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Allarme siccità in Piemonte: il rischio di una crisi idrica nel 2023

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L’Arpa lancia l’allarme siccità per il Piemonte nel 2023: nonostante le precipitazioni degli ultimi giorni, presto si potrebbe tornare a parlare di una crisi idrica.

Il Piemonte è di nuovo a rischio

Nonostante le nevicate abbiano, nei giorni scorsi, imbiancato il Piemonte, in primavera si potrebbe già tornare a parlare di siccità. È questo l’avviso di Angelo Robotto, direttore generale dell’Arpa dopo aver fatto il punto sulla prevenzione del rischio valanghe.

La riunione, avvenuta ieri mattina, ha coinvolto i vertici dell’Arpa Piemonte, l’amministrazione di Ceresole e la commissione valanghe Gran Paradiso. L’obiettivo era quello di fare il punto sulla situazione della neve, sul pericolo valanghe e su come sinergizzare meglio gli enti in caso di necessità.

L’incontro, un confronto tra tecnici e amministratori, ha permesso al territorio di comprendere l’attività giornaliera dell’Arpa in materia di sicurezza in montagna. Durante la seduta, c’è stata l’occasione anche di parlare del cambiamento climatico: non bisogna infatti dimenticare che la carenza di neve probabilmente causerà, nei prossimi mesi, una situazione di siccità.

Bisognerebbe, spiega Robotto, cercare di tenere alta l’attenzione su questo tema anche quando non l’emergenza non è imminente. Tutti dovrebbero sentirsi colpiti dal problema dell’emergenza climatica, tema che dovrebbe entrare nella discussione politica e in quella pubblica.

Il 2022 è stato duro, ma il 2023 potrebbe seguirlo

Il 2022, per il Piemonte, è stato un anno critico per quanto riguarda la carenza di precipitazioni. In tutta la regione, infatti, oltre a un periodo di 111 giorni senza rovesci, si è registrato un buon 60% di pioggia in meno rispetto alla media. Inoltre, bisogna ricordare che lo scorso anno la neve ha iniziato a sciogliersi ben due mesi prima del solito, soprattutto a causa del caldo da record che ha colpito la nostra regione.

Si tratta del quadro climatico peggiore degli ultimi 60 anni che, però, potrebbe presto ripetersi. Già adesso, ad anno appena iniziato, le precipitazioni, in Piemonte, sono sotto la media. Delle prime nevicate di dicembre, infatti, non è rimasto quali nulla e le nevicate degli ultimi giorni non rappresentano un recupero significativo del volume d’acqua.

Se la stagione primaverile non sarà carica di rovesci, perciò, si rischia che in Piemonte si ritorni presto a essere in allarme siccità.

Partiamo dalla sensibilizzazione

Per fortuna, l’opera di sensibilizzazione sul territorio sta già avendo qualche effetto, dopo l’allarme siccità lanciato in Piemonte in questo 2023.

A breve, infatti, partiranno le gare per l’appalto di un grande acquedotto nella Valle Orco. Inoltre i comuni, partendo proprio da Ceresole, stanno iniziando a parlare di questo tema anche nelle scuole. Ai più piccoli, infatti, verrà spiegato tutto su neve e valanghe, grazie all’aiuto dei carabinieri forestali.

Questo è un passo importante: le nuove generazioni, infatti, sono quelle che saranno maggiormente colpite dagli effetti del cambiamento climatico. La sensibilizzazione, attraverso i più giovani, potrà poi arrivare anche nelle famiglie: solo comprendendo che ognuno può contribuire facendo la propria parte si potrà fare la differenza.

Aggiornato il 25/01/2024

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