complesso. I primi abitano all’interno del Borgo da 40 anni, mentre i secondi prestano servizio tra le mura della struttura da ben 80 anni.

Nella lettera di sfratto che hanno ricevuto, le famiglie sono state informate che dovranno sgomberare i locali sia da cose che persone entro la fine di dicembre 2023. Immediatamente, i bottegai si sono attivati, chiedendo aiuto direttamente al primo cittadino tramite una lettera.

Al sindaco Lo Russo, le due famiglie hanno in primo luogo sottolineato il ruolo che, negli anni, hanno ricoperto all’interno del borgo, sia a livello di presidio sia a livello didattico. Inoltre, hanno espresso al sindaco le loro preoccupazioni legate alle loro botteghe che, essendo funzionali nel contesto del Borgo, sarebbero difficilmente replicabili altrove. Alla luce di questi elementi, i Corradin e i Cerrato hanno chiesto di poter incontrare Lo Russo, in modo da poter discutere insieme del loro futuro.

Asja D’Arcangelo

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